Così la Juve ha stregato Sarri

Il tecnico bianconero conquistato dai suoi giocatori: l’applicazione negli allenamenti, la serietà durante la sua assenza, la forza caratteriale nei finali contro il Parma e il Napoli

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Fabio Riva-Guido VaciagoFabio Riva-Guido Vaciago

Pubblicato il 04.09.2019, 10:41 (Aggiornato il 04.09.2019, 11:39)

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E pensare che ci si è messa di mezzo pure la polmonite. Ciò nonostante, il primo bilancio del rapporto Maurizio Sarri-Juventus è positivo. Anzi, reciprocamente positivo. Nel senso che il tecnico è esaltato dalle risposte del gruppo così come il gruppo lo è dai metodi di lavoro del nuovo staff. Ovviamente - come s’è capito da certi svarioni durante Juventus-Napoli - la strada da compiere è ancora parecchia affinché tutti i meccanismi siano perfezionati, tuttavia la “scintilla” è già scoccata. Laddove per scintilla si può leggere anche quella scossa che, per ammissione del direttore sportivo Fabio Paratici, la dirigenza voleva dare all’ambiente esonerando Massimiliano Allegri.

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Sarri innamorato

Sarri è rimasto stregato dalla Juventus perché ha trovato un gruppo compatto e professionale al di là di ogni più rosea aspettativa che si potesse avere. Due dati su tutti hanno colpito, in concreto, il tecnico toscano ed il suo staff. Numero 1: la disponibilità totale che i giocatori - persino, se non soprattutto, quelli più affermati e rodati (gente che in teoria non deve più dimostrare nulla a nessuno da tempo) - hanno dato nel rimettersi in gioco e reinventarsi, adeguarsi pronti via ai concetti di gioco del cosiddetto sarriball.

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