Juve, tra Vlahovic e Allegri spunta il Psg: Galtier cerca uno come lui

Il club bianconero non ha intenzione di cedere il serbo: per lui ha progetti a lungo termine. Ma da Parigi ammiccano
Juve, tra Vlahovic e Allegri spunta il Psg: Galtier cerca uno come lui© Marco Canoniero

TORINO- Dichiarazioni fuori di... Senna. Rive droite, per la precisione. Anche se non esattamente di Parigi-centro stiamo parlando, bensì dell’undicesimo arrondissement, al confine con Boulogne-Billancourt, laddove c’è il tempio del Paris Saint Germain. Ebbene, il tecnico del Psg, Christophe Galtier, ha appena fatto qualche pulcetta alla campagna acquisti appena conclusa dai suoi dirigenti. Ok Vitinha, Nuno Mendes, Fabian Ruiz, Carlos Soler, Renato Sanches, Nordi Mukiele e il rinnovo a cifre faraoniche di Kylian Mbappé. Però... «Durante la preseason ho parlato a lungo con il presidente e con Luis Campos del nostro attacco, analizzandone caratteristiche e struttura. Eravamo tutti convinti di aver bisogno di un quarto giocatore offensivo con un profilo diverso. Questo quarto giocatore non è venuto, è un peccato, ma è così. Sarebbe stato molto utile un centravanti d’area. Kylian ha un riferimento nella squadra francese ed è Giroud. Qui al Psg abbiamo uno stile di gioco diverso, evidentemente efficace, ma senza alternative». La chiosa: «Sono rimasto deluso anche del mancato arrivo di un centrale, perché in un periodo così intenso ci avrebbe fatto comodo». 

L'identikit porta a Vlahovic

E vabbé, anche i ricchi (principeschi) piangono. Su sponda Juventus, però, le frasi di cui sopra sono giunte con una certa enfasi, visto che - e sono in molti ad aver colto la cosa - l’identikit tracciato dal tecnico francese riporta proprio a Dusan Vlahovic per caratteristiche e per logica anagrafica (ché chiaramente il 36enne Giroud non è esattamente un profilo su cui costruire il futuro...). Per carità, pure Haaland farebbe al caso, ma valli a convincere quelli del City. Con la Juventus, è diverso. Giacché, oggettivamente diverse sono le potenzialità economiche. Anche in casa bianconera, tuttavia, la smania di salutare il proprio bomber non c’è: i 90 milioni (75 per il cartellino più 15 di commissioni) spesi lo scorso gennaio, sono stati investiti con l’idea d’un progetto a lungo termine. E quei piani non sono certo cambiati. Per far recedere da certi propositi, servirebbe una offerta davvero irrinunciabile. Peraltro, non è di sicuro in ottica gennaio che la Juventus vorrebbe ragionare.
 

Il feeling tra Vlahovic e la Juve

Ciò non toglie, tuttavia, che il feeling tra l’ex attaccante viola e la Juventus non sia ancora giunto al massimo del potenziale. Anzi, nonostante i problemi fisici siano ormai superati, in questi primi mesi dell’anno Vlahovic ha faticato a segnare come avrebbe voluto e non è stato risparmiato dalle critiche, anche da parte dello stesso Allegri. Per rendere ancora più saldo e legato il destino del bomber e della Juventus, servirà una svolta in termini di prestazioni, gol, risultati. Figurarsi, poi, cosa succederebbe se addirittura il club non riuscisse a centrare la qualificazione alla prossima edizione della Champions League: il danno economico sarebbe enorme, e invece diventerebbe piccolo piccolo l’appeal del club nei confronti dei campioni. Se invece le cose inizieranno ad andare nel verso giusto, sia individualmente per Vlahovic sia generalmente per la squadra tutta, allora sarà più semplice fare in modo che il matrimonio prosegua.  
Ergo, resistere alle eventuali avances del Paris Saint Germain. Posto, comunque, che al momento i parigini sono in ballo anche su altre faccende, oltre al mercato. La situazione più spinosa, infatti, riguarda il presidente Nasser Al-Khelaifi. Quest'ultimo, secondo un ampio reportage pubblicato giovedì da Libération, sarebbe stato colpevole di estorsione e ripetuti ricatti verso l'impresario franco - algerino Tayeb B., legato al partito repubblicano e apparentemente in possesso di documenti che proverebbero schiaccianti implicazioni del presidente del Psg in manovre di corruzione per l'assegnazione del mondiale di Qatar. Dopo che Ceferin lo ha messo a capo della Eca, Al-Khelaifi non può permettersi altri scossoni. Il suo pranzo di circostanza settimane fa con il suo predecessore Andrea Agnelli non ha disteso il clima tra i due, nonostante la cessione di Paredes. Bisognerà vedere come si presenterà il qatariota al pranzo del 1° novembre a Torino.
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