Superlega, è arrivata l'ora della verità

La sentenza vera e propria sarà emessa a marzo. Questa mattina l’Avvocato generale della Corte di Giustizia Europea dirà se l’Uefa vanta una posizione di monopolio

Il mondo del calcio è con il fiato sospeso. Perché in ballo non c’è soltanto il ricorso della Superlega ma, soprattutto, l’intero sistema pallonaro su cui regge dal 1955. Per questa mattina - l’orario dovrebbe essere le 10 - è attesa la comunicazione del parere dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia Europea, il greco Athanasios Rantos, sul tema del presunto monopolio e conseguente abuso di posizione dominante da parte del’Uefa. Se venisse riconosciuta anche solamente in parte questa condizione, è chiaro che la sentenza vera e propria della Corte attesa per marzo - la maggior parte delle volte recepisce l’indicazione dell’Avvocato generale - potrebbe innescare una vera e propria rivoluzione, un terremoto in grado di mettere a soqquadro lo status quo delle competizioni internazionali. La stessa Eca, l’associazione dei club europei, ha terminato i lavori di lunedì a Doha, in Qatar, producendo un comunicato in cui annunciava un riaggiornamento della situazione dopo la giornata odierna in cui si sottolineava l’attesa per il parere dell’Avvocato generale interpellato dal Tribunale di Madrid prima di poter rispondere ai quesiti della Superlega.

Le parole di Reichart

E a proposito di Superlega ecco le ultime parole di Bernd Reichart, amministatore delegato di A22, la società che porta avanti il progetto proprio della Superlega, che ha diffuso tramite un video: «Ciao e buonasera! L’attuale monopolio della Uefa sul calcio europeo per club è legale o no? La questione è attualmente all’esame della Corte di giustizia europea. La sentenza è attesa per l’anno prossimo, ma è in arrivo un passaggio interessante: un consulente della corte, chiamato Avvocato generale, esprimerà il suo parere. Non si tratta della sentenza della Corte, ma probabilmente mostrerà quali sono le argomentazioni. Non vediamo l’ora perché le cose devono cambiare: il monopolio della Uefa non va bene. Il diritto dell’Unione europea vieta a chi controlla un mercato di usare tale controllo per escluderne altri, ma la Uefa fa esattamente questo: è l’unico organizzatore delle competizioni calcistiche europee per club, ci guadagna molto bene, e questo da quasi settant’anni. E allo stesso tempo si è data il diritto di approvare o respingere qualsiasi alternativa. Questa combinazioni di poteri è un evidente conflitto di interessi. La posta in gioco è quindi il monopolio dell’Uefa e quindi il futuro del calcio europeo per club».

In primavera la sentenza della Corte di Giustizia Europea

Dunque il tempo dell’attesa si può considerare concluso, soprattutto se questo primo parere sarà molto chiaro, in un senso o nell’altro, nella risposta alla domanda sul monopolio dell’Uefa. C’è poi da aggiungere che la sentenza attesa per la primavera della Corte di Giustizia Europea non sarà appellabile per cui si avrà a quel punto una situazione definitiva, in grado di chiarire una volta per tutte, sia a livello di presente che di futuro, lo scenario calcistico a livello organizzativo. Dunque antenne dritte al quartier generale dell’Uefa e della Fifa stessa.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus