Plusvalenze Juve: ora o mai più. Ci sono tre scenari possibili

Così oggi Chinè sfida il diritto: il procuratore rivuole il processo alla faccia del “ne bis in idem”. La Corte federale d’appello prima deciderà sull’ammissibilità. E in caso positivo, dibattimento e poi nuovo verdetto

TORINO - Sì, potenzialmente sì: la Juventus rischia dei punti di penalizzazione in classifica (da scontare in questa stagione). E il procuratore Giuseppe Chiné - che si è riservato di avanzare le richieste sanzionatorie al termine della requisitoria - potrebbe persino arrivare ad invocare la retrocessione dal momento che la norma sull’illecito gestionale prevede dai punti di penalizzazione, appunto, ... in su.

Pur tuttavia è tutto da vedere e capire se quest’oggi - udienza presso la Corte federale d’Appello, fischio d’inizio alle 12.30 - sarà davvero accolta l’istanza di revocazione d’una sentenza di assoluzione definitiva già passata in giudicato. Soltanto una volta che i giudici avranno deciso, eventualmente, che il ricorso è ammissibile procederanno con la fase di “giudizio rescissorio” andando a rivalutare nel merito le prove e l’accertamento del fatto.

Quel che è certo è che questa partita sarà giocata in punta di tecnicismi.

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Le puntate precedenti

L’inchiesta sulle plusvalenze nel calcio italiano si era chiusa con un nulla di fatto il 17 maggio scorso quando la Corte federale d’appello aveva respinto il ricorso della Procura. Aveva dunque confermato quanto stabilito il 15 aprile dal Tribunale nazionale della Figc il quale aveva prosciolto tutti i 59 dirigenti e le 11 società (di cui cinque di serie A: Juventus, Napoli, Genoa, Sampdoria e Empoli). Il procuratore Chinè aveva chiesto, fra l’altro, un anno di inibizione per il presidente della Juve, Andrea Agnelli; 16 mesi e 10 giorni di inibizione per l’ex ds bianconero, Fabio Paratici, e 800 mila euro di multa per il club (quanto al Napoli: 11 mesi e 5 giorni di inibizione per il presidente, Aurelio De Laurentiis, e 392 mila euro di ammendalla alla società). L’impianto accusatorio era stato demolito dal verdetto in quanto è stato ritenuto impossibile fissare una valutazione oggettiva alle prestazioni dei calciatori e dunque dimostrare che i club fossero ricorsi a scambi di calciatori con valutazioni economiche gonfiate per far quadrare i conti e migliorare i bilanci. La Procura Figc ha tuttavia esaminato gli atti della Procura di Torino inerenti l’inchiesta Prisma (ad Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e altri nove indagati vengono contestati reati di false comunicazioni sociali in relazione ai bilanci 2018/2019 e 2020, ostacolo alla vigilanza Consob, aggiotaggio e false fatturazioni) e richiesto – il 22 dicembre scorso - la revocazione per la sentenza definitiva della giustizia sportiva, oltre che l’apertura di una nuova inchiesta. Questa volta sono dunque coinvolti meno club: soltanto la Juventus e le società che hanno fatto affari con la Juventus (Sampdoria, Pro Vercelli, Genoa, Parma, Pisa, Empoli, Novara e Pescara).

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Il menu odierno

Oggi, dunque, il Procuratore motiverà la propria istanza e avanzerà le richieste sanzionatorie. Nei precedenti gradi di giudizio si era tenuto “sotto soglia” (solo inibizioni ai dirigenti e ammende ai club), oggi potrebbe alzare il tiro e inasprire le richieste sostenendo che dalle prove emerse il fatto risulta più grave di quello inizialmente delineato e che dunque è risultato maggiorato il disvalore della condotta dei dirigenti bianconeri e degli altri operatori di mercato coinvolti.

A quel punto toccherà ai rappresentati dei club e dei dirigenti intervenire per sollevare innanzitutto delle eccezioni di inammissibilità e per ri-difendersi nel merito. Tra i punti nodali toccati dalla difesa ci sarà la questione del “ne bis in idem”, cioè il principio cardine dell’ordinamento italiano per il quale nessuno può essere processato due volte sui medesimi fatti. Del resto il Procuratore federale aveva la possibilità di archiviare il procedimento e poi riaprirlo in seguito, invece ha scelto di andare a processo pur sapendo di non avere ancora a disposizione tutti gli atti dell’inchiesta Prisma: riteneva di avere elementi sufficienti. Tra le eccezioni avanzate dalla difesa potrebbe essercene anche una inerente la parzialità di questa richiesta di revocazione (manca il Napoli, ad esempio): la sentenza della Corte non era divisa per capi, bensì univoca per tutti. Inoltre, entrando nel merito, qualora mai il Procuratore cambiasse le richieste sanzionatorie, la Juventus e le altre potrebbero sostenere che tale scelta è immotivata visto che anche nei precedenti procedimenti il Procuratore partiva dal presupposto che le sue richieste fossero fondate. Detto facile-facile: non è che perché ci sono più prove, allora la colpa aumenta.

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Il dispositivo

Una volta ascoltate le parti, la Corte potrà uscire con il dispositivo. Nel secondo procedimento erano serviti tre giorni per terminare le udienze, tuttavia la Corte ha facoltà sia di indire una seconda udienza sia di procedere senza soluzione di continuità e non è da escludere che già oggi si possa arrivare a chiudere il cerchio. Ci sono tre scenari possibili: revocazione inammissibile (dunque tutti prosciolti), revocazione ammissibile ma infondata nel merito (dunque tutti prosciolti), revocazione ammissibile e fondata nel merito. In quest’ultimo caso, sanzioni “che verranno richieste da questo Ufficio o, in subordine, quelle ritenute di giustizia da Codesta Onorevole Corte”. Stando ai (pur pochi) precedenti, è verosimile ipotizzare che i giudizi sull’ammissibilità e sul merito non saranno distinti nel tempo, in quanto frutto di uno stesso iter logico. La straordinarietà del processo revocatorio, però, lascia aperto un margine di incertezza.

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Il quarto round

Quanto all’eventuale quarto round... Da quando viene depositata la sentenza corredata dalle motivazioni la parte ha 30 giorni di tempo per ricorrere al Collegio di garanzia che giudica i profili di legittimità. In sostanza, la Juventus e gli altri club avrebbero modo di riformulare tutte le eccezioni di inammissibilità.

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TORINO - Sì, potenzialmente sì: la Juventus rischia dei punti di penalizzazione in classifica (da scontare in questa stagione). E il procuratore Giuseppe Chiné - che si è riservato di avanzare le richieste sanzionatorie al termine della requisitoria - potrebbe persino arrivare ad invocare la retrocessione dal momento che la norma sull’illecito gestionale prevede dai punti di penalizzazione, appunto, ... in su.

Pur tuttavia è tutto da vedere e capire se quest’oggi - udienza presso la Corte federale d’Appello, fischio d’inizio alle 12.30 - sarà davvero accolta l’istanza di revocazione d’una sentenza di assoluzione definitiva già passata in giudicato. Soltanto una volta che i giudici avranno deciso, eventualmente, che il ricorso è ammissibile procederanno con la fase di “giudizio rescissorio” andando a rivalutare nel merito le prove e l’accertamento del fatto.

Quel che è certo è che questa partita sarà giocata in punta di tecnicismi.

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