Rabiot, lo scudetto e i due spogliatoi Juve: il retroscena e la consapevolezza

Dopo il pareggio dello Stadium, il gruppo bianconero avverte sempre più la sensazione di poter lottare con l’Inter fino in fondo

La convinzione c’era già prima, il pareggio ha semplicemente dato nuova linfa alle già elevate ambizioni dello spogliatoio juventino. Questione di consapevolezza: prestazioni solide, come quella offerta domenica sera allo Stadium contro l’Inter, danno fiducia. All’interno del gruppo non c’è euforia e nemmeno tracotanza: solo una presa di coscienza, prestazioni alla mano, di quanto la distanza dai nerazzurri, in testa alla classifica e indicati dagli addetti ai lavori quali favoriti per lo scudetto, sia ormai ridotta. È l’effetto che fa il riuscire a tenere testa alla capolista, al di là della classifica che vede le due squadre vicine, ma con tante partite ancora davanti e avversarie temibili alle spalle: non è fattuale, la convinzione, quanto piuttosto una sensazione che sconfina nella percezione di sé sotto una nuova luce.

Scudetto, la carica di Rabiot

E allora la parola scudetto non è più tabù. O forse non lo è mai stata davvero all’interno del gruppo squadra. Non stupiscono dunque le parole di Adrien Rabiot che, non per niente con la fascia di capitano al braccio, sintetizza il concetto a caldo, una volta incassato il punto con l’Inter e giocato alla pari con chi ha il titolo come obiettivo dichiarato. «Io vedo il bicchiere mezzo pieno, faremo meglio sicuramente nelle prossime partite. Il mio obiettivo e quello dello spogliatoio è vincere lo scudetto. Siamo forti, dobbiamo essere consapevoli di questo, ce la possiamo fare, è quello che ci diciamo nello spogliatoio. Siamo campioni, vogliamo vincere sempre, andando sempre avanti», è il concetto espresso dal francese, uno dei leader tecnici della squadra e tra i più esperti.

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Allegri e Giuntoli, piedi per terra

C’è poi chi, come un vigile del fuoco, deve spegnere le fiamme dell’entusiasmo, per ruolo e per attitudine: ogni tanto ci pensa la dirigenza, in particolare con Giuntoli, a riportare l’obiettivo bianconero al quarto posto, ovvero l’ultimo utile per qualificarsi alla prossima Champions League. Ma il primo a tenere i suoi giocatori con i piedi per terra è Massimiliano Allegri.

Divertente, in questo senso, il siparietto con Mediaset dopo la partita con l’Inter. E soprattutto dopo che gli vengono riportate le dichiarazioni di Rabiot che parla, appunto di scudetto: «È una Juve che esce più consapevole da questa gara. Una Juve che però deve rimanere con i piedi per terra: venerdì andremo a giocare con una squadra che ci ha tolto sei punti l’anno scorso e alla quale non abbiamo fatto nemmeno un gol. Quindi dobbiamo prepararci con calma, recuperare le energie per il Monza. Rabiot parla di scudetto e io invece no? Perché loro sono in uno spogliatoio e io in un altro e non so cosa dicano tra di loro. Ma l’importante è quello che dico io... E io dico che bisogna arrivare tra i primi quattro posti».
Quella di Allegri non è solo pretattica o scaramanzia, quanto piuttosto fine psicologia. Ma sotto sotto la stessa consapevolezza che ha la squadra, senza voli pindarici, alberga anche nell’animo dell’allenatore.

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La convinzione c’era già prima, il pareggio ha semplicemente dato nuova linfa alle già elevate ambizioni dello spogliatoio juventino. Questione di consapevolezza: prestazioni solide, come quella offerta domenica sera allo Stadium contro l’Inter, danno fiducia. All’interno del gruppo non c’è euforia e nemmeno tracotanza: solo una presa di coscienza, prestazioni alla mano, di quanto la distanza dai nerazzurri, in testa alla classifica e indicati dagli addetti ai lavori quali favoriti per lo scudetto, sia ormai ridotta. È l’effetto che fa il riuscire a tenere testa alla capolista, al di là della classifica che vede le due squadre vicine, ma con tante partite ancora davanti e avversarie temibili alle spalle: non è fattuale, la convinzione, quanto piuttosto una sensazione che sconfina nella percezione di sé sotto una nuova luce.

Scudetto, la carica di Rabiot

E allora la parola scudetto non è più tabù. O forse non lo è mai stata davvero all’interno del gruppo squadra. Non stupiscono dunque le parole di Adrien Rabiot che, non per niente con la fascia di capitano al braccio, sintetizza il concetto a caldo, una volta incassato il punto con l’Inter e giocato alla pari con chi ha il titolo come obiettivo dichiarato. «Io vedo il bicchiere mezzo pieno, faremo meglio sicuramente nelle prossime partite. Il mio obiettivo e quello dello spogliatoio è vincere lo scudetto. Siamo forti, dobbiamo essere consapevoli di questo, ce la possiamo fare, è quello che ci diciamo nello spogliatoio. Siamo campioni, vogliamo vincere sempre, andando sempre avanti», è il concetto espresso dal francese, uno dei leader tecnici della squadra e tra i più esperti.

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