Pagina 3 | “Il peggior acquisto di sempre”: Zirkzee scaricato dallo United, assist Juve

TORINO - Sì: certo che non è esattamente elegante far di conto sulle disgrazie o semplicemente sulle difficoltà altrui, ma non è che nel calcio (soprattutto alle latitudini del calciomercato) si possa andare troppo per il sottile. È la terra in cui non si fanno prigionieri ed è necessario muoversi con rapido cinismo. Così non è davvero il caso di scandalizzarsi e dalle parti della Continassa si diano di gomito, compiaciuti, di fronte alle notizie delle concrete, spesse e perduranti difficoltà in cui annaspa Joshua Zirkzee al Manchester United. Perché ogni scalino salito nella scala della “rottura” contribuisce a rendere più concreta la speranza di riuscire a portare a Torino l’attaccante olandese. E magari cercando di riuscirci già a gennaio, cavalcando appunto il malcontento che ormai avviluppa l’esperienza inglese di Zirkzee.

Zirkzee bocciato da Amorim

Neppure il cambio di allenatore è bastato a rilanciarlo: finito ai margini con Ten Hag, l’arrivo di Ruben Amorim ha illuso appena e dopo una buona prestazione contro il Tottenham (peraltro elogiata allo stesso tecnico portoghese) tutto si è sfarinato nella prestazione contro il Bournemouth. Marcatura persa sul gol dell’ex bianconero Huijsen (tu guarda come il destino sa apparecchiare il tavolo per le feste...) e una prova talmente impalpabile che ha indotto il tecnico a sostituirlo dopo neanche un’ora con conseguente, immediata, condanna tifosa: “Non sa fare niente, è il nostro peggior acquisto di tutti i tempi”. Difficile che ci siano i margini per poter ricucire e a questo punto è concreta la possibilità che i dirigenti del Manchester prendano in considerazione l’opportunità di un prestito che possa rilanciare l’olandese, ma non per comprensione umana quanto per rivalutare l’ingente investimento di 42 milioni. Giuntoli e i suoi uomini non si limitano, ovviamente, a monitorare la situazione: i sondaggi ci sono eccome, suffragati anche del fatto che Zirkzee è più che mai allettato dall’idea di tornare a lavorare con il suo mentore Motta. E, tra l’altro, cambiare aria lo aiuterebbe a mettere in secondo piano le vicende personali che in questo periodo lo zavorrano ancor più di quelle calcistiche: le cronache mondane riferiscono di un (tumultuoso) addio dalla fidanzata Celina Jada Kerr, una relazione che risale ai tempi del Bayern Monaco. Sì: decisamente il clima di Manchester non gli si confà...

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La crisi di Kolo Muani

Così come quello di Parigi è ormai diventato (professionalmente, per carità) per Randal Kolo Muani, uno dei più clamorosi casi di mercato degli ultimi anni. Eh sì, perché il Psg lo ha pagato la bellezza di 95 milioni all’Eintracht Francoforte giusto due anni fa. Il fatto è che non si è mai calato nella nuova realtà fino ad arrivare, in questi ultimi mesi, alla rottura totale con Luis Enrique che ormai lo considera fuori dal progetto tecnico: Doué, Kang-In Lee e Asensio rappresentano le priorità del tecnico spagnolo che al francese, quest’anno, ha concesso solo 10 presenze che hanno fruttato appena due gol e due assist. È evidente che neppure il Psg, per quanto economicamente innervato, si possa permettere il lusso di gestire una situazione del genere e di correre il rischio di svalutare un simile investimento. L’ipotesi del prestito, anche in attesa di decidere il futuro della guida tecnica, prende sempre più consistenza e, anche in questo caso, la Juventus non vuole farsi trovare impreparata. Curiosamente, anche nel caso di “RKM” ci sono da esorcizzare alcuni fantasmi. Uno, in particolare, si è materializzato il 18 gennaio di due anni fa quando, nei supplementari della finale mondiale, Dibu Martinez gli parò il tiro che avrebbe consegnato il Mondiale alla sua Francia invece che, ai rigori, all’Argentina. Da allora, raccontano nell’Ile de France, il ragazzo non è più stato lo stesso: anche a lui farà bene cambiare aria. In attesa, sia chiaro, di capire come sta Milik...

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E Danilo può portare Raspadori

L’alternativa da tenere di scorta, nel taschino come un sigaro che possa far compagnia sotto la pioggia, è Giacomo Raspadori. Giuntoli lo ha voluto al Napoli perché, nonostante lui prediliga i giocatori fisicamente strutturati, ha apprezzato le capacità tattiche di un attaccante che sa riempire gli spazi tra le linee e cucire la manovra offensiva con i suoi movimenti. Il prototipo, insomma, di quel che può servire a Thiago Motta. Poi, il dettaglio, bisogna convincere il Napoli che non pare intenzionato a concedere il prestito dell’ex sassolese. La chiave per sbloccare la situazione è Danilo, ormai in uscita dalla Juve e gradito a Conte.

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E Danilo può portare Raspadori

L’alternativa da tenere di scorta, nel taschino come un sigaro che possa far compagnia sotto la pioggia, è Giacomo Raspadori. Giuntoli lo ha voluto al Napoli perché, nonostante lui prediliga i giocatori fisicamente strutturati, ha apprezzato le capacità tattiche di un attaccante che sa riempire gli spazi tra le linee e cucire la manovra offensiva con i suoi movimenti. Il prototipo, insomma, di quel che può servire a Thiago Motta. Poi, il dettaglio, bisogna convincere il Napoli che non pare intenzionato a concedere il prestito dell’ex sassolese. La chiave per sbloccare la situazione è Danilo, ormai in uscita dalla Juve e gradito a Conte.

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