Di Gregorio, Tudor non ha dubbi: la scelta su Perin invocato titolare Juve

Dopo il Derby d’Italia un’altra serata no in Champions per il portiere ex Monza: subiti 4 degli ultimi 7 gol da fuori area ma non è l'unico colpevole

TORINO - La solitudine del numero uno, quella di chi guarda di fronte a sé e vede tutto il campo, si gira e non vede altro che uno sfondo quadrettato dalla rete di porta. Ed è lì che l’errore diventa un macigno, ogni sbavatura potenzialmente irrecuperabile, perché dietro no, non c’è più nessuno. Solo quella stessa rete di prima che adesso si agita, lo sguardo deluso di un tifoso seduto in tribuna, il compagno che guarda il cielo e tiene dentro di sé le maledizioni. Per alcuni una scelta di vita, per altri una decisione coatta di un allenatore che decide che il centro del campo non è proprio il tuo posto. È una vita dura, ma qualcuno la dovrà pur fare, quella del portiere: e tra questi c’è Michele Di Gregorio.

Di Gregorio, gli errori

Numero 16 stampato dietro la maglia, numero 1 delle gerarchie, ma l’estremo difensore bianconero - negli ultimi giorni -, non è finito sotto i riflettori per le sue prodezze. Qualche uscita a vuoto e insicurezza tra i pali contro l’Inter, poi capita che passi di mente perché il risultato regala i tre punti. Poi, però, arriva il Borussia Dortmund e la prestazione non è nuovamente soddisfacente: per Di Gregorio, in primis, e poi di conseguenza per i tifosi che l’hanno messo al centro delle loro discussioni.

Perin titolare

In particolare, male sul tiro di Couto che non appare irresistibile e si infila al primo palo, non particolarmente reattivo nemmeno sulla conclusione dalla distanza di Nmecha. Come si diceva, l’errore del portiere è quello più evidente e doloroso, tanto da far dimenticare anche la parata più prodigiosa o la serie di prestazioni solide messe in fila una dopo l’altra. È successo a tutti, anche a quel Wojciech Szczesny di cui oggi in molti si riscoprono nostalgici. E, sempre come già successo, sono diversi a invocare la titolarità di Perin.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Tudor, gerarchie chiare

Per Igor Tudor le gerarchie sono chiare, questo non vuol dire che la risposta del campo d’allenamento - soprattutto a livello mentale -, non possa temporaneamente rimescolare le carte. Intanto, i numeri dicono che la Juventus ha preso 7 gol in due partite, 4 da fuori area. Anche Bremer, nell’immediato post Borussia, suona il campanello d’allarme: «Dobbiamo portare a casa questa mentalità del finale di partita. Però non possiamo subire così tanti gol, dobbiamo migliorare in questo». Tutta, esclusivamente, colpa di Di Gregorio? Anche in questo caso si può ripartire dalle dichiarazioni del centrale brasiliano: «Nel secondo tempo dovevamo avere più equilibrio, non si può prendere questi gol».

 

La solitudine del numero 16

Equilibrio, la parola che rimbalza dal pre-Borussia e si ripropone in maniera prepotente dopo che il match è terminato. In questo momento è il grande assente in casa Juventus e soprattutto qui va ricercato il motivo delle troppe reti subite. E, di conseguenza, c’è anche un tema centrocampo. L’immagine è quella di Thuram che si fa strappare il pallone da Sabitzer e porta al gol di Couto, ma il problema è generale ed è quello di una linea mediana che fatica sia a fare filtro sia a gestire il possesso. Sbaglia Thuram, sbaglia Di Gregorio, il discorso è sempre lo stesso: la bilancia delle colpe va a sbilanciarsi dalla parte del portiere. La solitudine del numero 16.

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TORINO - La solitudine del numero uno, quella di chi guarda di fronte a sé e vede tutto il campo, si gira e non vede altro che uno sfondo quadrettato dalla rete di porta. Ed è lì che l’errore diventa un macigno, ogni sbavatura potenzialmente irrecuperabile, perché dietro no, non c’è più nessuno. Solo quella stessa rete di prima che adesso si agita, lo sguardo deluso di un tifoso seduto in tribuna, il compagno che guarda il cielo e tiene dentro di sé le maledizioni. Per alcuni una scelta di vita, per altri una decisione coatta di un allenatore che decide che il centro del campo non è proprio il tuo posto. È una vita dura, ma qualcuno la dovrà pur fare, quella del portiere: e tra questi c’è Michele Di Gregorio.

Di Gregorio, gli errori

Numero 16 stampato dietro la maglia, numero 1 delle gerarchie, ma l’estremo difensore bianconero - negli ultimi giorni -, non è finito sotto i riflettori per le sue prodezze. Qualche uscita a vuoto e insicurezza tra i pali contro l’Inter, poi capita che passi di mente perché il risultato regala i tre punti. Poi, però, arriva il Borussia Dortmund e la prestazione non è nuovamente soddisfacente: per Di Gregorio, in primis, e poi di conseguenza per i tifosi che l’hanno messo al centro delle loro discussioni.

Perin titolare

In particolare, male sul tiro di Couto che non appare irresistibile e si infila al primo palo, non particolarmente reattivo nemmeno sulla conclusione dalla distanza di Nmecha. Come si diceva, l’errore del portiere è quello più evidente e doloroso, tanto da far dimenticare anche la parata più prodigiosa o la serie di prestazioni solide messe in fila una dopo l’altra. È successo a tutti, anche a quel Wojciech Szczesny di cui oggi in molti si riscoprono nostalgici. E, sempre come già successo, sono diversi a invocare la titolarità di Perin.

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