Rocchi ammette gli errori contro la Juve! Su Tudor e Aureliano...

Le dichiarazioni del capo degli arbitri sugli episodi che hanno contraddistinto la sfida di campionato contro il Verona

"Potevamo fare oggettivamente molto meglio", così ha esordito il designatore arbitrale Rocchi a Open Var su Dazn. Sono stati analizzati diversi episodi e al centro dell'attenzione è finita naturalmente Verona-Juve, partita condizionata da due errori arbitrali. Sotto la lente d'ingrandimento il rigore concesso ai gialloblù per fallo di mano di Joao Mario e la mancata espulsione di Orban dopo la gomitata a Gatti. Poi il focus si è spostato anche su altre partite di Serie A e sul posticipo tra Napoli e Pisa, con tante polemiche da parte dei nerazzurri.

Verona-Juve, il mani di Joao Mario 

A Opena Var come ogni settimana hanno fatto vedere e ascoltare il dialogo tra l'arbitro in campo, Rapuano, e quelli in sala Var: "Questo è rigore come quello di Atalanta-Udinese dello scorso annoha detto Aureliano in sala Var. “Lui è fermo e va con braccio largo" ha poi aggiunto. E poi il direttore di gara: "Ha tutto il tempo per guardare”. Parole che però non hanno trovato la conferma del designatore Rocchi: “La decisione non è corretta, non è calcio di rigore e non è corretto tirare in ballo un altro episodio, che tra l’altro è simile, ma è differente per dinamica che rende questo episodio non punibile. Il giocatore va per colpire di testa e il pallone gli scivola sul braccio che sta in posizione naturale e sta rientrando dopo un salto”. Sul paragone con l'episodio di Atalanta-Udinese. “In quello di Hien c’è un movimento del braccio verso il pallone, un movimento non natuale, l’extra movimento. Invece Joao Mario non si accorge neanche che gli arriva il pallone sul braccio”.

 

 

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Il mancato rosso a Orban e la strigliata a Tudor

La gomitata di Orban su Gatti è stato un altro episodio analizzato con troppa superficialità durante la partita: “Ok giallo lo possiamo tenere” hanno detto dal Var. Rocchi anche in questo caso ha spiegato l'errore: “Qui per noi era corretto dare rosso perché Orban già guarda l’avversario, un motivo in più per accendere la lampadina. Va dato in campo e al Var lo hanno liquidato troppo velocemente, nonostante l'esperienza dei ragazzi al monitor. Però voglio ribadire che a fine partita non vanno usati termini eccessivi, bisogna usare termini corretti. Siamo qui ad ammettere i nostri errori senza problemi e chiedo collaborazione, per noi è fondamentale, altrimenti va a finire in gazzara (si riferisce alle parole di Tudor “L'arbitro mi ha detto che Orban non ha caricato, allora possiamo tirare un pugno se non si carica”). Poi sulla gestione e le retrocessioni degli arbitri: “Noi siamo sempre molto severi, qui la prestazione non è stata positiva da parte di nessuno. Il Var non è stato preciso, anche se questo Var era tra i più bravi che avevamo. Può capitare una giornata storta. Gli allenatori fanno rigiocare i portieri che sbagliano. Noi andiamo nella stessa direzione, ovviamente tengo in Serie B quelli che hanno fatto meno bene. Sentir dire che noi sospendiamo o fermiamo non mi piace, non è la nostra strategia. Rivedrete presto i ragazzi in campo”.

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Napoli-Pisa, l'analisi di Rocchi sul rigore non concesso

"Partiamo dal rigore, ma gli diciamo che nell'APP c'è un fallo di mano" hanno detto in sala Var dopo aver visto le immagini Mazzoleni e Giua. Poi hanno richiamato l'arbitro Crezzini al monitor e gli hanno suggerito: "Il numero 7 del Pisa controlla il pallone con la mano, prima di subire un fallo da rigore". Rocchi non è d'accordo: "Il mano in appoggio non è punibile, hanno usato la camera sbagliata in slowmotion, bisogna vederlo in dinamica. Se il giocatore del Pisa avesse segnato sarebbe stato punibile, ma in questo caso no. Era punibile lo step on foot ed era rigore. Sul rigore per il Pisa nel secondo tempo per un fallo di mano di Beukema, zero dubbi: "La decisione è stata corretta e presa in campo, quando è così ci facilitiamo il lavoro".

 

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"Potevamo fare oggettivamente molto meglio", così ha esordito il designatore arbitrale Rocchi a Open Var su Dazn. Sono stati analizzati diversi episodi e al centro dell'attenzione è finita naturalmente Verona-Juve, partita condizionata da due errori arbitrali. Sotto la lente d'ingrandimento il rigore concesso ai gialloblù per fallo di mano di Joao Mario e la mancata espulsione di Orban dopo la gomitata a Gatti. Poi il focus si è spostato anche su altre partite di Serie A e sul posticipo tra Napoli e Pisa, con tante polemiche da parte dei nerazzurri.

Verona-Juve, il mani di Joao Mario 

A Opena Var come ogni settimana hanno fatto vedere e ascoltare il dialogo tra l'arbitro in campo, Rapuano, e quelli in sala Var: "Questo è rigore come quello di Atalanta-Udinese dello scorso annoha detto Aureliano in sala Var. “Lui è fermo e va con braccio largo" ha poi aggiunto. E poi il direttore di gara: "Ha tutto il tempo per guardare”. Parole che però non hanno trovato la conferma del designatore Rocchi: “La decisione non è corretta, non è calcio di rigore e non è corretto tirare in ballo un altro episodio, che tra l’altro è simile, ma è differente per dinamica che rende questo episodio non punibile. Il giocatore va per colpire di testa e il pallone gli scivola sul braccio che sta in posizione naturale e sta rientrando dopo un salto”. Sul paragone con l'episodio di Atalanta-Udinese. “In quello di Hien c’è un movimento del braccio verso il pallone, un movimento non natuale, l’extra movimento. Invece Joao Mario non si accorge neanche che gli arriva il pallone sul braccio”.

 

 

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