Di Gregorio-Carnesecchi, sfida da "supereroi": dalla Serie B alle porte della Nazionale

Per Tudor niente dualismo tra i pali, idem per Juric. Intanto a visionare i due portieri arriva il collaboratore azzurro

L’Uomo Di Gre vuole parare ancora lo Spiderman nerazzurro. Quella in programma domani pomeriggio allo Stadium tra i due portieri si preannuncia essere una sfida da “supereroi” con vista sulla Nazionale. Non è un mistero, infatti, che entrambi ambiscano ad entrare in pianta stabile nel giro azzurro. Soprattutto ora che al timone dell’Italia è arrivato Rino Gattuso. Con la svolta in panchina le carte si sono mischiate e per almeno uno dei due potrebbero presto spalancarsi le porte di Coverciano per provare a ritagliarsi un ruolo importante dopo le chiamate a singhiozzo nella gestione Spalletti. Tanto che domani in tribuna ad assistere alla gara tra Juve e Atalanta ci sarà un collaboratore del ct azzurro proprio per seguire da vicino le due saracinesche.

La rivalità

L’estremo difensore juventino vuole parare l’assalto alla Nazionale dell’amico e collega, col quale condivide un percorso simile all’insegna della gavetta. Non a caso per anni i due si sono sfidati da avversari in Serie B. Memorabile ad esempio il testa a testa tra la Cremonese di Carnesecchi e il Monza di Di Gregorio per andare in Serie A nel 2022. Alla fine festeggiarono entrambi: Marco subito; mentre Michele attraverso la vittoria dei Playoff. Poco male. Alla fine si sono ritrovati al top in A e giocano entrambi da anni in Champions League. Tanta roba, verrebbe da dire ripensando a qualche anno fa quando uno occupava la porta del Trapani (Carne) e l’altro quella del Pordenone (Di Gre). Ecco perché il bello per i due portieri deve ancora venire. Il classe 1997 un duello importante però l’ha già vinto col rivale: quello che metteva in palio la porta della Juve. Ma facciamo un passo indietro e riavvolgiamo il nastro dei ricordi.

La scalata di Di Gregorio

Primavera 2024: l’allora dt bianconero Giuntoli decide di prendere un portiere italiano per il dopo Szczesny. Nel mirino ci sono appunto Carnesecchi e Di Gregorio, con quest’ultimo che l’avrebbe poi spuntata. Conquistata la porta della Vecchia Signora, Michele ha sfoderato parate importanti mettendo le sue manone sulla qualificazione in Champions della scorsa annata. Così come sia al Mondiale per Club sia in questo avvio di stagione è sempre stato tra i migliori. Non a caso Tudor l’ha promosso titolare fisso, evitandogli il ballottaggio con Perin al quale invece lo sottoponeva Motta.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Carnesecchi come Buffon

A Bergamo, invece, Carnesecchi aveva già stravinto il duello con Musso due anni fa e adesso non smette più di stupire. Grandi parate in serie che potrebbero valergli la prossima estate la chiamata di una big. Più di un club inglese ha già chiesto informazioni in tal senso, ma occhio pure alle milanesi alle prese con le scadenze contrattuali ormai prossime di Maignan e Sommer. Dopo i 15 clean sheet collezionati nella scorsa stagione in Serie A (record storico per la formazione bergamasca) lo Spiderman atalantino è diventato una sentenza pure dagli undici metri. Tanto da essere stato capace di parare due calci di rigore nel giro di una settimana tra Champions League e campionato. Mica male. Dopo aver neutralizzato Barcola a Parigi mercoledì scorso il portiere nerazzurro ha concesso il bis, stoppando il torinista Zapata la domenica dopo. Un’impresa del genere era riuscita tra i portieri italiani solo a sua maestà Gigi Buffon, che nel 2003 aveva respinto il sabato pomeriggio il tiro dagli undici metri di Fiore in Lazio-Juve 0-0 per poi ripetersi il mercoledì successivo in Coppa contro Figo nella semifinale Juve-Real Madrid. Insomma, con due portieri del genere meglio girare alla larga per gli attaccanti avversari. La partita di domani sarà nelle loro mani, è proprio il caso di dirlo.

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L’Uomo Di Gre vuole parare ancora lo Spiderman nerazzurro. Quella in programma domani pomeriggio allo Stadium tra i due portieri si preannuncia essere una sfida da “supereroi” con vista sulla Nazionale. Non è un mistero, infatti, che entrambi ambiscano ad entrare in pianta stabile nel giro azzurro. Soprattutto ora che al timone dell’Italia è arrivato Rino Gattuso. Con la svolta in panchina le carte si sono mischiate e per almeno uno dei due potrebbero presto spalancarsi le porte di Coverciano per provare a ritagliarsi un ruolo importante dopo le chiamate a singhiozzo nella gestione Spalletti. Tanto che domani in tribuna ad assistere alla gara tra Juve e Atalanta ci sarà un collaboratore del ct azzurro proprio per seguire da vicino le due saracinesche.

La rivalità

L’estremo difensore juventino vuole parare l’assalto alla Nazionale dell’amico e collega, col quale condivide un percorso simile all’insegna della gavetta. Non a caso per anni i due si sono sfidati da avversari in Serie B. Memorabile ad esempio il testa a testa tra la Cremonese di Carnesecchi e il Monza di Di Gregorio per andare in Serie A nel 2022. Alla fine festeggiarono entrambi: Marco subito; mentre Michele attraverso la vittoria dei Playoff. Poco male. Alla fine si sono ritrovati al top in A e giocano entrambi da anni in Champions League. Tanta roba, verrebbe da dire ripensando a qualche anno fa quando uno occupava la porta del Trapani (Carne) e l’altro quella del Pordenone (Di Gre). Ecco perché il bello per i due portieri deve ancora venire. Il classe 1997 un duello importante però l’ha già vinto col rivale: quello che metteva in palio la porta della Juve. Ma facciamo un passo indietro e riavvolgiamo il nastro dei ricordi.

La scalata di Di Gregorio

Primavera 2024: l’allora dt bianconero Giuntoli decide di prendere un portiere italiano per il dopo Szczesny. Nel mirino ci sono appunto Carnesecchi e Di Gregorio, con quest’ultimo che l’avrebbe poi spuntata. Conquistata la porta della Vecchia Signora, Michele ha sfoderato parate importanti mettendo le sue manone sulla qualificazione in Champions della scorsa annata. Così come sia al Mondiale per Club sia in questo avvio di stagione è sempre stato tra i migliori. Non a caso Tudor l’ha promosso titolare fisso, evitandogli il ballottaggio con Perin al quale invece lo sottoponeva Motta.

 

 

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