Tudor e l’attacco senza gerarchie: gioca chi sta meglio, la mossa di Igor per Juve-Atalanta

In tre per una maglia da centravanti per la sfida valida per la 5ª giornata di Serie A. La staffetta può essere un’arma decisiva contro la squadra di Juric: i dettagli

TORINO - David contro Golia, di nuovo. Non nella polvere di un’arena antica, ma sul manto verde dell’Allianz Stadium, là dove Jonathan attende il suo momento, dopo settimane vissute più da comparsa che da protagonista... Uno scenario che - all’alba della quinta giornata di Serie A - fa riflettere se si considera la mole di aspettative che il canadese ha ingenerato nell’universo bianconero una volta atterrato all’aeroporto di Caselle. L’uomo copertina del mercato della Juve. Il bomber a lungo corteggiato, quello per il quale il club si è battuto con tutte le sue forze nella speranza di strapparlo alla concorrenza. E questo ben prima di alzare bandiera bianca con il Psg sul fronte Kolo Muani. Da qui l’entusiasmo, evidente, del popolo juventino, impaziente di vedere il canadese con indosso la maglia bianconera. David, come da copione, non si è nascosto, lasciando il segno nell’amichevole precampionato con la Dea (peraltro con un gol bellissimo in rovesciata) e nella gara d’esordio in Serie A contro il Parma.

Dusan il gigante che si è preso la scena

Poi la prestazione così così con il Genoa, decisa dal suo alter ego serbo, a innescare un gioco di rotazioni che ha finito per “ripulire” agli occhi di una parte del tifo juventino l’immagine di Vlahovic, fischiatissimo nella prima sfilata interna contro la Next e ora, all’improvviso, superuomo, capace di segnare quattro gol e un assist (tutti da subentrante) nelle prime cinque uscite stagionali. Dalla trasferta di Genova, Tudor ha rinunciato a David dall’inizio in due dei successivi tre confronti (tra campionato e Champions), lanciandolo titolare solo contro il Borussia, peraltro in una posizione a lui sconosciuta: quella di trequartista alle spalle di Openda, con cui si è pestato i piedi per la maggior parte del tempo... Insomma, turnover, esperimenti e “ritorni di fiamma”: non proprio il miglior cocktail per prendere le giuste misure e adattarsi a un contesto difficile come la Serie A. Specie se di professione fai il centravanti (con la gara di Verona il digiuno di gol di David ha raggiunto quota 391 minuti). Contro l’Atalanta, David si contenderà fino all’ultimo il ruolo al centro dell’attacco insieme a Openda (che pare leggermente favorito). Non più spalla, non più comprimario, ma figura principale, a scapito del gigante che fin qui ha occupato la scena, Dusan Vlahovic.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Tudor non bada al mercato

Il goleador destinato a lasciare. Non ci sono gerarchie: saranno questi tre di settimana in settimana - a meno che il tecnico non decida in futuro di optare la soluzione del doppio attaccante - a contendersi il ruolo di prima punta. Un duello che plasma i destini: da una parte chi smania per colorare di rosa le prime pagine della sua avventura in bianconero; dall’altra, chi brama la scena per potersi vendere al miglior offerente nella prossima sessione estiva di mercato. Ma non lasciatevi ingannare: a Tudor - come del resto ha dimostrato più volte nel corso della sua carriera - non interessano le dinamiche di mercato. Il fatto che Dusan a fine stagione vestirà altri colori, non implica che David o Openda possano avere un occhio di riguardo in più. Gioca chi sta meglio, chi dà risposte più incoraggianti nel corso della settimana. Chi si rivelerà più congeniale all’impianto tattico che Igor, poco a poco, sta plasmando. Stavolta toccherà all’ex Lilla - da capire se a gara in corso o dal primo- dimostrare chi è. Igor gli ha chiesto questo: di lanciare la pietra, di colpire con precisione, di raccontare con un gesto che la sua storia in bianconero è appena cominciata. E che l’uomo scelto per guidare un nuovo ciclo non è il gigante di ieri, ma il ragazzo che ora si prepara a sfidarlo. 

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TORINO - David contro Golia, di nuovo. Non nella polvere di un’arena antica, ma sul manto verde dell’Allianz Stadium, là dove Jonathan attende il suo momento, dopo settimane vissute più da comparsa che da protagonista... Uno scenario che - all’alba della quinta giornata di Serie A - fa riflettere se si considera la mole di aspettative che il canadese ha ingenerato nell’universo bianconero una volta atterrato all’aeroporto di Caselle. L’uomo copertina del mercato della Juve. Il bomber a lungo corteggiato, quello per il quale il club si è battuto con tutte le sue forze nella speranza di strapparlo alla concorrenza. E questo ben prima di alzare bandiera bianca con il Psg sul fronte Kolo Muani. Da qui l’entusiasmo, evidente, del popolo juventino, impaziente di vedere il canadese con indosso la maglia bianconera. David, come da copione, non si è nascosto, lasciando il segno nell’amichevole precampionato con la Dea (peraltro con un gol bellissimo in rovesciata) e nella gara d’esordio in Serie A contro il Parma.

Dusan il gigante che si è preso la scena

Poi la prestazione così così con il Genoa, decisa dal suo alter ego serbo, a innescare un gioco di rotazioni che ha finito per “ripulire” agli occhi di una parte del tifo juventino l’immagine di Vlahovic, fischiatissimo nella prima sfilata interna contro la Next e ora, all’improvviso, superuomo, capace di segnare quattro gol e un assist (tutti da subentrante) nelle prime cinque uscite stagionali. Dalla trasferta di Genova, Tudor ha rinunciato a David dall’inizio in due dei successivi tre confronti (tra campionato e Champions), lanciandolo titolare solo contro il Borussia, peraltro in una posizione a lui sconosciuta: quella di trequartista alle spalle di Openda, con cui si è pestato i piedi per la maggior parte del tempo... Insomma, turnover, esperimenti e “ritorni di fiamma”: non proprio il miglior cocktail per prendere le giuste misure e adattarsi a un contesto difficile come la Serie A. Specie se di professione fai il centravanti (con la gara di Verona il digiuno di gol di David ha raggiunto quota 391 minuti). Contro l’Atalanta, David si contenderà fino all’ultimo il ruolo al centro dell’attacco insieme a Openda (che pare leggermente favorito). Non più spalla, non più comprimario, ma figura principale, a scapito del gigante che fin qui ha occupato la scena, Dusan Vlahovic.

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