“Vlahovic alla Juve per 10 anni, ero così sicuro. In Serbia dicono che…”  

Matic: "Ecco perchè ho lasciato la Roma. Conte-De Bruyne? Cosa penso..."

Nemanja Matic si racconta a 360 gradi. Il centrocampista del Sassuolo è tornato in Italia nell'ultima sessione di calciomercato e ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport, svelando alcuni retroscena sulla sua separazione con la Roma e sul suo passaggio in estate al Sassuolo, passando anche per alcune considerazioni sul suo connazionale, Dusan Vlahovic e sul suo ex allenatore Antonio Conte. 

Matic: "Conte-De Bruyne? I top player sono così"

In primo luogo, Matic ha raccontato il "Derby" con De Bruyne, affrontato tante volte da avversario a Manchester (uno con il City, l'altro con lo United) e ritrovato in Serie A con la maglia del Napoli: "Ho giocato tante volte contro di lui, forse anche più di 6. È un giocatore fantastico ed è un ottimo ragazzo anche fuori dal campo, è difficile fermarlo soprattutto quando gioca in una squadra con altri top player. È sempre bello giocare contro top player come lui, devi dare sempre il 100% e anche di più per vincere e fermarlo“.

Proseguendo, su Antonio Conte: "Antonio è sempre lo stesso, con i top player (De Bruyne, ndr) è così: vogliono giocare sempre e vogliono fare tanti gol, assist, avere un impatto. Quando non ci riesci non sei contento ed è normale. I top player si comportano così, poi sul momento può essere un po’ arrabbiato con l’allenatore, ma sono sicuro che avranno risolto i problemi, Antonio è bravissimo".

"Chivu e Kolarov sanno cosa deve fare. Modric? I vecchi sono in forma"

L'analisi del serbo si è poi spostata sull'Inter e i tanti cambi che ha affrontato in estate: "Stanno cercando di pressare di più nella metà campo avversaria, hanno qualità e i giocatori giusti per farlo. Ovviamente Chivu e Kolarov sanno su quali tasti puntare affinché la squadra possa migliorare e migliorerà step by step".

E poi su Luka Modric: "I grandi vecchi sono in forma. Ovviamente non giudico i giovani, non è facile, ci sono così tante cose da fare. È più difficile aiutare i giovani, perché hanno facilmente accesso a tutto quanto, diventano amici o si vogliono emulare subito Messi e Ronaldo, diventa difficile concentrarsi unicamente sul campo".

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Matic: "Cosa dicono in Serbia di Vlahovic"

Nemanja Matic, poi, è intervenuto sulla nuova generazione del calcio e come è cambiato il modo di vivere lo spogliatoio negli ultimi anni: "Penso che la nuova generazione giochi troppo alla playstation: ci sono così tante distrazioni al di fuori del calcio. Ci sono i social media, tante cose da fare con i tifosi, questo distoglie la concentrazione dal calcio. Quando ero giocane ero fortunato a non avere queste cose fuori dal calcio, potevo solo giocare a calcio e ad altri sport. Oggi hanno così tante altre cose da fare, non è facile concentrarsi unicamente sullo sport: si allenano due ore al giorno e basta, io stavo tutto il giorno in campo".

E poi una considerazione su Dusan Vlahovic, suo connazionale che gioca nella Juventus: "Quando è andato alla Juventus, ero praticamente sicuro che sarebbe rimasto 10 anni vista anche la sua giovane età. Non conosco i motivi per cui non performi come prima e rispetto alle aspettative, non ho praticamente mai giocato con lui. Cosa dicono in Serbia di Vlahovic? Tutti dicono che sia il miglior giocatore serbo in questo momento, ora il calcio in Serbia è diverso da 10-15 anni fa quando eravamo mediamente a un livello più alto".

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Matic: "Scelsi la Roma per Mourinho, ma ecco come è andata"

Il classe 1988 ha poi svelato alcuni retroscena sul suo addio alla Roma, scelta per Jose Mourinho: "Devo partire dall’inizio: quando ho scelto la Roma e sono andato via dallo United per entrare in un progetto dove restare almeno un paio d’anni. Avevo ricevuto alcune offerte interessanti con proposte triennali e già non ero più molto giovane. Poi è arrivata la proposta della Roma da Mourinho e all’inizio non volevo andare perché la proposta era di un anno. Poi ho parlato con Mourinho, con il procuratore… per lui soprattutto, la società e i tifosi ho scelto la Roma e mi è stato detto ‘Firma, e se le cose andranno bene parleremo di rinnovo già a gennaio".

E poi ancora sul suo periodo in giallorosso: "All’inizio, anche con la mia famiglia, non avevamo la stabilità giusta. Ho scelto Roma soprattutto per José. Secondo me ho giocato bene e stavo giocando bene, a gennaio nessuno ha bussato alla mia porta, ho cercato io dei contatti e mi era stato detto che se avessi giocato più del 50% delle partite, avrei avuto il rinnovo automatico, ma non era ciò che avevamo definito l’estate precedente. Quindi avevo la sensazione di essere continuamente in prova, ma sono un giocatore esperto, meritavo maggiore rispetto e a febbraio ho detto alla società che avrei dato il massimo fino a fine stagione per portare la squadra il più lontano possibile".

"Ecco perchè ho lasciato la Roma"

Matic ha poi svelato il motivo della rottura con la società: “Penso di aver sempre dato il massimo per tutti, poi a fine stagione loro erano già a conoscenza della decisione, per questo ho deciso di andar via. Il problema sono state le persone che hanno promesso qualcosa e non l’hanno mantenuto, mi è mancata stabilità e non mi sentivo bene con quelle sensazioni: ho fatto del mio meglio e stavo bene, ho percepito l’affetto dei tifosi, che mi hanno rispettato più della società".

E alla fine la scelta è ricaduta sul Rennes, società che lo ha accolto nell'estate del 2023 prima del passaggio al Lione: "Il Rennes ha bussato alla mia porta proponendomi un triennale, che significava maggiore stabilirà. Una volta spiegato il progetto ho pensato a ciò che era meglio per me e per la mia famiglia. Ora è passato un po’ di tempo da quel momento: le persone non sono più le stesse e ne parlo tranquillamente. Non sono stati scorretti, ma avrei meritato maggiore rispetto“.

 

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Nemanja Matic si racconta a 360 gradi. Il centrocampista del Sassuolo è tornato in Italia nell'ultima sessione di calciomercato e ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport, svelando alcuni retroscena sulla sua separazione con la Roma e sul suo passaggio in estate al Sassuolo, passando anche per alcune considerazioni sul suo connazionale, Dusan Vlahovic e sul suo ex allenatore Antonio Conte. 

Matic: "Conte-De Bruyne? I top player sono così"

In primo luogo, Matic ha raccontato il "Derby" con De Bruyne, affrontato tante volte da avversario a Manchester (uno con il City, l'altro con lo United) e ritrovato in Serie A con la maglia del Napoli: "Ho giocato tante volte contro di lui, forse anche più di 6. È un giocatore fantastico ed è un ottimo ragazzo anche fuori dal campo, è difficile fermarlo soprattutto quando gioca in una squadra con altri top player. È sempre bello giocare contro top player come lui, devi dare sempre il 100% e anche di più per vincere e fermarlo“.

Proseguendo, su Antonio Conte: "Antonio è sempre lo stesso, con i top player (De Bruyne, ndr) è così: vogliono giocare sempre e vogliono fare tanti gol, assist, avere un impatto. Quando non ci riesci non sei contento ed è normale. I top player si comportano così, poi sul momento può essere un po’ arrabbiato con l’allenatore, ma sono sicuro che avranno risolto i problemi, Antonio è bravissimo".

"Chivu e Kolarov sanno cosa deve fare. Modric? I vecchi sono in forma"

L'analisi del serbo si è poi spostata sull'Inter e i tanti cambi che ha affrontato in estate: "Stanno cercando di pressare di più nella metà campo avversaria, hanno qualità e i giocatori giusti per farlo. Ovviamente Chivu e Kolarov sanno su quali tasti puntare affinché la squadra possa migliorare e migliorerà step by step".

E poi su Luka Modric: "I grandi vecchi sono in forma. Ovviamente non giudico i giovani, non è facile, ci sono così tante cose da fare. È più difficile aiutare i giovani, perché hanno facilmente accesso a tutto quanto, diventano amici o si vogliono emulare subito Messi e Ronaldo, diventa difficile concentrarsi unicamente sul campo".

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