"Poca gente da Juve e manca il regista": l'amara verità di Causio

Intervistato da Tuttosport, uno dei grandi Totem bianconeri ha affondato il coltello nella piaga, fotografando con precisione il momento bianconero. Tudor l'ascolti e faccia scelte definitive per vincere la pareggite

Franco Causio è uno dei Totem della Juve. L'intervista rilasciata a Cristiano Corbo per Tuttosport ha il pregio della chiarezza, come si confà a un Campione vero che ha scritto molte pagine di storia bianconera e azzurra. Dicendo le cose come stanno, il Barone ha offerto a Tudor e alla squadra preziosi spunti di riflessione, con l'auspicio che non vengano ignorati. Altrimenti, dalla pareggite la Juve non esce e il rischio di ripetere la deludente esperienza Motta diventa concreto. Causio dixit: "Bisogna costruire il gioco. Fare di più. Verticalizzare. Non c’è chi ti cambia la partita. O almeno non come una volta. Ricordo Vidal e Marchisio nelle squadre allenate da Conte e Allegri, erano incastrati in quel centrocampo insieme a Pirlo, uno che non ha bisogno di presentazioni. Ma quella Juventus aveva inoltre giocatori formidabili, di carattere. Pogba, per esempio. Tevez era simbolico. Adesso questi giocatori non ci sono. In pochi sono all’altezza della Juventus. Per questo bisogna ricostruire tutto, e ci vuole tempo. Pareggite o meno, se la Juventus è quella squadra lì, allora deve capire che serve di più. A partire da un gioco più verticale". Parole ficcanti, come un tempo lo erano le volate sulla fascia del campione del mondo.

Lo spettro di Thiago Motta: "L’immagine anche stavolta è McKennie..."

Poi l'avvertimento: "Mii sembra di essere tornato proprio agli inizi di Thiago Motta. Faceva giocare i suoi calciatori in tanti modi, a volte nel giro di una partita, con le situazioni che si sommavano. L’immagine anche stavolta è McKennie: prima esterno, poi in mezzo, pure in attacco. E un altro che non capisco è Koopmeiners...". Per non dire del tourbillon là davanti: "David e Openda non sono due attaccanti. L’unico vero nove a disposizione di Tudor in questo momento è solamente Dusan Vlahovic. C’è questo problema serio di contratto, non so come possano andare avanti sinceramente, è una situazione che ha chiaramente il suo peso. Certo, ci fossero stati altri dirigenti, non sarebbero arrivati a questo punto con il serbo".

"Manca uno che prenda la situazione per mano"

E poi, l'affondo per evidenziare la lacuna tecnica mai colmata in questi anni: "Manca uno che prenda la situazione per mano. Un regista. Uno che dia la palla dentro, coi tempi giusti. A tal proposito, ne approfitto: basta gioco corto dietro! Non si può più vedere. Ho una regola, sempre: spazio, tempo, verticalizzazione. Semplice così. Ma serve chi lo faccia". E non può esserlo Yildiz: "È un Numero Dieci. Un ragazzo con qualità. Ma nelle ultime gare si è isolato troppo sulla fascia. Deve farsi vedere, prendere la palla, cercare di creare a partire dal centro del campo. Non si può solo aspettare l’occasione: prendi possesso dell’azione e prova a decidere. Manca questo ed è un discorso sicuramente generale e non legato al turco". Aspettando il prossimo mercato, nel frattempo che almeno si delinei con nitidezza la linea d'attacco. È paradossale, eppure, rispetto a un anno fa, quando era rimasto il solo Vlahovic a reggere iil peso offensivo, l'abbondanza 2025 non semplifica la situazione, ma la complica. Urge fare scelte. E in fretta.

 

 

 

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