Tudor, la scelta su Openda
Premessa: ci sono delle attenuanti. Lois è arrivato a Torino nell’ultimo giorno di mercato e ha conosciuto la squadra di fatto tre giorni prima di Juve-Inter, perché impegnato col Belgio. Tudor non ha ancora trovato l’incastro perfetto per metterlo nelle condizioni di esprimersi: nei minuti finali del Bentegodi, per esempio, è stato inserito a sinistra. A sgroppare sulla fascia nel tentativo, vano, di creare pericoli. Anche l’allenatore ha bisogno di tempo per inquadrarlo: è più facile immaginare che Openda possa diventare il colpo del mercato di gennaio. Avrà già alle spalle quattro mesi in Italia, del resto, un tempo fisiologico che gli va concesso. Tudor, per il momento, sta pensando di disegnargli un ruolo d’assalto nella ripresa, adatto al 3-5-2 che il croato sta studiando per le ultime porzioni di gara: con un’altra punta accanto anche Openda può avere un senso in questa Juve. Ed è sicuro che il club percorrerà tutte le strade possibili e immaginabili per giustificare il lauto investimento estivo.
Anche nel Belgio ai margini
Lois fatica anche col Belgio: per Rudi Garcia in questo momento non è una prima scelta. Pure Kolo Muani, rivale del classe 2000 nell’ultimo mercato estivo, vive una situazione simile al Tottenham. Pochi minuti, un infortunio fastidioso nei suoi primi giorni a Londra e zero gol. Fino al 31 agosto ha pensato solo e soltanto alla Juve: comprensibile il senso di smarrimento. Lo stesso che vive Openda: 135 minuti in campionato, 69 in Champions League. Zero gol, zero occasioni da inserire a referto. Lampi inesistenti. Ma non è tempo per bocciature. Tudor progetta la maniera per renderlo utile, anzi fondamentale. Al belga non manca il fiuto del gol, merce rarissima di questi tempi in Serie A. Riscoprirlo è una necessità.
