Xabi Alonso è della Juve. Anzi no, meglio Poulsen: “È più veloce e diventerà l’idolo dei tifosi”

Blanc e Secco avevano il contratto pronto, poi saltò l’affare. Il retroscena di mercato dell’estate 2008

Nel calcio, spesso, le scelte sbagliate si concedono il lusso del silenzio. Non fanno rumore. Non scatenano polemiche. Semplicemente, si accomodano in un angolo della memoria, e aspettano il momento giusto per presentarti il conto. Può accadere nel corso di una comunissima gara di campionato, quando ti accorgi che nel cuore del campo manca qualcuno che sappia accendere il gioco. Altre volte ne prendi coscienza anni dopo, sfogliando per caso una vecchia rosa, e trovandoci il nome giusto. Sì, ma sbarrato. Un po’ quello che è successo alla Juventus nell’estate del 2008: quella che sancì l’arrivo in bianconero di Christian Poulsen, preferito dal club all’attuale tecnico del Real Madrid, Xabi Alonso. Ma facciamo ordine. Siamo a metà luglio, e la società bianconera - che si è appena messa alle spalle il caos di Calciopoli, riconquistandosi il piazzamento in Champions League - sta costruendo i presupposti per tornare competitiva in Italia e in Europa. Ranieri si confronta quotidianamente con Jean-Claude Blanc e Alessio Secco (rispettivamente dg e ds della Juventus): alla sua squadra manca un play.

Alonso-Poulsen, duello di mercato

Un regista raffinato, che dia ordine, geometria e detti i tempi della mediana. Dopo una serie di confronti, i nomi più caldi sembrano quelli di Xabi Alonso e Poulsen. Il primo è una certezza, ha 26 anni ed è ormai uno dei leader tecnici del Liverpool di Benitez; il secondo arriva da una buona stagione con il Siviglia, e costa decisamente di meno. Iniziano i primi sondaggi e la Juventus scopre che lo spagnolo sarebbe ben lieto di trasferirsi a Torino. Con i Reds ha già vinto tutto. Vuole nuovi stimoli. Una piazza in cui possa sentirsi vivo, di nuovo. Specie alla luce delle recenti rivoluzioni in casa Liverpool: lo storico vice di Benitez, Paco Ayestaran - a cui Xabi era legatissimo - viene mandato via a sorpresa dal tecnico. Le ragioni sono diverse: in quelle settimane, alla Real Sociedad si stanno tenendo le elezioni per la presidenza, e uno dei candidati esce allo scoperto, promettendo che - se eletto - avrebbe portato in panchina proprio Ayestaran. Benitez, così - in virtù di un rapporto già logoro - coglie la palla al balzo, allontanandolo dallo staff. Per Xabi, lo scenario perfetto per chiudere cambiare aria.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

La scelta di Poulsen

A Torino sono tutti convinti, tanto che Blanc e Secco decidono di fare visita al centrocampista nella sua villa estiva a San Sebastian. Dopo un paio d'ore le parti si salutano con una stretta di mano. Sembra tutto fatto, mancano solo le firme per sancire il passaggio di Xabi in bianconero a 18 milioni di euro. Passano un paio di giorni e la Juve, improvvisamente, vira su Poulsen, lasciando lo spagnolo - più che certo di partire di lì a poco alla volta di Torino - con l’amaro in bocca. Non è chiaro se le ragioni di questo dietrofront siano ascrivibili al prezzo del cartellino di Poulsen - costato 9 milioni in meno -, ma sembra che a giocare un ruolo decisivo sia stato Mauro Sandreani - ex osservatore bianconero - che avrebbe suggerito a Ranieri di virare sul danese, poiché più compatibile con il suo modo di giocare. L’impatto di Poulsen alla Juventus, come è noto, si rivelerà un disastro, con Xabi che invece - nel giro di un paio di stagioni - si trasferirà al Real consacrandosi definitivamente tra i migliori play d’Europa. Nel calcio si sbaglia, è normale, ma ad oggi è innegabile constatare quanto siano invecchiata male le dichiarazioni di Ranieri al momento della presentazione del danese a Vinovo: «Poulsen è più veloce di Xabi. È l'uomo che volevo. È una scelta mia, dei miei collaboratori, di Secco e di Blanc. Non abbiamo pensato ai soldi, ma alle necessità. Forse non lo sapete, ma oltre alla forza e all'esperienza ha anche i piedi buoni. I tifosi sono perplessi? Vi dico che questo danese è più forte di Sissoko. Sono convinto che diventerà un idolo del popolo bianconero». Ça va sans dire.

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Nel calcio, spesso, le scelte sbagliate si concedono il lusso del silenzio. Non fanno rumore. Non scatenano polemiche. Semplicemente, si accomodano in un angolo della memoria, e aspettano il momento giusto per presentarti il conto. Può accadere nel corso di una comunissima gara di campionato, quando ti accorgi che nel cuore del campo manca qualcuno che sappia accendere il gioco. Altre volte ne prendi coscienza anni dopo, sfogliando per caso una vecchia rosa, e trovandoci il nome giusto. Sì, ma sbarrato. Un po’ quello che è successo alla Juventus nell’estate del 2008: quella che sancì l’arrivo in bianconero di Christian Poulsen, preferito dal club all’attuale tecnico del Real Madrid, Xabi Alonso. Ma facciamo ordine. Siamo a metà luglio, e la società bianconera - che si è appena messa alle spalle il caos di Calciopoli, riconquistandosi il piazzamento in Champions League - sta costruendo i presupposti per tornare competitiva in Italia e in Europa. Ranieri si confronta quotidianamente con Jean-Claude Blanc e Alessio Secco (rispettivamente dg e ds della Juventus): alla sua squadra manca un play.

Alonso-Poulsen, duello di mercato

Un regista raffinato, che dia ordine, geometria e detti i tempi della mediana. Dopo una serie di confronti, i nomi più caldi sembrano quelli di Xabi Alonso e Poulsen. Il primo è una certezza, ha 26 anni ed è ormai uno dei leader tecnici del Liverpool di Benitez; il secondo arriva da una buona stagione con il Siviglia, e costa decisamente di meno. Iniziano i primi sondaggi e la Juventus scopre che lo spagnolo sarebbe ben lieto di trasferirsi a Torino. Con i Reds ha già vinto tutto. Vuole nuovi stimoli. Una piazza in cui possa sentirsi vivo, di nuovo. Specie alla luce delle recenti rivoluzioni in casa Liverpool: lo storico vice di Benitez, Paco Ayestaran - a cui Xabi era legatissimo - viene mandato via a sorpresa dal tecnico. Le ragioni sono diverse: in quelle settimane, alla Real Sociedad si stanno tenendo le elezioni per la presidenza, e uno dei candidati esce allo scoperto, promettendo che - se eletto - avrebbe portato in panchina proprio Ayestaran. Benitez, così - in virtù di un rapporto già logoro - coglie la palla al balzo, allontanandolo dallo staff. Per Xabi, lo scenario perfetto per chiudere cambiare aria.

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Xabi Alonso è della Juve. Anzi no, meglio Poulsen: “È più veloce e diventerà l’idolo dei tifosi”
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