Un uomo forte. Per un destino fortissimo. È Luciano Spalletti il prescelto della Juventus per sostituire Igor Tudor. Lo è sempre stato. Almeno sin da quando il club si è convinto a cercare un’alternativa, a immaginare una strada differente rispetto a quella costruita e poi intrapresa. Difesa, sì: ma sempre fino a un certo punto. Cambiare è sembrato inevitabile non soltanto per i risultati, semmai per ridare vita e calcio a un gruppo parso completamente svuotato, esattamente come accaduto nelle ultime battute dell’era Motta. Non si poteva tornare indietro, per questo si è deciso di andare avanti. E di puntare Lucio, l’ex ct pronto a rimettersi in pista, via dalla Nazionale per un fallimento evidente, però anche via dal Napoli con lo scudetto sul petto e quindi tatuato sul braccio. Lucio che fa giocare bene le sue squadre, che crea alchimia, e che soprattutto fa gruppo. Con discorsi, empatia, a volte chiara durezza, però soltanto se necessaria.
Spalletti-Juve, si tratta: i termini
Ieri è stata ufficialmente avviata la trattativa per portarlo a Torino, da Spalletti una sola richiesta per iniziare a parlarne: il suo non può essere soltanto un passaggio, deve farsi qualcosa di più. Un progetto, almeno. Un’occasione concreta e non una missione da compiere, dal punto A in cui si trova ora la Juventus al punto B che può essere rappresentato dalla qualificazione Champions. Serve credibilità. Una fiducia più profonda.E Comolli è pronto a dargliele, e a confermargliele nell’incontro delle prossime ore, quelle in cui si potrà mettere nero su bianco l’offerta juventina, necessariamente diversa dalla prima proposta di accordo fino al prossimo giugno con opzione automatica di rinnovo per un altro anno in caso di approdo nelle prime quattro posizioni. Troppo poco, per l’allenatore toscano. La cui richiesta è una stretta di mano con un significato sensibilmente più profondo: trenta mesi per ricostruire la Juventus, per farla propria, per non ragionare con la frenesia di chi deve dimostrare per poi mantenere, il posto come le promesse.
