La Juve di Spalletti: dal ruolo Koop al ritorno Yildiz, Cremona indica la strada e con lo Sporting...

Anche in Champions League il nuovo allenatore dei bianconeri non dovrebbe cambiare, anzi potrebbe aggiungere qualche altra novità tattica per continuare i suoi test con una rete di sicurezza: tutti i dettagli

È davvero un'altra Juventus? Vale la pena chiederselelo, almeno. E vale la pena mettersi lì e guardare cosa sia oggi la squadra bianconera. Quanto sia cambiata. Quanto starà per farlo. Così, su due piedi, naturalmente la testa è fissa sulla "spallettata" Koopmeiners. E indica intanto una chiara conoscenza, quasi a fondo, di Spalletti nei confronti della Juve. Cioè: aveva visto, e allora studiato, e quindi ha agito. Sin da subito. Perciò, sarà un'operazione destinata a ripetersi, a prendere il tempo che saprà trovare. Contro lo Sporting, la possibilità che Koop possa ritrovare quella porzione di campo resta alta. Non solo perché Kelly (out per lombalgia) non sembra al meglio, e se ci sarà non è che sarà al massimo, ma perché ha convinto. Ha proprio dato il sorriso a Lucio. E Lucio ora vuole completare l'opera, ritrovandosi Koopmeiners in costante proiezione offensiva, l'elemento che non è riuscito a portare avanti nella sfida dello Zini. Sfida da cui potrebbe essere nata una nuova Juventus, a prescindere dal modulo (simile al predecessore), dall'utilizzo di Openda - poco visto da Tudor - e dalla qualità dell'intensità, specialmente a inizio gara.

Spalletti e la nuova Juve che vedremo dopo Cremona

Cosa si vedrà, allora, da qui in avanti? Intanto l'utilizzo più chiaro degli esterni, sia Cambiaso - considerato il vero top player di questa squadra - sia Kostic hanno funzioni e compiti differenti, ma saranno entrambi chiave nella prima fase, quella in cui Spalletti si poggerà parecchio sulla corsa dei quinti. Non a caso, i due sono stati fondamentali nel successo di Cremona, così com'è stato determinante Locatelli. A lui è stato affidato il compito più di regia, ma Spalletti ha capito di non doverlo lasciare da solo, e allora dietro ha iniziato a giostrare con 3 uomini più 2, appunto Loca, e di fianco Thuram. L'idea per il futuro sarà quella di aggiungere Koopmeiners al posto di Thuram e magari piazzare il francese nel ruolo ieri di McKennie. Da disturbatore offensivo, trequartista atipico, così da liberargli il tiro e le doti da inserimento. Importantissime. Davanti, ecco, la doppia punta inizia a essere la grande certezza. Senza Yildiz è toccato a Openda, ma quel posto è del numero dieci, e il numero dieci è destinato a tornare presto. «Senza Kenan devo ritrovare qualità», ha raccontato ieri l'ex commissario tecnico. Segnale: la squadra passerà da Yildiz sopra ogni altro giocatore e sopra ogni altra cosa. Sarà un altro legame di continuità rispetto al passato. Non ce ne saranno tanti altri.

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