TORINO - Come uno spettacolo: si aprono le danze, e ci si può aspettare serenamente di tutto. L’assemblea degli azionisti, la sua versione 2025, non delude neanche stavolta. Si ride, si applaude, si ascolta e si dissente: ce n’è per ognuno, per tutti i gusti, le idee, le inclinazioni e le aspettative. E c’è una grande novità, poi. Che è la base di partenza di molti discorsi che si susseguono, come nella tradizione dell’udienza bianconera: tutti parlano di Tether, ma Tether non parla a nessuno. Semmai, ecco, la sensazione è che l’abbia fatto a microfoni spenti, con la propaganda social da cui ha preso forza e ambizione. Comunque, passati gli anni, i motivetti sono rimasti gli stessi: c’è chi cita Calciopoli, chi contesta la mancata difesa della società nelle sedi istituzionali, chi reclama Del Piero presidente e chi invita Chiellini a essere il faro della Juve, un po’ infischiandosene dei ruoli preposti. Frecciate a Comolli, fresco d’arrivo e a breve pure di nomina da amminstratore delegato, non ne vengono naturalmente risparmiate: lo scotto dell’addio a Tudor (pur difeso) è una ferita aperta, e i risultati della squadra danno un’immagine ancora fragile della società, per di più attualmente priva di un direttore sportivo.
Due buone notizie
E allora, a domanda diretta, ci pensa il presidente Gianluca Ferrero - confermato per altri tre anni alla guida del club - a riportare ordine, a chiarire le idee, a prendersi persino qualche parola più tagliente. Gli scivolano addosso, ma sempre fino a un certo punto. Perciò: a chi gli domanda della fuga dalla Superlega, il numero uno bianconero risponde che la posizione della società resta e resterà invariata; con chi parla di sorpresa per la convocazione degli azionisti, invece, va a muso più duro. «Ci mettiamo la faccia», ribadisce Ferrero. Da cui arrivano presto due notizie importanti. La prima: la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per le ipotesi di false comunicazioni sociali relative al bilancio della Juventus del 2022, così la vicenda si può definire chiusa. La seconda è sul lodo Ronaldo, la cui impugnazione da parte del giocatore viene ritenuta «irrituale». L’assemblea si placa, poi s’aizza, s’arrabbia e si unisce sui «fino alla fine» sparsi tra i discorsi, così come sulla fiducia per il pareggio di bilancio annunciato per l’esercizio del 2027.
