TORINO - Idee, proposte, collaborazioni. La Juventus ha aperto a Tether, e l’ha fatto assicurandole una voce, purché non torni ad alzarla. Il colosso cripto è stato ben accolto all’interno del CdA di martedì, quando una lunga chiacchierata tra l’ad - appena eletto - Damien Comolli e il rappresentante dell’azienda di Ardoino, Francesco Garino, ha anticipato i lavori previsti per la giornata. Il tema della discussione? Non diverso da altre volte, nemmeno dopo il duro comunicato apparso sui social del Ceo della stablecoin, nel quale si accusava la Juve di “riluttanza” nei confronti dei piccoli azionisti. Le parti hanno più semplicemente conversato sulle opportunità condivise e condivisibili, prettamente di natura commerciale.
Juve-Tether, il discorso
Già negli scorsi mesi avevano parlato di occasioni per coinvolgere la moneta virtuale nel mondo bianconero, occasioni per le quali Tether si impegnava a presentare dettagli e percorsi più chiari. Così, da quel punto, le parti hanno riannodato il filo del discorso, che - ha assicurato l’amministratore delegato - non è una formalità, e avrà pertanto continuità. Un attestato di fiducia tale da rasserenare e dare forza agli uomini a capo della stablecoin. E che in parte era arrivato pure dal supporto trasversale degli azionisti, sui quali la linea politica ha portato il profitto atteso: sia all’Assemblea dello scorso 7 novembre, sia in forma privata, da tanti investitori juventini erano infatti arrivati messaggi di supporto e sostegno.
