Snobbato dall'algoritmo, ora Comolli si convince: il colpo a tutti i costi per il mercato Juve

L’esonero di Tudor e il conseguente cambio di modulo hanno spinto il dirigente a tornare sui propri passi: per Spalletti sarebbe il profilo ideale

Non è mai troppo tardi per prendere coscienza dei propri errori, e riorientare la prua verso rotte più sicure, snobbate - nemmeno quattro mesi fa - in virtù di chissà quale considerazione “mainstream”. Così, all’improvviso si è riaccesa la pista per Granit Xhaka. Non si tratta di un flashback, ma della semplice constatazione che la Juventus oggi ha disperato bisogno di ciò che in estate ha snobbato. Evidentemente, lo svizzero non soddisfava i rigidi criteri dell’algoritmo di Comolli. Un po’ per mere questioni anagrafiche (Xhaka quest’anno andrà per i 34), un po’ perché i 15 milioni richiesti dal Leverkusen sembravano eccessivi per un profilo sul viale del tramonto. Vai a capire… Sta di fatto che il campo, come sempre accade, ha aperto gli occhi a tutti - Comolli compreso -: le scelte di mercato hanno consegnato a Igor Tudor una squadra sbilanciata, con una penuria di interpreti in alcune zone del campo - a cominciare dalla mediana - e un sovraffollamento in altre - dalla trequarti in su - dove convivono profili troppo simili per poter far parte dello stesso 11 titolare.

Juve, l'errore più grande

L’errore più grande? Illudersi che questa squadra potesse funzionare su tre fronti con così pochi centrocampisti e senza un play di ruolo. Che il tandem Locatelli-Thuram sarebbe stato in grado di reggere l’urto dall’inizio alla fine. Soprattutto se si considerano i risvolti della trattativa estiva con l’entourage di Xhaka, ben disposto a sposare la causa bianconera. Alla fine, la Juventus si è sfilata, e lo svizzero ha scelto di fare ritorno in Premier League, trascinando il Sunderland con 1 gol e 3 assist al quarto posto in classifica (a meno 3 dal secondo). Un avvio che, forse, non si aspettava nemmeno lui. Questo ha fatto riattivare il suo entourage, per comprendere se - in giro per l’Europa - ci siano ancora big club disposti a dargli una chance, a cominciare proprio dalla Juventus.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Xhaka, occasione Juve

Realtà ambiziose, in corsa in Champions League, e in cui mettere a disposizione tutta la sua esperienza. Del resto, è stato così all’Arsenal, che prima del suo arrivo non lottava per il titolo da anni; e al Leverkusen, laureatosi (sotto la sua regia) campione di Germania per la prima volta nella sua storia. Comolli, di comune accordo con il resto dell’area sportiva, si è convinto a consegnare nel minor tempo possibile a Spalletti un profilo che possa rimpolpare la mediana. Ed è per questo che non vuole correre il rischio di perdere Xhaka per la seconda volta. Specialmente in virtù del modulo con cui il tecnico, un passo alla volta, inizierà a plasmare la sua Juventus: il 4-3-3. Assetto che non può prescindere da un regista di qualità, in grado di legare il gioco.

Thuram alla Nainggolan

La rosa bianconera, al momento, è povera di profili che possano ricoprire questo ruolo. Thuram, infatti, nell’idea di Spalletti pare destinato a diventare una mezzala di inserimento, sulla falsa riga di quanto fatto a Roma e Milano con Nainggolan e Vecino. Discorso simile per McKennie, impiegato più volte nel corso della stagione sulle corsie. Gli indizi iniziali portavano a pensare che l’ex ct avrebbe fatto di Koopmeiners il play della sua Juventus, prima del suo dirottamento (che pare ormai definitivo) nel reparto arretrato. Locatelli non spiace a Spalletti che però non sembra elettrizzato all’idea di consegnargli le chiavi della regia.

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Juve, a tutti i costi

Insomma, serve a tutti i costi un play, e Xhaka è ad oggi il nome più concreto e appetibile (in rapporto qualità-prezzo) della prossima finestra di mercato di gennaio. Un leader tecnico ed emotivo, che tornerebbe particolarmente utile in uno spogliatoio che ha in giocatori giovani e di prospettiva (ancora alla ricerca della miglior versione di se stessi) i suoi punti di riferimento.
Il Sunderland, per il momento, non ha chiuso all’ipotesi di salutare Xhaka a meno di sei mesi dal suo arrivo in Inghilterra. Ma per portarlo via - presumibilmente - ci vorrà qualcosa in più dei 15 milioni versati in estate nella casse del Leverkusen. Nei prossimi giorni il quadro potrebbe prendere forma, ma l’impressione è che il Sunderland, qualora Xhaka dovesse spingere per l’addio, non abbia intenzione di mettersi di traverso, intavolando una formula che possa fare contenti tutti. 

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Non è mai troppo tardi per prendere coscienza dei propri errori, e riorientare la prua verso rotte più sicure, snobbate - nemmeno quattro mesi fa - in virtù di chissà quale considerazione “mainstream”. Così, all’improvviso si è riaccesa la pista per Granit Xhaka. Non si tratta di un flashback, ma della semplice constatazione che la Juventus oggi ha disperato bisogno di ciò che in estate ha snobbato. Evidentemente, lo svizzero non soddisfava i rigidi criteri dell’algoritmo di Comolli. Un po’ per mere questioni anagrafiche (Xhaka quest’anno andrà per i 34), un po’ perché i 15 milioni richiesti dal Leverkusen sembravano eccessivi per un profilo sul viale del tramonto. Vai a capire… Sta di fatto che il campo, come sempre accade, ha aperto gli occhi a tutti - Comolli compreso -: le scelte di mercato hanno consegnato a Igor Tudor una squadra sbilanciata, con una penuria di interpreti in alcune zone del campo - a cominciare dalla mediana - e un sovraffollamento in altre - dalla trequarti in su - dove convivono profili troppo simili per poter far parte dello stesso 11 titolare.

Juve, l'errore più grande

L’errore più grande? Illudersi che questa squadra potesse funzionare su tre fronti con così pochi centrocampisti e senza un play di ruolo. Che il tandem Locatelli-Thuram sarebbe stato in grado di reggere l’urto dall’inizio alla fine. Soprattutto se si considerano i risvolti della trattativa estiva con l’entourage di Xhaka, ben disposto a sposare la causa bianconera. Alla fine, la Juventus si è sfilata, e lo svizzero ha scelto di fare ritorno in Premier League, trascinando il Sunderland con 1 gol e 3 assist al quarto posto in classifica (a meno 3 dal secondo). Un avvio che, forse, non si aspettava nemmeno lui. Questo ha fatto riattivare il suo entourage, per comprendere se - in giro per l’Europa - ci siano ancora big club disposti a dargli una chance, a cominciare proprio dalla Juventus.

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