© Juventus FC via Getty ImagesTORINO - Un cruccio, un pensiero fastidioso da levarsi di torno il prima possibile. Niente che carichi di eccessiva ansia, ma un timore che galleggia nell’animo e ogni tanto viene su sorprendendoti. È stato vissuto un po’ così lo stop in Nazionale di Dusan Vlahovic e quindi non è un caso che, appena tornato in Italia, l’attaccante sia passato dal JMedical. Un pensiero da togliere, come dicevamo, e una ricerca di conferme a quanto era già emerso in Serbia. Ad accendere il campanello d’allarme era stato il ct Paunovic che, in conferenza stampa, aveva parlato del dolore con il quale Vlahovic aveva terminato il primo incontro della nazionale, contro l’Inghilterra, quello che ha decretato ufficialmente la mancata qualificazione ai prossimi Mondiali. E, infatti, contro la Lettonia non si è nemmeno accomodato in panchina. In mezzo, i primi esami che avevano dato come riscontro un semplice affaticamento nella zona dell’adduttore, nessuna lesione muscolare.
Le condizioni di Dusan
Stesso esito dato ieri pomeriggio dalla clinica bianconera. E, un po’, lo si poteva immaginare dalla serenità con la quale, poco dopo le 14, l’attaccante ha fatto il suo ingresso. È un bene che le sensazioni siano state per l’appunto accompagnate anche dal responso medico ed è quindi il caso di dire: filtra un moderato ottimismo. Sarà una banalità, ma è la fotografia della situazione. Inizia, quindi, una fase di gestione e di attenta osservazione dello staff sanitario della Juventus: due giorni di allenamenti differenziati e poi, se tutto andrà bene, il rientro in gruppo da giovedì. L’obiettivo è quello di evitare che il dolore si acuisca e al contempo che, nei prossimi giorni, a partire da oggi, si possano alzare i giri fino a mettere il motore a regime entro sabato, giorno della partita contro la Fiorentina. Non serve specificarne i motivi, ma è un match che Dusan sente particolarmente e anche per questo farà di tutto per esserci. Ad accompagnarlo per mano in questa corsa contro il tempo sarà Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo lo ha già dimostrato ampiamente, con le parole e soprattutto con i fatti, ha piena fiducia nel suo numero nove e, se sta bene, la scelta su chi schierare al centro dell’attacco è presto fatta.
