Vlahovic, come sta dopo l'infortunio: la scelta Juve per la Fiorentina

L'attaccante serbo ha rimediato un sovraccarico muscolare durante la sosta: Openda e David si scaldano

La notizia che tutti aspettavano non è arrivata. O meglio: si è materializzata a metà, proprio come l’allenamento di Dusan Vlahovic. L’attaccante serbo, tornato lunedì a Torino dal ritiro con la Serbia per via di un sovraccarico all’adduttore, ieri - senza strafare - ha rimesso piede in campo insieme al resto dei compagni. Un po’ di lavoro in gruppo, movimenti misurati, per cercare di immergersi nei primi veri dettami tattici dell’era “Spallettiana” - che da poco più di una settimana ha iniziato a lavorare sul 4-3-3 - prima dello stop quando la squadra ha alzato i giri del motore nella partitella di fine seduta. Una scelta precauzionale, volta a scongiurare l’ipotesi di una ricaduta che i bianconeri non possono assolutamente permettersi. Spalletti, al contrario del suo predecessore, ha stabilito fin da subito delle gerarchie chiare in attacco, come nel resto del campo. 

Vlahovic, il punto sull'infortunio

La punta titolare è e resta Dusan. E questo a prescindere dalle sfumature contrattuali di quella che potrebbe essere la sua ultima stagione a Torino. Questione di compatibilità con la sua idea di calcio, di status che il serbo riveste all’interno del gruppo, di mera abitudine ai carichi del nostro campionato. Dettaglio da non dare per scontato, se si considerano gli impatti degli altri due centravanti arrivati in estate, Openda e David. Quelli che - sulla carta - avrebbero dovuto rubargli il posto. Gli esami svolti lunedì mattina da Vlahovic al J Medical hanno escluso lesioni. Motivo per cui Spalletti - dopo due giorni di differenziato - contava di recuperarlo al 100% proprio nella seduta di ieri. Ma le risposte fisiche del serbo non sono state ottimali, da qui la scelta di sciogliere la riserva sulla sua convocazione questa mattina, a margine della rifinitura prima della partenza per Firenze. La sensazione è che Dusan partirà con la squadra, ma sembra da escludere un suo coinvolgimento nell’11 titolare.

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Openda-David per una maglia a Firenze

Anche perché martedì c’è la gara di Champions contro il Bodo Glimt. Un vero e proprio spareggio: se i bianconeri dovessero incappare nell’ennesimo pari vedrebbero complicarsi ulteriormente l’ipotesi di qualificazione ai playoff. Dopo Bodo, Locatelli e compagni saranno attesi da un mese intenso con 6 match tra Serie A, Coppa Italia e Champions: incontri cruciali per rilanciarsi a 360 gradi e consegnare quantomeno una parvenza della dimensione a cui può ambire questa Juventus. Avere Dusan al top sarà fondamentale, meglio dunque non correre troppi rischi. La profondità del reparto offensivo, del resto, offre a Luciano diverse alternative.
A giocarsi una maglia saranno infatti Openda e David, con il belga in netto vantaggio, per via del rientro tardivo dal ritiro con il Canada dell’ex Lilla.

Sulla trequarti - a prescindere che Luciano decida di optare per il 4-3-3 o per il solito 3-4-2-1 - spazio a Yildiz e uno tra Conceiçao e Zhegrova. L’esterno kosovaro-albanese ha fatto rientro a Torino su richiesta del tecnico a poche ore dal match disputato contro la Svizzera, e ieri ha svolto la seconda seduta consecutiva con il resto dei compagni. Spalletti lo stima e vede in lui uno dei potenziali - e sottolineiamo “potenziali”, in virtù dell’evidente ritardo di condizione dopo il lungo stop per la pubalgia - assi del mazzo bianconero. Specie nel nuovo assetto tattico, in cui c’è disperato bisogno di fantasia sulle corsie per poter innescare gli inserimenti dei centravanti. Per il momento Chico resta in pole, ma non è da escludere a priori che il tecnico possa decidere di calare a sorpresa il jolly dal primo minuto proprio contro la Fiorentina. 

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La notizia che tutti aspettavano non è arrivata. O meglio: si è materializzata a metà, proprio come l’allenamento di Dusan Vlahovic. L’attaccante serbo, tornato lunedì a Torino dal ritiro con la Serbia per via di un sovraccarico all’adduttore, ieri - senza strafare - ha rimesso piede in campo insieme al resto dei compagni. Un po’ di lavoro in gruppo, movimenti misurati, per cercare di immergersi nei primi veri dettami tattici dell’era “Spallettiana” - che da poco più di una settimana ha iniziato a lavorare sul 4-3-3 - prima dello stop quando la squadra ha alzato i giri del motore nella partitella di fine seduta. Una scelta precauzionale, volta a scongiurare l’ipotesi di una ricaduta che i bianconeri non possono assolutamente permettersi. Spalletti, al contrario del suo predecessore, ha stabilito fin da subito delle gerarchie chiare in attacco, come nel resto del campo. 

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La punta titolare è e resta Dusan. E questo a prescindere dalle sfumature contrattuali di quella che potrebbe essere la sua ultima stagione a Torino. Questione di compatibilità con la sua idea di calcio, di status che il serbo riveste all’interno del gruppo, di mera abitudine ai carichi del nostro campionato. Dettaglio da non dare per scontato, se si considerano gli impatti degli altri due centravanti arrivati in estate, Openda e David. Quelli che - sulla carta - avrebbero dovuto rubargli il posto. Gli esami svolti lunedì mattina da Vlahovic al J Medical hanno escluso lesioni. Motivo per cui Spalletti - dopo due giorni di differenziato - contava di recuperarlo al 100% proprio nella seduta di ieri. Ma le risposte fisiche del serbo non sono state ottimali, da qui la scelta di sciogliere la riserva sulla sua convocazione questa mattina, a margine della rifinitura prima della partenza per Firenze. La sensazione è che Dusan partirà con la squadra, ma sembra da escludere un suo coinvolgimento nell’11 titolare.

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