© Redazione/LaPresse/Bartoletti/ANSAIn una sola settimana le nostre istituzioni hanno consegnato al tifoso juventino una serie di validissimi motivi per ritenere che la sua squadra goda di un trattamento unico all’interno del nostro calcio. Partiamo dal campo, dove la revoca del rigore concesso in prima battuta a Vlahovic durante Fiorentina-Juve ha colpito gran parte degli osservatori calcistici e arbitrali. Per capire l’entità della sorpresa, basti sottolineare che perfino alcuni dei soliti noti anti bianconeri non sono riusciti a supportare il cambio di decisione. Doveri dubbi non ne aveva avuti ma al VAR Guida - quello che con Conte alla Juve “non se l’era sentita” di fischiare un penalty sacrosanto ai bianconeri” - si è affrettato a evidenziare una trattenuta di Vlahovic spacciandola come iniziale imponendo la revoca del penalty. E poco importa che la sua valutazione scadente sia stata smentita anche dalle immagini, con Pablo Marì oltre ogni dubbio a fare fallo e iniziare la trattenuta prima di Dusan. Oltretutto ritenere quel contatto un errore così evidente da richiedere l’intervento del VAR – cui come di consuetudine l’arbitro si adegua passivamente – è parso ai più una forzatura senza troppi precedenti. Non così per il designatore Rocchi che ha difeso Guida e il sul operato indifendibile, avvalorando la certezza per la quale il VAR si comporta in modo anomalo con la Juventus di mezzo: dal bizzarro rigore di Verona alla mancata espulsione di Orban per la gomitata su Gatti fino al rigore per step on foot su Conceicao a Roma contro la Lazio, simile nella dinamica a quello fischiato all’Inter nel derby milanese ma evidentemente con meno appeal per i nostri arbitri al monitor. “Ce lo siamo perso”, dirà il designatore in tv. Succede spesso quando si parla di Juve.
Dal campo ci spostiamo sugli spalti, con i reiterati cori discriminatori contro Dusan Vlahovic che hanno portato Doveri a sospendere per ben due volte il match e il capitano viola Ranieri a supplicare i tifosi della Fiorentina di smetterla per evitare il 3-0 a tavolino, come chiarito da un inequivocabile gesto della mano. Insulti che sono valsi semplicemente qualche migliaio di euro di sanzione. Niente squalifica della curva, come inizialmente previsto per la Juve dopo il caso Lukaku, supponiamo nessun Daspo, certamente nessun comunicato o mezza parola della Fiorentina. Altro mondo, anche qui, rispetto a ciò che accade dalla parti dello Stadium.
