“Juve confusa, a Napoli Spalletti ha sbagliato. Ma l’algoritmo di Comolli ha fallito, è gravissimo”

L’analisi Sky sulla partita di Napoli: “Con David la squadra saliva di 50 metri. Ripartire da zero ancora? Può succedere”
“Juve confusa, a Napoli Spalletti ha sbagliato. Ma l’algoritmo di Comolli ha fallito, è gravissimo”© Redazione

Juve, analisi profonda. A Sky Calcio Club tanti gli argomenti relativi ai bianconeri su cui si è dibattuto. La sconfitta contro il Napoli e relative questioni tattiche e tecniche, ovviamente, come le scelte iniziali di Luciano Spalletti per la gara del Maradona, ma non solo. Fabio Caressa, accompagnato da Luca Marchegiani, Paolo Di Canio, Giuseppe Bergomi e Stefano De Grandis, subito dopo il triplice fischio della sfida con gli azzurri entra nelle viscere di quello che è la situazione del club. La stagione in corso, la conduzione delle ultime campagne acquisti e il momento storico della Juve.

Napoli-Juve a Sky: "Giocatori fuori ruolo"

Caressa esordisce così: “Spalletti aspettava delle risposte, l’impressione è che, anche se una parte della partita può essere stata abbastanza equilibrata, ci sia un po’ di distanza tra le due squadre”. Di Canio rimarca: “Nettamente: distanza caratteriale, attitudinale, fisica in alcuni aspetti. E poi la mentalità e la qualità in generale. Conte per necessità, visto che stava facendo ostracismo su Neres e Lang, si ritrova questi due ragazzi e li rimette. E addirittura anche quando prende gol che è un po’ di difficoltà li tiene in campo. Politano lo mette dopo aver segnato il 2-1, che gli fa un certo tipo di lavoro. Però quei due li tiene, perciò si sta convincendo: non è solo un fatto di contingenza, ha insistito. Ed è questa la differenza”.

Sulle scelte di formazioni di Spalletti, Caressa chiede allo studio: “Tendenzialmente i giocatori è meglio farli giocare nella loro posizione. E invece mi sembra che nella Juve del primo tempo molti fossero fuori: Cambiaso spostato a destra, Cabal messo alto a sinistra, Koopmeiners che gioca difensore centrale, Yildiz punta centrale… Non c’era un po’ di confusione?”.

"Spalletti, formazione sbagliata per due motivi"

A rispondere al quesito di Caressa sulla presenza o meno di confusione in merito alle scelte ci pensa Marchegiani: “Secondo me è stata una formazione sbagliata, per due motivi. Il primo è quello che la Juventus ha sofferto sulla sinistra: anche se quando giochi contro Neres il fatto che 3-4 volte in una partita ti salti e crei superiorità numerica ce lo devi mettere in preventivo perché è nelle sue caratteristiche. Quello che è mancato alla Juventus, è che ha sofferto troppo il pressing del Napoli, non è mai riuscita a venir fuori. E questo, secondo me, era perché non aveva i riferimenti di gioco facili: i centrocampisti, quando erano in possesso di palla, non trovavano davanti una soluzione per venir fuori. E questo è stato il problema del primo tempo”.

Si passa alla seconda motivazione: “Un altro motivo per cui dico che è c'è stato un errore: in questo momento la squadra sta cercando una fisionomia, con l’arrivo di Spalletti sta cercando una crescita costante. E in una partita così importante, per ammissione dell’allenatore stesso, cambiare i riferimenti in campo non è, secondo me, una buona idea. Lui avrà avuto i suoi buoni motivi per farlo. Nel secondo tempo, anche se alcune prestazioni dei singoli non mi son piaciute perché David deve fare per forza di più di quanto fatto col Napoli, però mi sembrava che la squadra avesse trovato meglio i riferimenti e le soluzioni. E infatti ha anche pareggiato, pur non creando tanto eh”.

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"Difficoltà Juve a Napoli, ecco perché. Yildiz..."

Si continua ad analizzare l'andamento della partita, con Caressa che mostra un video della partita: “Vediamo quello che diceva, sull’attacco alla profondità della Juventus. Nel primo tempo Yildiz non è riuscito: il primo tiro in porta l’ha fatto sul gol nel secondo tempo. La Juve cercava di superare il pressing del Napoli, si appoggiava su Yildiz che partiva però da metà campo e spalle alla porta, ricominciando da capo. Si arrabbia perché non partiva nessuno? Sì, ma faceva proprio fatica a sviluppare la manovra, con gli attaccanti che dovevano venire incontro. E poi sul lancio lungo non c’era nessuna possibilità, perché veniva regolarmente anticipato”.

Di Canio aggiunge: “Una situazione del genere funziona se sei una squadra evoluta e tutta forte tecnicamente, che ha quell’idea di gioco: ragnatela di passaggi, e con l’uomo a 2 metri non c’è problema perché ho il tocco raffinato, d’esterno la faccio passare e il mio compagno già sa che deve stare lì e anche lui è tanto abile. Ma non è questa squadra: nell’imbuto, nella ragnatela a fare questi tocchetti raffinati e saper tener palla, oppure magari prendere fallo”. Interviene Bergomi: “Tutto corretto quello che dici Paolo. Ma nel secondo tempo vedete: David non ha fatto molto, ma su due lanci lunghi di Koopmeiners era lì a lottare col centrale, la palla è rimasta lì e sei andato su di 50 metri. Se non hai le abilità tecniche per venir fuori dal palleggio, devi andare su”.

"Scudetto archiviato e mercato sconfessato"

La questione si sposta. Il discorso Scudetto lanciato da Spalletti al suo arrivo è già archiviato? De Grandis spiega: “Spalletti aveva provato a fare all in quando è arrivato, dicendo come la Juventus fosse obbligata a correre per lo Scudetto per immagine, per lignaggio, per caratteristiche. Ora esce dallo Scudetto: -8 dal Napoli e se il Milan vince anche dal Milan, oltre ad essere a -7 dall’Inter”.

Caressa a questo punto domanda: “Vero, ma che materiale ha a disposizione? 2024, alla Juve escono Soulé che ora è uomo decisivo nella Roma, Huijsen titolare al Real Madrid. Io capisco tutte le esigenze di bilancio, tutto quello che vuoi. Poi Kean, Chiesa, De Winter, Fagioli, Danilo, Alex Sandro, Rabiot, Szczesny. Mentre nel 2025 escono Savona, Douglas Luiz che era uno di quelli arrivati quindi sconfessato il mercato, Nico Gonzalez, Weah e Kolo Muani. Ora di tutti i nuovi arrivati di quest’anno, chi è decisivo? Non gioca nessuno!”.

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Mercato, paragone tra Juve e Inter 

La parola torna a De Grandis, che fa un parallelismo tra il mercato della Juve e quello dell'Inter: “Al di là di quello che voleva dire Spalletti, affermando che l’hanno pagato 50 milioni (in merito alla frase sul fatto che Openda, pagato tanto, sia subentrato a Yildiz, ndr), siamo di fronte a un nuovo mercato della Juventus che viene sconfessato. L’anno scorso Koopmeiners e Nico Gonzalez dopo poco, e quest’anno già David. Il problema è quello: a me viene sempre da fare il parallelo con l’Inter, forse perché Marotta dalla Juventus è passato all’Inter. Nell’Inter non c’è un vero flop in questi anni".

De Grandis approfondisce: "Hanno scoperto Thuram, quest’anno stava andando male Luis Henrique ed è stato ributtato dentro. Non c’è mai stato un giocatore che ha rappresentato una spesa buttata via. E se guardi anche il mercato di quest’anno, l’Inter spende 4 volte meno rispetto alla Juventus, 3 volte meno rispetto al Milan, un po’ più della metà rispetto al Napoli, però funzionano tutti e tutti sono dentro. Anche Zielinski è stato recuperato, perché sta giocando molto bene. Nell’Inter vengono motivati i giocatori e i giocatori funzionano”. Di Canio chiosa: “Ma lì sono stati bravi società e osservatori a lavorare e a costruire anni fa”.

"A dicembre i nuovi non giocano! E l'algoritmo..."

In merito al mercato e alla metodologia utilizzata dal nuovo corso Juve guidato da Damien Comolli, che non ha mai nascosto di far ricorso a numeri ed algoritmi, Caressa aggiunge: “Io chiederò bene quali sono i dati che fornisce st’algoritmo. Noi qui siamo stati i primi anni fa a far vedere i primi algoritmi, ma dipende cosa chiedi all’algoritmo. Noi siamo a dicembre ragazzi, tutti quelli che ha preso la Juve non giocano! Ma è una cosa gravissima”. Interviene Marchegiani: “Fare mercato in Italia è difficile. Tu parlavi tipo di Huijsen, Soulé: sono plusvalenze che hanno un valore diverso rispetto ad esempio a Douglas Luiz, che è stato pagato tanto ed è stato rivenduto a un po’ meno".

L'ex portiere spiega il suo punto di vista: "Secondo me il problema della Juventus è quello che, dopo anni vincenti, c’è da rifondare un ciclo. E ogni anno ripartono da zero: una volta perché puntano su un allenatore che vuole certe caratteristiche, poi mandano via giocatori tipo Rabiot che sarebbe potuto essere un elemento ancora valido. Poi cambia il direttore sportivo e magari anche per staccarsi dalla precedente gestione… Sono dinamiche che abbiamo visto 100 volte”. A questo punto Caressa: “Ma sei la Juve! Ora cominci da capo un’altra volta?!”. Marchegiani chiude così: “Ricominci da capo Fabio, succede!”.

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Juve, analisi profonda. A Sky Calcio Club tanti gli argomenti relativi ai bianconeri su cui si è dibattuto. La sconfitta contro il Napoli e relative questioni tattiche e tecniche, ovviamente, come le scelte iniziali di Luciano Spalletti per la gara del Maradona, ma non solo. Fabio Caressa, accompagnato da Luca Marchegiani, Paolo Di Canio, Giuseppe Bergomi e Stefano De Grandis, subito dopo il triplice fischio della sfida con gli azzurri entra nelle viscere di quello che è la situazione del club. La stagione in corso, la conduzione delle ultime campagne acquisti e il momento storico della Juve.

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Caressa esordisce così: “Spalletti aspettava delle risposte, l’impressione è che, anche se una parte della partita può essere stata abbastanza equilibrata, ci sia un po’ di distanza tra le due squadre”. Di Canio rimarca: “Nettamente: distanza caratteriale, attitudinale, fisica in alcuni aspetti. E poi la mentalità e la qualità in generale. Conte per necessità, visto che stava facendo ostracismo su Neres e Lang, si ritrova questi due ragazzi e li rimette. E addirittura anche quando prende gol che è un po’ di difficoltà li tiene in campo. Politano lo mette dopo aver segnato il 2-1, che gli fa un certo tipo di lavoro. Però quei due li tiene, perciò si sta convincendo: non è solo un fatto di contingenza, ha insistito. Ed è questa la differenza”.

Sulle scelte di formazioni di Spalletti, Caressa chiede allo studio: “Tendenzialmente i giocatori è meglio farli giocare nella loro posizione. E invece mi sembra che nella Juve del primo tempo molti fossero fuori: Cambiaso spostato a destra, Cabal messo alto a sinistra, Koopmeiners che gioca difensore centrale, Yildiz punta centrale… Non c’era un po’ di confusione?”.

"Spalletti, formazione sbagliata per due motivi"

A rispondere al quesito di Caressa sulla presenza o meno di confusione in merito alle scelte ci pensa Marchegiani: “Secondo me è stata una formazione sbagliata, per due motivi. Il primo è quello che la Juventus ha sofferto sulla sinistra: anche se quando giochi contro Neres il fatto che 3-4 volte in una partita ti salti e crei superiorità numerica ce lo devi mettere in preventivo perché è nelle sue caratteristiche. Quello che è mancato alla Juventus, è che ha sofferto troppo il pressing del Napoli, non è mai riuscita a venir fuori. E questo, secondo me, era perché non aveva i riferimenti di gioco facili: i centrocampisti, quando erano in possesso di palla, non trovavano davanti una soluzione per venir fuori. E questo è stato il problema del primo tempo”.

Si passa alla seconda motivazione: “Un altro motivo per cui dico che è c'è stato un errore: in questo momento la squadra sta cercando una fisionomia, con l’arrivo di Spalletti sta cercando una crescita costante. E in una partita così importante, per ammissione dell’allenatore stesso, cambiare i riferimenti in campo non è, secondo me, una buona idea. Lui avrà avuto i suoi buoni motivi per farlo. Nel secondo tempo, anche se alcune prestazioni dei singoli non mi son piaciute perché David deve fare per forza di più di quanto fatto col Napoli, però mi sembrava che la squadra avesse trovato meglio i riferimenti e le soluzioni. E infatti ha anche pareggiato, pur non creando tanto eh”.

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“Juve confusa, a Napoli Spalletti ha sbagliato. Ma l’algoritmo di Comolli ha fallito, è gravissimo”
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Mercato, paragone tra Juve e Inter 

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