Bremer trasforma la Juve, svolta Spalletti: l’ultimo tassello della rivoluzione

L’obiettivo del centrale brasiliano è la titolarità nella prossima gara contro la Roma: il 4-2-3-1 nella testa del tecnico bianconero
Bremer trasforma la Juve, svolta Spalletti: l’ultimo tassello della rivoluzione
© LAPRESSE

TORINO - Gleison Bremer scalpita. Esattamente come quest’estate, quando dopo il lungo infortunio non sentiva la fatica e neppure i fastidi di natura fisica: aveva troppa voglia di abbracciare la normalità, quella smarrita dopo lo stop dello scorso anno contro il Lipsia in Champions League. Ha spinto per esserci contro Parma e Genoa, battendo la tabella di marcia, che prevedeva un rientro da titolare dopo la prima sosta per le nazionali di settembre, quando il calendario presentava alla Juve la sfida contro l’Inter. Bremer ha una generosità che lo spinge ad alzare sempre l’asticella. L’ha detto anche Spalletti, presentando la sfida contro il Bologna: "Per Bremer, per la delicatezza della cosa, lui è uno di quelli che ha questa disponibilità però si vede che ha bisogno di tempo, bisogna andarci cauti per non metterlo in difficoltà".

Juve, con Bremer si passa alla difesa a quattro

Contro il Bologna rischiarlo dall’inizio sarebbe stato un azzardo, una mossa decisamente avventata. Ma contro la Roma gli orizzonti cambiano. Anche perché il tempo torna ad essere amico di Luciano Spalletti, che per la prima volta da quando è seduto sulla panchina della Juve non ha incombenze infrasettimanali da sbrigare. La settimana lunga è un vantaggio in questa fase, anche perché può consentire a Lucio di mettere a punto una rivoluzione finora solo abbozzata alla lavagna ma mai resa concreta. Il passaggio alla retroguardia a quattro necessita di Bremer: non ci sono altri rimedi possibili. Solo il brasiliano ha la forza per poter cambiare il vento, per poter agevolare la creazione di una nuova Juve. Più equilibrata dietro, più palleggiatrice a centrocampo e più definita davanti. Spalletti non parla volentieri di moduli e sistemi, ma la verità è che sin da fine ottobre ha in mente questo passaggio. La partita contro la Roma, importantissima ma non ancora decisiva per il campionato, potrebbe rappresentare quella della svolta. Per il resto, poi, la Juve che sabato scenderà in campo all’Allianz Stadium per affrontare l’ultima fatica prima di Natale non sarà molto diversa da quella del Dall’Ara. Questo è lo scenario.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Koopmeiners squalificato: che Juve sarà contro la Roma

Chi ha la forza per poter conquistare credibilità maggiore da qui a sabato è sicuramente Fabio Miretti. Molto deludente contro il Pafos, in una gara che per lui doveva rappresentare un esame da non sbagliare. Ed è stato rimandato da Spalletti, che in previsione della transizione al 4-2-3-1 ha l’onere di dover scegliere il centrocampo titolare. Di sicuro, sabato contro la Roma, c’è già un’assenza sicura: quella dello squalificato Teun Koopmeiners, ammonito nel primo tempo contro il Bologna. L’assenza dell’olandese e la volontà di poter schierare Bremer dall’inizio può semplificare le scelte a centrocampo, visto che ci sono Locatelli, Thuram e Miretti a contendersi di fatto due maglie. E dietro, accanto a Bremer (sempre se in settimana dovesse fornire le garanzie fisiche tanto agognate da Spalletti, dopo lo spezzone concesso ieri nel secondo tempo), sarebbe scontato l’utilizzo di Kelly, vista l’indisponibilità di Koopmeiners, che rientrerà per la sfida del 27 dicembre contro il Pisa.

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TORINO - Gleison Bremer scalpita. Esattamente come quest’estate, quando dopo il lungo infortunio non sentiva la fatica e neppure i fastidi di natura fisica: aveva troppa voglia di abbracciare la normalità, quella smarrita dopo lo stop dello scorso anno contro il Lipsia in Champions League. Ha spinto per esserci contro Parma e Genoa, battendo la tabella di marcia, che prevedeva un rientro da titolare dopo la prima sosta per le nazionali di settembre, quando il calendario presentava alla Juve la sfida contro l’Inter. Bremer ha una generosità che lo spinge ad alzare sempre l’asticella. L’ha detto anche Spalletti, presentando la sfida contro il Bologna: "Per Bremer, per la delicatezza della cosa, lui è uno di quelli che ha questa disponibilità però si vede che ha bisogno di tempo, bisogna andarci cauti per non metterlo in difficoltà".

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Contro il Bologna rischiarlo dall’inizio sarebbe stato un azzardo, una mossa decisamente avventata. Ma contro la Roma gli orizzonti cambiano. Anche perché il tempo torna ad essere amico di Luciano Spalletti, che per la prima volta da quando è seduto sulla panchina della Juve non ha incombenze infrasettimanali da sbrigare. La settimana lunga è un vantaggio in questa fase, anche perché può consentire a Lucio di mettere a punto una rivoluzione finora solo abbozzata alla lavagna ma mai resa concreta. Il passaggio alla retroguardia a quattro necessita di Bremer: non ci sono altri rimedi possibili. Solo il brasiliano ha la forza per poter cambiare il vento, per poter agevolare la creazione di una nuova Juve. Più equilibrata dietro, più palleggiatrice a centrocampo e più definita davanti. Spalletti non parla volentieri di moduli e sistemi, ma la verità è che sin da fine ottobre ha in mente questo passaggio. La partita contro la Roma, importantissima ma non ancora decisiva per il campionato, potrebbe rappresentare quella della svolta. Per il resto, poi, la Juve che sabato scenderà in campo all’Allianz Stadium per affrontare l’ultima fatica prima di Natale non sarà molto diversa da quella del Dall’Ara. Questo è lo scenario.

 

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