“Papà, alla Juve non mi diverto più”: la scalata di Buffon jr dopo l’addio a Vinovo

Il figlio di Gigi e Alena Seredova domani diventerà maggiorenne: dalla Cbs al Pisa, ora la sfida con il passato bianconero
“Papà, alla Juve non mi diverto più”: la scalata di Buffon jr dopo l’addio a Vinovo
© foto emmanuele mastrodonato-ag a

TORINO - L’ultima partita da minorenne contro la Juve. In Serie A. Bisognava avere una fantasia davvero fervida per poter immaginare un destino simile. Eppure è tutto vero: Louis Thomas Buffon domani festeggerà il suo 18° compleanno il giorno dopo aver affrontato i bianconeri con la maglia del Pisa. Scherzi del calendario. Il primogenito di Gigi ha ancora una vita davanti per poter dipingere qualsiasi parabola. Di sicuro, i suoi primi 17 anni e 364 giorni, sono stati contraddistinti dalla Juve. Sua e di papà, leggenda del club. Nelle giovanili Louis Thomas non ha avuto un percorso brillantissimo. Nessuno gli ha regalato niente e allo stesso tempo non era pronto per certe attenzioni e pressioni: per crescere calcisticamente ci ha messo un pochino di più del padre.

Il passato bianconero

Qualche tempo fa lo stesso Buffon ha raccontato un aneddoto legato proprio a Louis Thomas a Vinovo: «Lui inizia a giocare che aveva 8 anni e me lo chiede la Juve. Lui dopo un anno e mezzo mi fa: ‘Papà non mi diverto più’ e questa cosa mi sembra un po’ strana anche se a 8-9 anni facevano 5 allenamenti a settimana più la partita il weekend. A quell’età c’è bisogno di libertà, di vita sociale, per cui io lo capisco e lo accompagno in questa scelta. Dopo sei mesi la Juve mi chiede di mandarlo, io glielo chiedo e lui mi dice sì, allora andiamo. Poi dopo sei mesi mi dice che di nuovo si è stancato. Allora io gli dico, ‘Amore mio, tu torni a casa però con la Juve ci mettiamo una pietra sopra, non chiedermi mai più loro cosa pensano, perché è anche una questione di correttezza”». Aggiungendo una postilla sulle passioni di Louis Thomas, professione attaccante, ma chiamato così da Gigi e l’ex compagna Alena Seredova in onore di Louis Thomas N’Kono, storico portiere del Camerun idolo di Buffon: «Lui per quattro anni, anche per ribellione, non fa niente, gioca a Fortnite, mi chiede di accompagnarlo a tornei di Fortnite all’estero. Per cui lui arriva a 14 anni così, io a 14 anni ero già in giro per l’Italia e l’Europa con la Nazionale».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

La scelta della Repubblica Ceca

Velocità diverse, sì. Perché Louis Thomas riprende quota coi professionisti ripartendo dalla Cbs, storica realtà dilettantistica torinese. Fa gol a grappoli. Così lo nota il Pisa: da due anni Buffon jr fa la spola tra la Primavera e la prima squadra. Esordio in Serie B con Pippo Inzaghi alla guida dei nerazzurri, battesimo in Serie A con un altro ex grande bomber come Alberto Gilardino. Nel 2025, un anno d’oro per Louis, anche una scelta molto delicata: vestire la maglia della Repubblica Ceca e non quella dell’Italia. Anche questa raccontata da Buffon padre: «In azzurro il peso del cognome l’avrebbe schiacciato, avrebbero potuto dire che era un raccomandato e ci sarebbero state aspettative subito molto alte. Così, invece, avrà modo di gestirsi con serenità. E, quando avrà l’età, nulla gli impedirà di scegliere l’Italia». Già, non c’è ancora niente di definitivo. Louis Thomas vuole sognare, ma anche misurare la sua vita da professionista giorno dopo giorno. La felicità viene prima di tutto. Il giovanissimo Buffon ha i piedi ben piantati per terra. E non si è mai esaltato, nemmeno dopo aver bruciato le tappe inaspettatamente, sebbene il calcio nella prima fase dell’adolescenza non fosse il suo primo pensiero. Deve tanto alla Cbs, la squadra che ha saputo restituirgli l’anima del fanciullino. Un fanciullino che, proprio dopo Pisa-Juve, diventerà maggiorenne.

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TORINO - L’ultima partita da minorenne contro la Juve. In Serie A. Bisognava avere una fantasia davvero fervida per poter immaginare un destino simile. Eppure è tutto vero: Louis Thomas Buffon domani festeggerà il suo 18° compleanno il giorno dopo aver affrontato i bianconeri con la maglia del Pisa. Scherzi del calendario. Il primogenito di Gigi ha ancora una vita davanti per poter dipingere qualsiasi parabola. Di sicuro, i suoi primi 17 anni e 364 giorni, sono stati contraddistinti dalla Juve. Sua e di papà, leggenda del club. Nelle giovanili Louis Thomas non ha avuto un percorso brillantissimo. Nessuno gli ha regalato niente e allo stesso tempo non era pronto per certe attenzioni e pressioni: per crescere calcisticamente ci ha messo un pochino di più del padre.

Il passato bianconero

Qualche tempo fa lo stesso Buffon ha raccontato un aneddoto legato proprio a Louis Thomas a Vinovo: «Lui inizia a giocare che aveva 8 anni e me lo chiede la Juve. Lui dopo un anno e mezzo mi fa: ‘Papà non mi diverto più’ e questa cosa mi sembra un po’ strana anche se a 8-9 anni facevano 5 allenamenti a settimana più la partita il weekend. A quell’età c’è bisogno di libertà, di vita sociale, per cui io lo capisco e lo accompagno in questa scelta. Dopo sei mesi la Juve mi chiede di mandarlo, io glielo chiedo e lui mi dice sì, allora andiamo. Poi dopo sei mesi mi dice che di nuovo si è stancato. Allora io gli dico, ‘Amore mio, tu torni a casa però con la Juve ci mettiamo una pietra sopra, non chiedermi mai più loro cosa pensano, perché è anche una questione di correttezza”». Aggiungendo una postilla sulle passioni di Louis Thomas, professione attaccante, ma chiamato così da Gigi e l’ex compagna Alena Seredova in onore di Louis Thomas N’Kono, storico portiere del Camerun idolo di Buffon: «Lui per quattro anni, anche per ribellione, non fa niente, gioca a Fortnite, mi chiede di accompagnarlo a tornei di Fortnite all’estero. Per cui lui arriva a 14 anni così, io a 14 anni ero già in giro per l’Italia e l’Europa con la Nazionale».

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