Pagina 3 | Retroscena Juve: sfuriata Spalletti a Pisa negli spogliatoi! Cosa ha mandato fuori di testa Luciano

TORINO - Stavolta non era la paura a spezzare il fiato, a rendere le gambe pesanti. Questo era il problema della Juve vista contro il Pafos e anche in altre occasioni di questa stagione. Una squadra intrappolata da fragilità che vanno ben oltre qualsiasi discorso di natura tecnica e tattica. A Pisa, prima dell’intervallo, c’è una cosa che ha mandato fuori di testa Luciano Spalletti: la mancanza di concentrazione. Un peccato grave da farsi perdonare quando l’arbitro fischia la fine. Ma dopo il duplice fischio c’è ancora lo spazio sacro dello spogliatoio all’interno del quale poter intervenire. E Spalletti, proprio come contro il Pafos, si è fatto sentire. Con effetti diesel, però. Anche i primi dieci minuti del secondo tempo, infatti, non li ha digeriti tanto facilmente. Il ritmo tambureggiante del Pisa ha messo in difficoltà la Juve ben oltre il livello consentito. C’erano pochi spazi, sì, ma ad un certo punto la squadra è diventata arruffona. Perdendo riferimenti e regalando fiducia ai toscani. Troppa fiducia. I pali di Moreo e Tramoni, in qualche modo, sono i baci della fortuna sulle gote di Spalletti. La stessa che non era stata così clemente in Champions League contro lo Sporting e pure in campionato contro il Toro. Due partite in cui la Juve avrebbe meritato un po’ di più di quanto raccolto, soprattutto contro i portoghesi. Ieri Lucio si è arrabbiato negli spogliatoi. Richiamando l’attenzione di tutti.

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Spalletti irritato: le parole post Pisa

I pensieri li ha confermati anche con le parole del post partita: "Nel primo tempo siamo stati sotto livello come ritmo, anche se abbiamo condotto la partita. Male gli ultimi 6-7 minuti del primo tempo e i primi 6-7 minuti del secondo tempo, infatti il Pisa attraverso la sua intensità e la sua fisicità ci ha creato un paio di situazioni difficili, dove siamo stati anche fortunati. Poi, però, la partita l’abbiamo fatta sempre". Proprio questo fa ancora irritare Spalletti: avere la partita in mano e non riuscire a dominarla con continuità. Come successo alla Cetilar Arena. Altro passo che la Juve dovrà compiere per diventare grande. La classifica dice che lo scudetto non è utopia, il campo racconta che i bianconeri si stanno avvicinando al livello del Napoli e delle milanesi. L’ultimo step è il più complicato di tutti. Ma Lucio insiste. E mai come adesso sa che tutto il gruppo ha le orecchie ben aperte: la torta è sempre più golosa, tutti vogliono mangiarla, ma va meritata con la cura di ogni singolo dettaglio.

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Spalletti su Locatelli

Nessun caso, invece, dopo la sostituzione di Manuel Locatelli. Un episodio che certamente ha attirato l’attenzione dei tifosi, ma che non ha retroscena peccaminosi. La richiesta di spiegazioni del capitano è stata rispedita subito al mittente da Spalletti. Ma in conferenza stampa Lucio ha argomentato il suo punto di vista: "Locatelli l’ho tolto perché era stato ammonito, non per demerito suo. Si sa che in alcuni momenti, quando ci sono continui ribaltamenti di fronte perché il Pisa ha gamba e fisicità, capita che metti la gamba e arrivi un po’ ritardo. E poi prendi un giallo che compromette la partita. Io invece ho dei calciatori forti fuori e Miretti è entrato benissimo". Episodio smontato così. E la tensione in campo, normale anche per l’adrenalina che scorre a fiumi, è stata subito smorzata da Spalletti in conferenza. Per evitare dispersione di energie. Per scongiurare che il giocattolo si ammacchi: far crollare il castello proprio adesso sarebbe stato un delitto.

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Spalletti su Locatelli

Nessun caso, invece, dopo la sostituzione di Manuel Locatelli. Un episodio che certamente ha attirato l’attenzione dei tifosi, ma che non ha retroscena peccaminosi. La richiesta di spiegazioni del capitano è stata rispedita subito al mittente da Spalletti. Ma in conferenza stampa Lucio ha argomentato il suo punto di vista: "Locatelli l’ho tolto perché era stato ammonito, non per demerito suo. Si sa che in alcuni momenti, quando ci sono continui ribaltamenti di fronte perché il Pisa ha gamba e fisicità, capita che metti la gamba e arrivi un po’ ritardo. E poi prendi un giallo che compromette la partita. Io invece ho dei calciatori forti fuori e Miretti è entrato benissimo". Episodio smontato così. E la tensione in campo, normale anche per l’adrenalina che scorre a fiumi, è stata subito smorzata da Spalletti in conferenza. Per evitare dispersione di energie. Per scongiurare che il giocattolo si ammacchi: far crollare il castello proprio adesso sarebbe stato un delitto.

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