Calciomercato Juve, ora tocca a Comolli: Gatti e Miretti sul piatto, Schlager e Frattesi temi caldi

La sessione invernale è sempre più vicina, tra cessioni e richieste di Spalletti

TORINO - Sette vittorie nelle ultime otto partite non hanno cambiato niente nei piani della Juve. E, no, non è vero che la rosa sarebbe difficilmente migliorabile, una considerazione tipica di chi prima di affacciarsi al mese di gennaio riesce a raggranellare una serie di risultati positivi. La Juve è notevolmente migliorabile. O meglio: c’è un allenatore che si affaccia alla prima finestra utile per poter avere giocatori adatti alla sua idea di calcio. Luciano Spalletti avrà voce in capitolo nelle mosse bianconere. Ma lo stesso Spalletti sa benissimo che cosa aspettarsi. Tradotto: un mercato di opportunità. Una sessione creativa e di attesa. Di studio, di valutazione attenta su tutte le chances che si presenteranno verso la seconda metà di gennaio. In entrata, dunque, è quasi impossibile aspettarsi nuovi giocatori per le prossime partite: Lecce, Sassuolo e Cremonese - almeno queste sfide - si affronteranno con le forze attualmente a disposizione, al netto degli infortunati e di eventuali squalifiche.

Gatti e Miretti hanno mercato

Il mercato di gennaio prenderà forma solo al giro di boa. A maggior ragione se non si dovessero registrare uscite a titolo definitivo o comunque operazioni che possano agevolare un introito consistente. Nella rosa attuale, a meno che Damien Comolli e Marco Ottolini non si dimostrino così bravi a convincere qualche club di Premier League a prendere Joao Mario a titolo definitivo (visto lo scarso minutaggio avuto finora non sarà semplicissimo), ci sono solo due elementi considerati sacrificabili. Non per questo saranno sacrificati e di sicuro la loro appetibilità in uscita non è un riflesso diretto di quanto fatto vedere in campo. Ma Federico Gatti e Fabio Miretti, per motivi e logiche differenti, hanno mercato. E possono garantire alla Juve due comode plusvalenze e una buona somma da reinvestire subito sul mercato.

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Juve tra valutazioni e sacrifici

Per nessun altro elemento della rosa si può estendere il ragionamento. L’eventuale addio di Vasilije Adzic, infatti, avverrebbe solo in prestito: alla Continassa nessuno intende perdere il controllo sul talento montenegrino. L’uscita imminente di Perin verrà compensata da un ingresso di pari livello o quasi, ma nulla che possa condizionare le strategie della Juve. Gatti in questo momento non è sul mercato essenzialmente per una questione numerica: l’infortunio di Rugani riduce le scelte di Spalletti. Ma Federico è il più sacrificabile tra gli irrinunciabili del reparto difensivo. Chi si presenta con un’offerta all’altezza o con un incastro giusto, potrà essere ascoltato. Lucio, però, pretenderà un sostituto, pur considerando Koopmeiners un uomo adattabile alle esigenze della retroguardia.

E poi c’è Miretti: molto bene contro il Pisa, dunque ancor più goloso per chi intende rinforzare il proprio centrocampo con un “giovane esperto” come lui (88 partite in Serie A, a 22 anni, non le fanno tutti). La Juve chiede tanto: tra i 15 e i 20 milioni. Ha respinto l’assalto del Napoli in estate, ma stavolta potrebbe cedere. Per assecondare la voglia di Spalletti di trovare un regista per la sua creatura.

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I nomi sul taccuino di Comolli

C’è Adrián Bernabé, alla finestra. Ma anche Xaver Schlager, il cui arrivo può essere anticipato di qualche mese (il suo contratto col Lipsia scade a giugno). Oppure, eventualmente, per arrivare a Davide Frattesi senza dover compromettere il 50% della possibile cessione di Tarik Muharemovic da parte del Sassuolo.

Gatti e Miretti in questo momento sono gli unici finanziatori delle entrate. La Juve rifletterà su entrambi, senza fretta. Perché la macchina va, non sbanda più e i prossimi impegni sulla carta aiutano a non avere fretta. Oggi, in ogni caso, è più facile immaginare un Kolo Muani-bis rispetto ad una nuova operazione alla Kelly. Per i prestiti onerosi le porte sono aperte, per colpi a titolo definitivi ci sono solo fessure.

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TORINO - Sette vittorie nelle ultime otto partite non hanno cambiato niente nei piani della Juve. E, no, non è vero che la rosa sarebbe difficilmente migliorabile, una considerazione tipica di chi prima di affacciarsi al mese di gennaio riesce a raggranellare una serie di risultati positivi. La Juve è notevolmente migliorabile. O meglio: c’è un allenatore che si affaccia alla prima finestra utile per poter avere giocatori adatti alla sua idea di calcio. Luciano Spalletti avrà voce in capitolo nelle mosse bianconere. Ma lo stesso Spalletti sa benissimo che cosa aspettarsi. Tradotto: un mercato di opportunità. Una sessione creativa e di attesa. Di studio, di valutazione attenta su tutte le chances che si presenteranno verso la seconda metà di gennaio. In entrata, dunque, è quasi impossibile aspettarsi nuovi giocatori per le prossime partite: Lecce, Sassuolo e Cremonese - almeno queste sfide - si affronteranno con le forze attualmente a disposizione, al netto degli infortunati e di eventuali squalifiche.

Gatti e Miretti hanno mercato

Il mercato di gennaio prenderà forma solo al giro di boa. A maggior ragione se non si dovessero registrare uscite a titolo definitivo o comunque operazioni che possano agevolare un introito consistente. Nella rosa attuale, a meno che Damien Comolli e Marco Ottolini non si dimostrino così bravi a convincere qualche club di Premier League a prendere Joao Mario a titolo definitivo (visto lo scarso minutaggio avuto finora non sarà semplicissimo), ci sono solo due elementi considerati sacrificabili. Non per questo saranno sacrificati e di sicuro la loro appetibilità in uscita non è un riflesso diretto di quanto fatto vedere in campo. Ma Federico Gatti e Fabio Miretti, per motivi e logiche differenti, hanno mercato. E possono garantire alla Juve due comode plusvalenze e una buona somma da reinvestire subito sul mercato.

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