Pjanic: “Spalletti con Yildiz e... Tonali, Juve boom. Luciano una garanzia, Kenan classe e talento"

Il bosniaco dal World Sports Summit di Dubai ufficializza il ritiro e disegna il futuro della sua vecchia squadra: "Nella rimonta bianconera c’è tutto il nuovo tecnico. Scudetto? Si può, ma in mezzo manca un faro come l’ex milanista". E su Allegri...

Il sorriso che mostra nei saloni della Madinat Jumeirah Arena a Dubai, dov’era presente per la prima edizione del World Sports Summit, è quello di chi la sa lunga. E non potrebbe essere altrimenti per chi conosce molto bene il tecnico di Certaldo. Quel Luciano Spalletti il cui avvento al timone della formazione bianconera sembra aver, radicalmente, mutato gli scenari stagionali della Juve. Almeno secondo l’ex numero 5 bianconero: "La risalita della Juve in classifica non mi ha affatto sorpreso, anzi posso dire che me lo aspettavo con l’arrivo di Spalletti. Luciano a questi livelli è una garanzia. Ce ne sono pochi bravi come lui. Fa la differenza". Parola di Miralem Pjanic. Uno che il valore della maglia bianconera lo conosce bene e soprattutto sa come si vince. D’altronde la bacheca del regista bosniaco con la Signora parla chiaro: 4 scudetti, 2 Supercoppe Italiane e 2 Coppe Italia tra il 2016 e il 2020 a suggellare un quadriennio fantastico. Tanto da diventare uno degli idoli del popolo bianconero. Non a caso era stato ribattezzato “il pianista” per la melodia di gioco brillante e piacevole che sapeva dare alla squadra con le sue giocate. Il leader di una mediana che dal suo addio fatica ancora a trovare un architetto in grado di alzare il livello a suon di verticalizzazioni illuminati. Sono passati cinque anni e mezzo, eppure dopo la cessione di Pjanic al Barça nessuno è più riuscito a lasciare il segno in cabina di regia.

Con sette vittorie nelle ultime otto partite tra campionato e coppe in casa bianconera sono tornati ad ammiccare alla parola Scudetto. La vede possibile una remuntada tricolore? "La Juventus grazie al lavoro di Spalletti sta crescendo e migliorando gara dopo gara, pertanto non deve porsi limiti. La classifica è abbastanza corta e stanno tutte vicine. Quando sei e giochi alla Juve, devi puntare sempre in alto e al massimo".

Soprattutto con un Yildiz così… "Kenan è davvero bravo. Sta diventando un grande giocatore e ha tutto per essere un campione. Ha classe e talento: mi piace molto".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, Pjanic non ha dubbi: "Prendi Tonali"

Domanda difficile: non è che manca uno come lei all’attuale rosa della Juve? "Forse in mezzo al campo qualcosa servirebbe. Un Pjanic potrebbe dare una mano (ride, ndr)".

Se fosse nella dirigenza bianconera, su chi punterebbe per rinforzare il centrocampo? "Non ho dubbi: prenderei subito Sandro Tonali. È fortissimo e sarebbe l’elemento perfetto. A questa Juve manca proprio uno come lui in mezzo al campo".

Cosa intende? "Tonali ha forza, temperamento, legge l’azione e sa impostare il gioco. Dovessero riuscire a riportarlo in Italia, sarebbe un grandissimo colpo per la Juve".

C’è in giro un nuovo Pjanic o perlomeno un centrocampista che le ha rubato l’occhio? "Quello che in questo momento preferisco e mi piace tanto è Pedri del Barcellona: sta facendo cose straordinarie".

Tra gli italiani o in Serie A invece? "Dico ancora Tonali: oggi è il centrocampista italiano più forte in circolazione".

Lo sa che qualche settimana fa quando è andato in vista alla Continassa sui social molti tifosi bianconeri invocavano il suo ritorno per il centrocampo? "Ho letto (sorride, ndr). Ma ormai io ho smesso: adesso mi godo il bimbo e faccio il papà".

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Pjanic sugli anni alla Juve

Sappiamo che ha scelto Dubai come residenza, ma cosa ci sarà nel suo futuro: una panchina o la scrivania da dirigente? O magari vestirà i panni del procuratore come si sussurrava un po’ di tempo fa… "Ormai sono tre anni che ho deciso di vivere qui. Sono felice. Dubai è bellissima e si sta davvero bene. Stanno facendo cose fantastiche in tutti i settori e questo bellissimo evento del World Sports Summit lo testimonia. Cosa farò io da grande? Non lo so, onestamente non ho ancora deciso. Ci penserò bene e con calma. Non ho fretta".

Magari la rivedremo in Italia tra un po’ e in qualche nuova veste… "Può essere. Chissà. Sicuramente spero di tornare presto a trovare amici ed ex compagni. Mi piacerebbe anche andare a vedere la Juve allo stadio".

A proposito: la sua è stata una delle Juventus più belle e forti degli ultimi cinquant’anni. Se sul rettangolo verde sappiamo tutto di voi, fuori dal campo come andavano invece le cose? "Molto bene. Eravamo davvero un bel gruppo, di quelli molto affiatati. Stavamo bene insieme, infatti tuttora spesso capita di sentirci tra di noi. Siamo rimasti in contatto e abbiamo mantenuto un bel legame".

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Pjanic su Allegri, Spalletti e la Roma

In panchina c’era quel Max Allegri che ora ha fatto rinascere il Milan. Si aspettava potesse avere un impatto del genere al timone dei rossoneri? "Ne ero sicuro. Allegri è una garanzia per chi vuole arrivare in alto. Fa stare bene i giocatori e rendere al massimo le squadre che allena. È un grande allenatore e chi ce l’ha, se lo tiene stretto".

La Juve deve mangiarsi le mani per esserselo fatto sfuggire? "Dopo otto anni forse il ciclo in bianconero era ormai finito, ma il valore di Max non si discute. Adesso però con Spalletti la Juve è in buone mani".

Infine uno sguardo anche alla Roma, con la quale partì la sua avventura italiana. Dopo anni di alti e bassi ora i giallorossi sono tornati ad occupare posizioni importanti. "Sono contento di rivedere la Roma in alto. Quest’anno stanno facendo bene e auguro loro di continuare cosi. Fin da inizio stagione mi aspettavo questo tipo di percorso e crescita: se prendi uno dei migliori allenatori in circolazione come Gasperini, diventa probabile riuscirci".

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Il sorriso che mostra nei saloni della Madinat Jumeirah Arena a Dubai, dov’era presente per la prima edizione del World Sports Summit, è quello di chi la sa lunga. E non potrebbe essere altrimenti per chi conosce molto bene il tecnico di Certaldo. Quel Luciano Spalletti il cui avvento al timone della formazione bianconera sembra aver, radicalmente, mutato gli scenari stagionali della Juve. Almeno secondo l’ex numero 5 bianconero: "La risalita della Juve in classifica non mi ha affatto sorpreso, anzi posso dire che me lo aspettavo con l’arrivo di Spalletti. Luciano a questi livelli è una garanzia. Ce ne sono pochi bravi come lui. Fa la differenza". Parola di Miralem Pjanic. Uno che il valore della maglia bianconera lo conosce bene e soprattutto sa come si vince. D’altronde la bacheca del regista bosniaco con la Signora parla chiaro: 4 scudetti, 2 Supercoppe Italiane e 2 Coppe Italia tra il 2016 e il 2020 a suggellare un quadriennio fantastico. Tanto da diventare uno degli idoli del popolo bianconero. Non a caso era stato ribattezzato “il pianista” per la melodia di gioco brillante e piacevole che sapeva dare alla squadra con le sue giocate. Il leader di una mediana che dal suo addio fatica ancora a trovare un architetto in grado di alzare il livello a suon di verticalizzazioni illuminati. Sono passati cinque anni e mezzo, eppure dopo la cessione di Pjanic al Barça nessuno è più riuscito a lasciare il segno in cabina di regia.

Con sette vittorie nelle ultime otto partite tra campionato e coppe in casa bianconera sono tornati ad ammiccare alla parola Scudetto. La vede possibile una remuntada tricolore? "La Juventus grazie al lavoro di Spalletti sta crescendo e migliorando gara dopo gara, pertanto non deve porsi limiti. La classifica è abbastanza corta e stanno tutte vicine. Quando sei e giochi alla Juve, devi puntare sempre in alto e al massimo".

Soprattutto con un Yildiz così… "Kenan è davvero bravo. Sta diventando un grande giocatore e ha tutto per essere un campione. Ha classe e talento: mi piace molto".

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