Juve-Cremonese, la probabile formazione di Spalletti: chi rientra e chi finisce in panchina

Dopo la convincente vittoria contro il Sassuolo i bianconeri devono confermarsi per non perdere la scia delle squadre in vetta: le possibili scelte dell'allenatore

Di corsa. E col sorriso. La Juve si è ritrovata come squadra a Reggio Emilia e adesso prova a sfruttare nuovamente la scia giusta, quella che può portare ad altri punti, nuove situazioni, differenti soluzioni. Con la Cremonese non c’è altra strada se non quella della vittoria e dei tre punti: sarebbero determinanti non solo per blindare il quarto posto - mantenendosi lì, con Como e Roma, in attesa dei rispettivi risultati - ma anche per provare a portarsi più in là con le ambizioni. Tutto dipende però dai bianconeri, da quello che saranno in grado di fare da qui alle prossime partite. E molto dipende poi da Spalletti, la cui cura è stata decisiva per rivitalizzare la Juventus e cambiare drasticamente l’aria attorno alla Continassa, dove ieri è iniziata la marcia in direzione campionato. E con un elemento in più: Lloyd Kelly ha partecipato parzialmente alla seduta con i compagni, ancora a parte invece ha lavorato Francisco Conceiçao.

Le opzioni di Spalletti

L’inglese dunque vede concretamente la convocazione per la sfida di lunedì sera con i grigiorossi, sul portoghese invece resistono più dubbi, ma proverà a tornare ad allenarsi in extremis per strappare una possibilità di minutaggio, così da tenersi pronto e soprattutto in condizione per le prossime - sulla carta più probanti - partite. Va gestito, Chico. In fondo è tutto lì. Ché dopo la Cremonese ci sarà la trasferta di Cagliari, poi lo scontro diretto con il Napoli e riparte pure la Champions League. Insomma: ci sarà bisogno assolutamente di lui e dei suoi strappi, quelli su cui Spalletti conta per dare un’ulteriore svolta, per cambiare le corde offensive di una Juve comunque più bella, più efficace, finalmente forte e consapevole di esserlo. Nel 4-2-3-1 ormai battezzato dal tecnico, Conceiçao è l’esterno titolare a destra. Del resto, Zhegrova non ha mai dato modo di testare realmente la tenuta sui novanta minuti, e tutte le altre situazioni, McKennie in primis, priverebbero la squadra dell’elemento più impattante di tutti: la superiorità numerica, la stessa che Chico puntualmente garantisce.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Kelly spinge Koopmeiners verso la panchina 

Allora, tutti in attesa. E Spalletti più degli altri. L’alternativa sarebbe appunto l’americano, magari con Miretti alle spalle della punta e di nuovo Yildiz che parte da sinistra, perciò David da prima punta. Come l’attacco, anche il centrocampo sembra decisamente definito: Thuram e Locatelli rappresentano le certezze più granitiche per temperamento e qualità. Mentre in difesa, con Cambiaso da una parte e Kalulu dall’altra, Kelly insidia Koopmeiners al fianco di Bremer. Che non riposerà. Non può farlo. Aspetterà verosimilmente il rientro di uno tra Gatti (meno di un paio di settimane) e Rugani (si rivedrà a Febbraio). Nell’ultima seduta, Lucio ha inoltre aggregato una serie di giocatori dalle giovanili: oltre alla conferma del centrale Pedro Felipe - che rimarrà aggregato fino al rientro dei due difensori di piede destro -, c’erano Ceppi (2008), Gielen (2008), Mazur (2007) e Perotti (2003). Hanno rimpolpato il gruppo e permesso all’allenatore di provare le prime situazioni in vista della Cremonese. Ancora allo stesso modo, sempre con l’ultima, nuova veste. Evidentemente la più efficace.

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Di corsa. E col sorriso. La Juve si è ritrovata come squadra a Reggio Emilia e adesso prova a sfruttare nuovamente la scia giusta, quella che può portare ad altri punti, nuove situazioni, differenti soluzioni. Con la Cremonese non c’è altra strada se non quella della vittoria e dei tre punti: sarebbero determinanti non solo per blindare il quarto posto - mantenendosi lì, con Como e Roma, in attesa dei rispettivi risultati - ma anche per provare a portarsi più in là con le ambizioni. Tutto dipende però dai bianconeri, da quello che saranno in grado di fare da qui alle prossime partite. E molto dipende poi da Spalletti, la cui cura è stata decisiva per rivitalizzare la Juventus e cambiare drasticamente l’aria attorno alla Continassa, dove ieri è iniziata la marcia in direzione campionato. E con un elemento in più: Lloyd Kelly ha partecipato parzialmente alla seduta con i compagni, ancora a parte invece ha lavorato Francisco Conceiçao.

Le opzioni di Spalletti

L’inglese dunque vede concretamente la convocazione per la sfida di lunedì sera con i grigiorossi, sul portoghese invece resistono più dubbi, ma proverà a tornare ad allenarsi in extremis per strappare una possibilità di minutaggio, così da tenersi pronto e soprattutto in condizione per le prossime - sulla carta più probanti - partite. Va gestito, Chico. In fondo è tutto lì. Ché dopo la Cremonese ci sarà la trasferta di Cagliari, poi lo scontro diretto con il Napoli e riparte pure la Champions League. Insomma: ci sarà bisogno assolutamente di lui e dei suoi strappi, quelli su cui Spalletti conta per dare un’ulteriore svolta, per cambiare le corde offensive di una Juve comunque più bella, più efficace, finalmente forte e consapevole di esserlo. Nel 4-2-3-1 ormai battezzato dal tecnico, Conceiçao è l’esterno titolare a destra. Del resto, Zhegrova non ha mai dato modo di testare realmente la tenuta sui novanta minuti, e tutte le altre situazioni, McKennie in primis, priverebbero la squadra dell’elemento più impattante di tutti: la superiorità numerica, la stessa che Chico puntualmente garantisce.

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