Mingueza alla Juve, accordo trovato e sprint finale: perché è un affare per tutti

Ottolini, ancora in Spagna, spinge per chiudere la trattativa: per l’esterno del Celta Vigo pronto un contratto di 4 anni

Era l’idea ed è diventata la possibilità, quindi si è fatta blitz e infine si è trasformata in una vera e propria trattativa: sì, la Juventus è forte, fortissima su Oscar Mingueza. Club e giocatore sono più vicini alla chiusura rispetto a ieri, e lo saranno ancor di più quest’oggi, perché sono previsti ulteriori contatti per provare a definire in ogni dettaglio l’affare. Se non sarà a gennaio - la distanza su quest’eventualità è ancora ampia -, allora sarà a giugno. È questo, il grado di convinzione che aleggia attorno alla Continassa nei confronti dell’esterno spagnolo, cresciuto nel Barcellona e reduce da anni interessanti al Celta Vigo. Una scoperta pure da algoritmo, per quanto vagasse da tempo nei pensieri bianconeri, pur con altri dirigenti al comando. Il motivo? Ha pochi mesi di contratto, nessuna voglia di rinnovarlo, e in più primeggia su parecchi dati offensivi, gli stessi che Spalletti cerca nei suoi terzini. Insomma: sembra veramente un affare per tutti, e lo è totalmente dal punto di vista economico, perché l’accordo che le parti sono pronte a sigillare racconta l’inversione di tendenza juventina sul fronte acquisti e in generale sui costi della squadra.

Incastro perfetto

E allora l’incastro di Mingueza sarebbe pressoché perfetto, poiché andrebbe a guadagnare poco più di un milione di euro, comunque il doppio rispetto ai 600mila euro (netti) che gli garantisce adesso il Celta Vigo, con il quale ci sono stati sempre pochi margini per allungare l’accordo in essere, nonostante le insistenze del club galiziano. Per adesso, gli spagnoli resistono davanti alla richiesta (legittima) della Juventus di anticipare i tempi, di prenotare il giocatore non soltanto per la prossima stagione, ma per averlo in questi mesi, di fatto già in questi giorni. Del resto, la necessità bianconera è palese, lo stesso allenatore non ne ha fatto mistero davanti nel pubblico delle telecamere e nel segreto delle stanze in cui si decidendo il mercato bianconero. È passata quasi una settimana dall’ultimo vertice tra Spalletti e i dirigenti, andato in scena venerdì scorso: le richieste da allora non sono cambiate, e si erano ugualmente “limitate” alla copertura dei limiti di rosa. Il primo colpo da fare: un vice Yildiz; il secondo, ed evidentemente il più semplice, un esterno destro e basso, in grado di dare il cambio a Pierre Kalulu, che con Lucio le ha giocate veramente tutte. Per questo motivo Ottolini si è mosso in prima persona, andando in Spagna a visionare Mingueza dal vivo dopo i report ricevuti a Torino. Del giocatore ha apprezzato la propensione offensiva e la qualità nelle sovrapposizioni, un fattore al momento meno presente nella Juve, dal quale sarebbe possibile sviluppare più soluzioni con lo spagnolo in rosa.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve-Mingueza, la trattativa

Un tentativo, perciò, lo si farà subito, praticamente in queste ore, quelle in cui la società si augura di scavalcare il muro costruito dal Celta Vigo. E così: un’offerta di poco superiore ai 3 milioni di euro, di cui la metà da destinare al Barcellona, in virtù del 50% sulla futura rivendita detenuto dai catalani. Potrebbe essere la svolta. Oppure il rischio è che tanto a Vigo quanto a Barcellona finiscano per rimanere a bocca asciutta, senza neanche un indennizzo per lasciar andare a cuor leggero Mingueza, l’uomo che la Juve ha scelto in tutto: per i numeri di campo, per quelli economici, per un discorso pure futuro (è un classe 1999). Non è poco, anzi: è la perfetta sintesi di come sarà il mercato da qui in avanti, senza bagordi o stravizi, ma con oculatezza e raziocinio. Certo, anche con qualche rischio in più, che per quanto calcolato va ugualmente inserito nelle eterne liste dei pro e dei contro. Intanto, il primo dei due colpi per Spalletti sembra davvero a un passo, e quest’ultimo determinerà praticamente la tempistica: ora - pagando un indennizzo - oppure a giugno, prendendolo a zero. Sceglierà il Celta. 

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Era l’idea ed è diventata la possibilità, quindi si è fatta blitz e infine si è trasformata in una vera e propria trattativa: sì, la Juventus è forte, fortissima su Oscar Mingueza. Club e giocatore sono più vicini alla chiusura rispetto a ieri, e lo saranno ancor di più quest’oggi, perché sono previsti ulteriori contatti per provare a definire in ogni dettaglio l’affare. Se non sarà a gennaio - la distanza su quest’eventualità è ancora ampia -, allora sarà a giugno. È questo, il grado di convinzione che aleggia attorno alla Continassa nei confronti dell’esterno spagnolo, cresciuto nel Barcellona e reduce da anni interessanti al Celta Vigo. Una scoperta pure da algoritmo, per quanto vagasse da tempo nei pensieri bianconeri, pur con altri dirigenti al comando. Il motivo? Ha pochi mesi di contratto, nessuna voglia di rinnovarlo, e in più primeggia su parecchi dati offensivi, gli stessi che Spalletti cerca nei suoi terzini. Insomma: sembra veramente un affare per tutti, e lo è totalmente dal punto di vista economico, perché l’accordo che le parti sono pronte a sigillare racconta l’inversione di tendenza juventina sul fronte acquisti e in generale sui costi della squadra.

Incastro perfetto

E allora l’incastro di Mingueza sarebbe pressoché perfetto, poiché andrebbe a guadagnare poco più di un milione di euro, comunque il doppio rispetto ai 600mila euro (netti) che gli garantisce adesso il Celta Vigo, con il quale ci sono stati sempre pochi margini per allungare l’accordo in essere, nonostante le insistenze del club galiziano. Per adesso, gli spagnoli resistono davanti alla richiesta (legittima) della Juventus di anticipare i tempi, di prenotare il giocatore non soltanto per la prossima stagione, ma per averlo in questi mesi, di fatto già in questi giorni. Del resto, la necessità bianconera è palese, lo stesso allenatore non ne ha fatto mistero davanti nel pubblico delle telecamere e nel segreto delle stanze in cui si decidendo il mercato bianconero. È passata quasi una settimana dall’ultimo vertice tra Spalletti e i dirigenti, andato in scena venerdì scorso: le richieste da allora non sono cambiate, e si erano ugualmente “limitate” alla copertura dei limiti di rosa. Il primo colpo da fare: un vice Yildiz; il secondo, ed evidentemente il più semplice, un esterno destro e basso, in grado di dare il cambio a Pierre Kalulu, che con Lucio le ha giocate veramente tutte. Per questo motivo Ottolini si è mosso in prima persona, andando in Spagna a visionare Mingueza dal vivo dopo i report ricevuti a Torino. Del giocatore ha apprezzato la propensione offensiva e la qualità nelle sovrapposizioni, un fattore al momento meno presente nella Juve, dal quale sarebbe possibile sviluppare più soluzioni con lo spagnolo in rosa.

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