Pagina 2 | Danilo cuore Juve, il retroscena McKennie: “Mettitelo in testa”. E i figli svelano tutto…

Un ritorno che è andato oltre i novanta minuti, il risultato e il tempo. Danilo è rientrato allo Stadium e il cuore corre più veloce della memoria, tra applausi, silenzi e sguardi che raccontano ciò che le parole faticano a spiegare. La Juventus non è stata solo una maglia, ma un legame che resta anche quando le strade si separano. C’è l’orgoglio, c’è la gratitudine, c’è quell’amarezza mai del tutto sopita per un addio non scelto. Ma soprattutto c’è il rispetto per una storia che pesa sulle spalle e riempie l’anima. Perché certi amori non finiscono: si trasformano, ma continuano a battere forte. E queste emozioni lui le ha raccontate a Rakuten Tv su Juventus Play

Danilo e l'emozione del ritorno allo Stadium

Proprio Danilo inizia con il momento del ritorno all'Allianz: "In alcuni momenti pensavo di non farcela perché la stagione è lunga e difficile ma poi quando entravo in campo la gente spingeva e le energie arrivavano. Il ritorno allo Stadium è stato un giorno speciale per me". Sulla fascia di capitano: "Ha significato tanto perché poi uno deve capire che la Juve non è un club qualsiasi, ma è uno dei più importanti al mondo e ha una storia alle spalle che ti spinge a fare bene e rispettare certi valori. Rappresentare questa storia e valori come capitano me la porterò sempre dentro e spero che la gente sappia che ho sempre dato tutto con il cuore"

Cos'è la Juve e i punti di riferimento 

Sui punti di riferimento: "Ovunque sono stato ho provato a essere d'aiuto per i compagni e la gente. Qui alla Juventus ho dovuto imparare questa cosa di giocare per una maglia, per questi colori con gente come Buffon, Chiellini, Bonucci, Alex Sandro, Cuadrado, Dybala... ragazzi qui da tanto tempo e io vedevo in loro questo riferimento. Quando sono andati via ho capito che qualcuno doveva prendere questo posto e l'ho fatto naturalmente, qua mi sono e mi sento molto bene. Sembra un giorno normale per me alla Continassa: andare in mensa, nello spogliatoio e sembra che non me ne sono mai andato". E continua: "Fuori dal campo sono sempre stato uno che provava ad ascoltare compagni e la gente attorno. Tante persone pensano che i capitani, i leader devono sempre parlare ma ogni tanto al contrario, anche ascoltare le persone. Parlavo quando c'era bisogno di farlo e portavo rispetto a compagni e tifosi. In campo ho sempre provato a dare tutto, non tutte le partite puoi essere al massimo, è normale, ma la determinazione e la cattiveria quelle non possono mancare, soprattutto nella Juventus. Questa è la cosa più importante che ho capito dai calciatori menzionati prima".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Danilo: "Ho imparato a giocare per questi colori"

Danilo poi apre il cuore e racconta cosa ha rappresentato la Juve: "È la squadra più importante della mia carriera, della mia vita, perché come ho detto ho imparato a giocare veramente per questi colori, per questa maglia. Non perché mi piaceva giocare a calcio, non perché è la mia professione, non perché è il mio lavoro, ma perché uno ama un posto, uno ama una maglia, uno si vede in quei colori sempre così bene e quello ho imparato, quindi è la squadra più importante della mia carriera. Portare i miei figli allo stadio, che sono cresciuti anche qua, per loro non dovevamo più tornare in Brasile (ride ndr), vedere che la gente mi salutava così con tanto affetto, per la mia vita personale è un qualcosa veramente importante che non dimenticheremo mai".

Il momento più bello alla Juve e la responsabilità

Un momento bello alla Juve: "Ce ne sono stati tanti ma sicuramente l'ultima Coppa Italia, ha significato tanto per come l'abbiamo vinta con grinta e determinazione, come il popolo juventino ha esultato. Quando penso ai momenti felici dico quello". Una parola per la Juve: "Passione. Perché anche nei momenti brutti uno deve vivere con naturalezza e io vivevo sempre con passione. Anche i momenti difficili li vivevo come opportunità per cambiare le cose e aiutare per portare avanti tutto. Senza passione uno non ce la fa". Sulla responsabilità: "È l'unico modo per portare avanti una squadra come la Juventus che ha una storia grandissima dietro. Ognuno deve prendersi le sue, poi c'è chi ne deve prendere di più e chi meno per avere un po' più di leggerezza in alcuni calciatori però tutti devono prendersele e capire bene il ruolo da sviluppare all'interno di un gruppo".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

McKennie e Locatelli i nuovi riferimenti

Sui giovani e i valori trasmessi: "Oggi vedo gente come Gatti, Locatelli che poi sono i riferimenti in questo momento per la squadra e sono quelli a cui ho avuto la possibiità di trasmettere questi valori ma sapevano già sapevano cosa significava la Juventus. Più difficile è portare questi valori agli stranieri perché magari non capiscono bene cosa sia la Juve ma oggi vedo gente come Yildiz o McKennie, a cui ho detto 'Wes tu puoi diventare un calciatore importante qua' e deve mettersi questa cosa in testa. Vederlo oggi stare sul pezzo, corre, si impegna e segna, quella è stata la gioia più grande, riuscire a trasmettergli questi valori". Sul traguardo delle presenze con la Juve: "Non si dimentica mai nella vita e nella carriera. Questi sono tempi non facili per la Juventus, di cambiamenti, ma vedo in loro (Locatelli e McKennie ndr) la voglia di continuare a migliorare provando e riprovando, sostengono i compagni. La gente tante volte è delusa ma vedere che questi ragazzi non mollano, anche nei momenti brutti, è qualcosa di importante. Quando si vince sempre c'è più gioia, tutti vogliono vincere, ma rimanere sul pezzo e concentrati non è facile e soprattutto non è scontato, devo fare i complimenti a loro due".

Stile Juve

Sullo stile Juve: "Io qua ho trovato dei valori come nella mia famiglia, quello che ho imparato a casa dai miei genitori: resilienza, focus sul lavoro, ogni giorno fare le cose per bene e stare lontano dalle polemiche. Lavorare senza parlare tanto portando risultati. Poi anche lavorare come una famiglia, uno per l'altro in campo tra calciatori, staff e dipendenti che sono attorno alla squadra". Sull'importanza della disciplina e il sacrificio: "Contano al 100%. Il sacrificio c'è sempre, i dolori, la fatica, lasciare dietro la propria famiglia per dedicarsi alla Juventus, al lavoro, è il principale. Per la mia esperienza, io cercavo essere presente anche nei giorni in cui non c'era da fare niente"

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Il messaggio ai tifosi

A chiudere il messaggio ai tifosi: "Come detto, ringrazio per la possibilità di aver potuto dire grazie di persona. Loro mi hanno dato la spinta di fare sempre meglio. Per il futuro devono tenere la speranza che le cose possano sempre migliorare perché vedo la squadra, il mister, gente come Giorgio (Chiellini ndr) che hanno voglia di riportare la Juve a fare risultati importanti. Chiedo a loro di stare vicino alla squadra perché è l'unico modo per riportare la Juve a vincere, come ha sempre fatto nella sua storia. La cosa che mi rende più orgoglioso è tornare qua e ricevere l'abbraccio di tutto il mondo Juve: compagni, tifosi, addetti alla sicurezza e chi lavora qui ogni giorno che hanno visto il mio lato meno lucido ma non hanno mai smesso di essere al mio fianco. Qua mi fanno sentire sempre a casa mia"

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Danilo: "Ho imparato a giocare per questi colori"

Danilo poi apre il cuore e racconta cosa ha rappresentato la Juve: "È la squadra più importante della mia carriera, della mia vita, perché come ho detto ho imparato a giocare veramente per questi colori, per questa maglia. Non perché mi piaceva giocare a calcio, non perché è la mia professione, non perché è il mio lavoro, ma perché uno ama un posto, uno ama una maglia, uno si vede in quei colori sempre così bene e quello ho imparato, quindi è la squadra più importante della mia carriera. Portare i miei figli allo stadio, che sono cresciuti anche qua, per loro non dovevamo più tornare in Brasile (ride ndr), vedere che la gente mi salutava così con tanto affetto, per la mia vita personale è un qualcosa veramente importante che non dimenticheremo mai".

Il momento più bello alla Juve e la responsabilità

Un momento bello alla Juve: "Ce ne sono stati tanti ma sicuramente l'ultima Coppa Italia, ha significato tanto per come l'abbiamo vinta con grinta e determinazione, come il popolo juventino ha esultato. Quando penso ai momenti felici dico quello". Una parola per la Juve: "Passione. Perché anche nei momenti brutti uno deve vivere con naturalezza e io vivevo sempre con passione. Anche i momenti difficili li vivevo come opportunità per cambiare le cose e aiutare per portare avanti tutto. Senza passione uno non ce la fa". Sulla responsabilità: "È l'unico modo per portare avanti una squadra come la Juventus che ha una storia grandissima dietro. Ognuno deve prendersi le sue, poi c'è chi ne deve prendere di più e chi meno per avere un po' più di leggerezza in alcuni calciatori però tutti devono prendersele e capire bene il ruolo da sviluppare all'interno di un gruppo".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus