David: “Juve, dammi tempo! Le parole forti di Spalletti e cosa ho sentito dopo il rigore col Lecce"

L'attaccante canadese e la sua voglia di incidere con la Vecchia Signora: "Successo anche al Lille. En-Nesyri? Non ho problemi"
Zhegrova e David si sfidano, Spalletti indica la via e Chiellini osserva la Juve

"Non mi sono pentito della scelta che ho fatto e la rifarei. Il tempo metterà a posto le cose" - così Jonathan David a Repubblica, dopo la prima parte di stagione complicata con la Juve. Il canadese ha segnato per ora solo cinque gol, meno rispetto alle medie degli scorsi anni al Lille, ma l'attaccante ha anche spiegato il motivo. Tanta voglia di fare meglio e regalare qualche gioia ai tifosi bianconeri: la punta ha questo obiettivo per il 2026 e non teme la concorrenza di En-Nesyri, molto vicino alla Vecchia Signora.

David e l'ambientamento Juve

"Alla Juve mi sto ambientando: il calcio è molto diverso da quello francese. È come cambiare scuola, devi imparare a conoscere i compagni. Anche a Lille all'inizio faticai: segnai tre goal nei primi sei mesi, più o meno come qui. A fine anno però diventarono 13 e la stagione successiva ne feci più di 20" - ha spiegato l'attaccante canadese. Poi ha aggiunto: "Sono cosciente di non aver rispettato le aspettative. Io sono paziente, ma la Juventus non può esserlo perché i risultati non possono aspettare. Sto cercando di accelerare i tempi".

Il rigore contro il Lecce

David ha poi affrontato anche un tema spinoso come il rigore sbagliato contro il Lecce: "Quel rigore me lo sono lasciato subito alle spalle: non ero dispiaciuto per me ma perché è costato la vittoria". Poi ha parlato anche del bel gesto nella partita successiva contro il Sassuolo, con l'abbraccio da parte di tutta la squadra e l'allenatore: "C'è stata quella festa collettiva per il mio goal: è stata istintiva ma non mi ha sorpreso, perché prima della partita Spalletti aveva detto parole forti che avevano unito il gruppo. Ho apprezzato molto quel momento".

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

L'arrivo di En-Nesyri e la concorrenza

David ha poi affrontato il possibile arrivo di En-Nesyri con molta serenità: "Non sono venuto qui per essere intoccabile. La continuità aiuta molto, ma il posto bisogna guadagnarselo con le prestazioni. Non avrei problemi a giocare con un'altra punta, la cosa più importante è conoscersi: è questo il processo che devo ancora completare. Bisogna arrivare al punto in cui sai sempre dove ti arriverà il pallone senza bisogno di pensare e il tuo compagno sa dove servirti senza guardare. Spalletti lavora molto su questo tipo di connessioni, che per diventare perfette hanno bisogno di più di un anno insieme. A Lille avevo questa intesa con Zhegrova, che qui non ha ancora mostrato quello che può fare. Ha avuto tanti problemi fisici: a volte riesce ad allenarsi al meglio e altre no".

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"Non mi sono pentito della scelta che ho fatto e la rifarei. Il tempo metterà a posto le cose" - così Jonathan David a Repubblica, dopo la prima parte di stagione complicata con la Juve. Il canadese ha segnato per ora solo cinque gol, meno rispetto alle medie degli scorsi anni al Lille, ma l'attaccante ha anche spiegato il motivo. Tanta voglia di fare meglio e regalare qualche gioia ai tifosi bianconeri: la punta ha questo obiettivo per il 2026 e non teme la concorrenza di En-Nesyri, molto vicino alla Vecchia Signora.

David e l'ambientamento Juve

"Alla Juve mi sto ambientando: il calcio è molto diverso da quello francese. È come cambiare scuola, devi imparare a conoscere i compagni. Anche a Lille all'inizio faticai: segnai tre goal nei primi sei mesi, più o meno come qui. A fine anno però diventarono 13 e la stagione successiva ne feci più di 20" - ha spiegato l'attaccante canadese. Poi ha aggiunto: "Sono cosciente di non aver rispettato le aspettative. Io sono paziente, ma la Juventus non può esserlo perché i risultati non possono aspettare. Sto cercando di accelerare i tempi".

Il rigore contro il Lecce

David ha poi affrontato anche un tema spinoso come il rigore sbagliato contro il Lecce: "Quel rigore me lo sono lasciato subito alle spalle: non ero dispiaciuto per me ma perché è costato la vittoria". Poi ha parlato anche del bel gesto nella partita successiva contro il Sassuolo, con l'abbraccio da parte di tutta la squadra e l'allenatore: "C'è stata quella festa collettiva per il mio goal: è stata istintiva ma non mi ha sorpreso, perché prima della partita Spalletti aveva detto parole forti che avevano unito il gruppo. Ho apprezzato molto quel momento".

 

 

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