Juve-Galatasaray in Champions: Osimhen, Icardi, l'ex e tante facce da Serie A ricordando la neve...

I bianconeri sfidano i turchi ai playoff e gli intrecci tra le squadre sono molti: dal legame dei bomber con Spalletti a un ricordo amaro per la Vecchia Signora

"Mamma, li turchi!" potrebbe esclamare qualcuno. Niente incursioni dei pirati saraceni e ottomani sulle coste, tranquilli. A Torino arriverà il Galatasaray per i playoff di Champions League. Un inferno umano e una squadra cresciuta grazie a colpi come Osimhen e Sané. E a proposito del bomber nigeriano, Spalletti lo riabbraccerà, questa volta però da nemico. Uno come lui sarebbe perfetto per la Vecchia Signora, ma ora se lo ritrova come avversario e ora dovrà capire come ingabbiarlo. Le storie e gli incroci tra i due club sono molti. Dal calore dei tifosi al gelo e la mente non può che volare alla nevicata del 2013. Un brutto ricordo. Ora i juventini sperano in una narrazione migliore.

Gli ex Serie A al Galatasaray

Il Galatasaray è un porto sicuro per gli ex Serie A. Basta dare uno sguardo alla rosa per capirlo. Ma non è l'unico vantaggio che ha la squadra di Buruk. I turchi sono un cliente scomodo da affrontare soprattutto a casa, un vero e proprio inferno. La Juve conosce bene l'atmosfera del Rams Park, così come i giocatori avversari conoscono bene i bianconeri, a partire da Singo e Lemina. Il primo affrontato da avversario in diversi derby della Mole per il suo passato al Torino, il secondo invece è il grande ex avendo vestito la maglia della Vecchia Signora per due stagioni. Non ha avuto molto spazio alla Vecchia Signora ma è stato a stretto contatto con i campioni di allora. Non solo loro, però, perché in squadra il Gala ha anche Torreira, centrocampista di qualità e quantità, ma anche due attaccanti molto pericolosi come Osimhen e Icardi, entrambi legati a Spalletti. L'ultimo arrivato dal mercato di gennaio è Noa Lang e l'ex Napoli può essere inserito nella lista proprio a partire dagli spareggi. 

Spalletti e il rapporto con Osimhen e Icardi

Crescita: questa è la parola chiave nel vocabolario calcistico di Spalletti. Tutti i calciattori sono migliorati con i suoi insegnamenti. E ora contro troverà i suoi due bomber del passato: Osimhen e Icardi, anche se con l'argentino si sono lasciati in modo pessimo. L'ex Inter con Luciano ha collezionato 73 presenze e 46 gol, un vero e proprio cecchino, di quelli che servirebbero ora all'allenatore della Vecchia Signora. Poi la rottura, i problemi con Wanda, la trattativa per fargli indossare la maglia e poi l'inevitabile addio, con la fascia tolta e passata ad Handanovic. Una storia lunga. Ma pensiamo ai gol, ha segnato in tutti i modi e anche perché grazie al gioco di Spalletti di palloni gliene arrivavano tanti. Con Osimhen è stato lo stesso: 71 presenze e 49 gol e ovviamente anche un grande scudetto vinto da protagonista nel 2023. Il nigeriano al momento è il titolare lì davanti. La Juve avrà contro un cliente scomodo. "Come quello del Monaco, lo avete visto?" ha ribadito più volte il mister bianconero dopo la partita, riferendosi a Balogun. Sa cosa lo attenderà.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

L'ex Lemina: alla Juve quattro trofei

Facciamo un tuffo nel passato. Mario Lemina è un volto che i tifosi della Juventus ricordano bene. Arrivato a Torino giovanissimo, tra il 2015 e il 2017 ha contribuito a un ciclo vincente fatto di due scudetti e due Coppe Italia. In bianconero ha collezionato 42 presenze e 3 gol, compreso il primo segnato nella sfida persa contro il Napoli. Nel suo palmarès anche una finale di Champions League, persa contro il Real Madrid. Acquistato con grandi aspettative, ha poi salutato la Serie A per crescere in Premier League. Oggi Lemina è un centrocampista più maturo e consapevole. Qualità ed esperienza che possono fare la differenza in un club ambizioso come il Galatasaray.

Percorso Champions del Galatasaray

La voglia di crescita del club è tanta, ma la Champions del Galatasaray non è iniziata nel migliore dei modi con quel 5-1 subito in casa dell'Eintracht Francoforte. Ma i turchi sono riusciti a risollevarsi subito con tre vittorie consecutive, utili a formare poi la classifica con cui poi ha chiuso la fase a campionato. L'1-0 contro il Liverpool è senza dubbio il risultato più prestigioso, ma anche il pari con l'Atletico del 22 gennaio ha permesso di trovare la qualificazione ai playoff della Champions. Tre sconfitte, l'ultima con il City, e un pari nell'ultimo periodo nella competizione che sottolineano le difficoltà di un percorso non troppo lineare, ma resta comunque una formazione ostica da affrontare. 

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Come gioca il Galatasaray

Okan Buruk utilizza il 4-2-3-1 come modulo di riferimento con una mediana di sostanza e qualità con Lemina e Gundogan a fare da diga ma con capacità di impostare il gioco e far girare la palla con velocità. Sané a destra e con ogni probabilità Noa Lang a sinistra sono due esterni in grado di giocare a piede invertito, bravi nel dribbling, veloci e pericolosi anche nelle possibili ripartenze. Davanti l'alternanza con Osimhen e Icardi: due centravanti diversi ma con un grande fiuto del gol. Più rapido e veloce il nigeriano, più da area di rigore l'argentino ma in ugual modo da temere per le loro capacità fisiche e tecniche. Insomma, è una squadra che può giocare un calcio moderno che sa quali sono i suoi limiti ma allo stesso tempo prova a portare la partita sui binari a loro più congeniali. 

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Precedenti con la Juve e quella sconfitta del 2013

I precedenti non sorridono ai bianconeri: sei confronti, una sola vittoria. Era il 17 settembre 2003, un 2-1 firmato da Del Piero. Per il resto, tre sconfitte e due pareggi. Indimenticabile, per i tifosi juventini, la sfida del dicembre 2013. Il 10 dicembre una nevicata imponente ha costretto alla sospensione dopo 31 minuti. Il giorno seguente lo scenario è stato quasi irreale, tra attese e incertezze. Il campo è stato ripulito in modo disomogeneo dalle squadre di manutenzione. Una metà perfettamente sistemata, l’altra appena liberata dalle linee. Alla ripresa la situazione è peggiorata ulteriormente e si è giocato in un vero e proprio 'campo di patate'. Il terreno è risultato pesante e irregolare proprio dove la Juve avrebbe dovuto attaccare. All’85’, il gol di Sneijder ha sancito l’eliminazione e la discesa in Europa League dei bianconeri. Un brutto ricordo. E ora la Juve spera in un epilogo diverso.

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"Mamma, li turchi!" potrebbe esclamare qualcuno. Niente incursioni dei pirati saraceni e ottomani sulle coste, tranquilli. A Torino arriverà il Galatasaray per i playoff di Champions League. Un inferno umano e una squadra cresciuta grazie a colpi come Osimhen e Sané. E a proposito del bomber nigeriano, Spalletti lo riabbraccerà, questa volta però da nemico. Uno come lui sarebbe perfetto per la Vecchia Signora, ma ora se lo ritrova come avversario e ora dovrà capire come ingabbiarlo. Le storie e gli incroci tra i due club sono molti. Dal calore dei tifosi al gelo e la mente non può che volare alla nevicata del 2013. Un brutto ricordo. Ora i juventini sperano in una narrazione migliore.

Gli ex Serie A al Galatasaray

Il Galatasaray è un porto sicuro per gli ex Serie A. Basta dare uno sguardo alla rosa per capirlo. Ma non è l'unico vantaggio che ha la squadra di Buruk. I turchi sono un cliente scomodo da affrontare soprattutto a casa, un vero e proprio inferno. La Juve conosce bene l'atmosfera del Rams Park, così come i giocatori avversari conoscono bene i bianconeri, a partire da Singo e Lemina. Il primo affrontato da avversario in diversi derby della Mole per il suo passato al Torino, il secondo invece è il grande ex avendo vestito la maglia della Vecchia Signora per due stagioni. Non ha avuto molto spazio alla Vecchia Signora ma è stato a stretto contatto con i campioni di allora. Non solo loro, però, perché in squadra il Gala ha anche Torreira, centrocampista di qualità e quantità, ma anche due attaccanti molto pericolosi come Osimhen e Icardi, entrambi legati a Spalletti. L'ultimo arrivato dal mercato di gennaio è Noa Lang e l'ex Napoli può essere inserito nella lista proprio a partire dagli spareggi. 

Spalletti e il rapporto con Osimhen e Icardi

Crescita: questa è la parola chiave nel vocabolario calcistico di Spalletti. Tutti i calciattori sono migliorati con i suoi insegnamenti. E ora contro troverà i suoi due bomber del passato: Osimhen e Icardi, anche se con l'argentino si sono lasciati in modo pessimo. L'ex Inter con Luciano ha collezionato 73 presenze e 46 gol, un vero e proprio cecchino, di quelli che servirebbero ora all'allenatore della Vecchia Signora. Poi la rottura, i problemi con Wanda, la trattativa per fargli indossare la maglia e poi l'inevitabile addio, con la fascia tolta e passata ad Handanovic. Una storia lunga. Ma pensiamo ai gol, ha segnato in tutti i modi e anche perché grazie al gioco di Spalletti di palloni gliene arrivavano tanti. Con Osimhen è stato lo stesso: 71 presenze e 49 gol e ovviamente anche un grande scudetto vinto da protagonista nel 2023. Il nigeriano al momento è il titolare lì davanti. La Juve avrà contro un cliente scomodo. "Come quello del Monaco, lo avete visto?" ha ribadito più volte il mister bianconero dopo la partita, riferendosi a Balogun. Sa cosa lo attenderà.

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