Kolo Muani fino alla fine: l'ultimo sì che manca, il pressing Juve, le alternative. E c'è Tottenham-City

I bianconeri pronti ad ereditare l’accordo trovato tra Parigi e Londra: cosa serve ancora per il ritorno che accontenterebbe Spalletti e tutto il gruppo squadra

TORINO - Dita incrociate. E altri contatti, nuovi vertici, ulteriori riflessioni. Sembrava un’altra giornata interlocutoria sul fronte Kolo Muani, ma la Juventus è riuscita comunque a fare dei passi in avanti, anche piuttosto concreti. I bianconeri ieri hanno avuto un contatto diretto con il Psg e in particolare con il ds Campos, dal quale è arrivato l’ok per la cessione in prestito del giocatore: il patto - come previsto - è che la Juve prenda in eredità l’accordo pattuito in estate con il Tottenham, un prestito oneroso che garantisca la copertura dell’ingaggio. Per il futuro? Semmai, si vedrà. Ottolini e Comolli hanno raccolto la risposta dei parigini come un ulteriore segnale di quanto la trattativa sia viva, non ancora da gettare alle ortiche. Perciò ci credono. Almeno finché si può.

Il nodo Tottenham e la posizione di Thomas Frank

L’ultima carta da scoprire rimane quella che Thomas Frank tiene saldamente stretta a sé: il tecnico degli Spurs - nuovamente in bilico - non ha mai dato il via libera all’addio di Muani, non senza un sostituto all’altezza, non senza avere più certezze in un reparto già privo di elementi fondamentali. Pertanto, questa sera schiererà il francese nel match contro il Manchester City, con ogni probabilità anche da titolare, provando così a sfruttare la scia del gol siglato in Champions all’Eintracht. Ecco, quel gol: un peso l’ha avuto, nelle riflessioni degli inglesi. Che con Kolo hanno trascorso sei mesi di pochi alti e molti bassi, ma covando ugualmente la convinzione di non aver visto ancora nulla del calciatore che aveva fatto innamorare il Paris Saint-Germain qualche anno fa, tanto da pagare la cifra record di 95 milioni di euro. Il segno dei tempi (e del percorso) indica però come la valutazione oggi sia praticamente un terzo, e basterebbe molto meno per prenderlo in affitto fino a fine anno: circa 1 milione al mese, poco meno, tra salario da garantire e accordo con il Tottenham, da cui non prima di domani si attende il dentro o fuori, la linea di confine tra il tenere in standby tutte le altre piste e provare un affondo più consistente per chi si troverà a essere occasione delle ultimissime ore.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Alternative sul mercato e la fiducia totale della Juventus

Una pista da non sottovalutare, in questo senso, rimane quella che porterebbe a Zirkzee - ma il Manchester United non ha mai aperto alla cessione in prestito secco -, mentre sono stati proposti Ilenikhena (Monaco) e Demirovic (Stoccarda). Inutile aggiungerlo, però vale la pena sottolinearlo: nessuno convince quanto Kolo Muani. E nessuno sarebbe accolto come l’ex che sogna il rientro e di tornare quello di un anno fa, quando la Juve gli ha aperto le porte e lui ha risposto con una tenacia e uno spessore di enorme livello. Alla fine della scorsa annata, i gol in bianconero sono stati 10. Ma più delle reti, a convincere era stato l’incastro trovato in campo, e con qualsiasi compagno. Pur dovendo affrontare un cambio di allenatore e situazioni di gioco non esattamente favorevoli per una prima punta. Ecco, ora sarebbe tutto diverso, ed è Kolo in primis a saperlo. Kolo che si augura di non rimanere beffato come quest’estate, dal quale però anche la Juventus si aspetta una prova di forza. Non arriverà oggi. Chissà domani. Di sicuro, non si potrà andare oltre. Non per volontà, ma perché non ci sarebbe altro tempo, né altro margine. E una punta a Spalletti bisogna dargliela, e nemmeno una qualsiasi. La sensazione, alla Continassa, è che qualcosa - cioè, qualcuno - arriverà. Soprattutto, che le ultime ore di mercato possano ammorbidire posizioni oggi apparentemente molto rigide. Come quella del Tottenham. Come quella dello United. Come gli stessi paletti della Juventus, oltre i quali Comolli non ha alcuna intenzione andare. Comunque, di formule n’è pieno il mercato e i giorni finali hanno una magia tutta loro, ancor più se una quadra la vogliono trovare tutti, però proprio tutti. Ecco, manca quest’ultimo passaggio sul fronte Kolo Muani. Una storia impossibile, perciò tutta da vivere e fino alla fine.

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TORINO - Dita incrociate. E altri contatti, nuovi vertici, ulteriori riflessioni. Sembrava un’altra giornata interlocutoria sul fronte Kolo Muani, ma la Juventus è riuscita comunque a fare dei passi in avanti, anche piuttosto concreti. I bianconeri ieri hanno avuto un contatto diretto con il Psg e in particolare con il ds Campos, dal quale è arrivato l’ok per la cessione in prestito del giocatore: il patto - come previsto - è che la Juve prenda in eredità l’accordo pattuito in estate con il Tottenham, un prestito oneroso che garantisca la copertura dell’ingaggio. Per il futuro? Semmai, si vedrà. Ottolini e Comolli hanno raccolto la risposta dei parigini come un ulteriore segnale di quanto la trattativa sia viva, non ancora da gettare alle ortiche. Perciò ci credono. Almeno finché si può.

Il nodo Tottenham e la posizione di Thomas Frank

L’ultima carta da scoprire rimane quella che Thomas Frank tiene saldamente stretta a sé: il tecnico degli Spurs - nuovamente in bilico - non ha mai dato il via libera all’addio di Muani, non senza un sostituto all’altezza, non senza avere più certezze in un reparto già privo di elementi fondamentali. Pertanto, questa sera schiererà il francese nel match contro il Manchester City, con ogni probabilità anche da titolare, provando così a sfruttare la scia del gol siglato in Champions all’Eintracht. Ecco, quel gol: un peso l’ha avuto, nelle riflessioni degli inglesi. Che con Kolo hanno trascorso sei mesi di pochi alti e molti bassi, ma covando ugualmente la convinzione di non aver visto ancora nulla del calciatore che aveva fatto innamorare il Paris Saint-Germain qualche anno fa, tanto da pagare la cifra record di 95 milioni di euro. Il segno dei tempi (e del percorso) indica però come la valutazione oggi sia praticamente un terzo, e basterebbe molto meno per prenderlo in affitto fino a fine anno: circa 1 milione al mese, poco meno, tra salario da garantire e accordo con il Tottenham, da cui non prima di domani si attende il dentro o fuori, la linea di confine tra il tenere in standby tutte le altre piste e provare un affondo più consistente per chi si troverà a essere occasione delle ultimissime ore.

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