Boga e il piano Juve per la rinascita: Spalletti, garantiscono Conte e De Zerbi ma Gasperini...

Ai margini del Nizza da due mesi per una situazione davvero sgradevole, a Torino ha già dato buone risposte in campo: come lo utilizzerà l'allenatore bianconero

TORINO - Luciano Spalletti era stato previdente. Già a dicembre aveva pensato al vice Yildiz, che la Juventus ha ufficializzato casualmente nella stessa serata in cui il turco si è fermato per un sovraccarico all’adduttore. L’identikit di Jeremie Boga, in questo senso, è davvero perfetto per il disegno che Lucio aveva in mente: un giocatore in grado di saltare l’uomo, che abbia già respirato la Serie A e che non sia ingombrante per lo stesso Yildiz. La controindicazione è soltanto una: il fatto che gli ultimi due mesi al Nizza siano stati particolarmente complicati. Tra la battaglia legale col club francese alla totale assenza dal campo. Boga è un giocatore da riatletizzare: è già stato affidato alle sapienti mani di Francesco Sinatti, chiamato a rifornirlo di benzina per il rush finale (l’ultima partita da titolare l’ha disputata in Europa League, il 6 novembre contro il Friburgo). Le prime sensazioni fornite sul campo, però, sono buone. Migliori del previsto. Sarà importante che l’ivoriano riesca ad avere in fretta un quarto d’ora esplosivo nelle gambe: per i prossimi due mesi il suo destino sarà questo. E verosimilmente - al netto di un diritto di riscatto da 4.8 milioni di euro che la Juve ha la facoltà di esercitare a giugno - lo sviluppo del suo percorso in bianconero sarà questo.

Boga alla Juve: un ruolo chiaro e una carriera al bivio

Dovrà farsi trovare pronto nelle circostanze in cui Yildiz tirerà il fiato: un compito che stimola tantissimo Boga, la cui carriera incontra un bivio fatale. A 29 anni non ha più tempo da perdere. O diventa campione adesso, oppure faticherà a prendere altri treni importanti. Jeremie ha tantissimi legami con l’Italia. Persino tornando indietro ai tempi del Chelsea: fu Antonio Conte a dargli fiducia per la prima volta ad alti livelli. Boga, nel 2019, ha ripercorso così quel periodo: "Davanti a me avevo Hazard, Pedro e Willian. Non è che fossero più forti di me, erano davanti nelle gerarchie". Il tempo, al contrario, ha parzialmente ridimensionato il suo valore.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Da Sassuolo a Nizza: i rimpianti di Boga e l'ultima grande chance a Torino

Al Sassuolo, bravo a intuire le sue potenzialità spendendo 4 milioni di euro, Roberto De Zerbi si era innamorato di lui. Nel 2019 si sbilanciò così: "Se Boga non diventa quello che dico io, rischio una denuncia penale. Giocatori così spostano gli equilibri e non possono buttare via tempo o talento". Sette anni dopo suonava come un avvertimento. Istruzioni per l’uso, non sempre seguite. Sebbene De Zerbi abbia sempre tenuto la stessa linea: "Lo porterei in qualsiasi squadra". Disse ai tempi del Brighton. Non lo fece, ma resta una stima profonda. Nel 2022 l’Atalanta lo prende per 22 milioni più bonus. E Gasperini ci mette poco a frenare gli entusiasmi: "Il problema di Boga è il costo. Fosse costato quanto l’ha pagato il Sassuolo, tutti saremmo contenti, invece è stato pagato come un campione decisivo, ma al momento è un giocatore individuale e basta". Non si sono mai presi. Resta un rimpianto comune: per Gasp, ma soprattutto per Boga, che ha trovato una nuova finestra in Ligue 1. Con la maglia del Nizza. A chiederlo, a gran voce, Francesco Farioli. Chiamata non casuale: l’aveva avuto al Sassuolo quando faceva parte dello staff di De Zerbi. Anche in Costa Azzurra, però, ondeggia. Picchi verso l’alto e cadute rovinose, fino al violento agguato al centro sportivo da parte di circa 400 ultras. Di rientro da Lorient, Boga viene aggredito. Da lì, una battaglia che ha coinvolto il sindacato: Jeremie presenta un certificato di malattia, chiedendo la rescissione del contratto. Un tira e molla che non premia il giocatore, la cui richiesta viene respinta. La Juve arriva in soccorso per occupare la casella del vice-Yildiz chiesto da Spalletti. Sognava Giovane, fresco colpo del Napoli, ma i costi esorbitanti hanno fatto desistere Ottolini. Boga ha un passato calcistico pieno di rimpianti, ma una grande voglia di ripartire. Ben più consistente delle frasi affidate ieri ai social: "Un nuovo capitolo inizia. Storia, passione, ambizione. Orgoglioso di entrare in un club leggendario. Pronto a dare tutto". Se saprà entrare nella parte che Spalletti gli vuole cucire addosso, Torino diventerà la città della rinascita.

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TORINO - Luciano Spalletti era stato previdente. Già a dicembre aveva pensato al vice Yildiz, che la Juventus ha ufficializzato casualmente nella stessa serata in cui il turco si è fermato per un sovraccarico all’adduttore. L’identikit di Jeremie Boga, in questo senso, è davvero perfetto per il disegno che Lucio aveva in mente: un giocatore in grado di saltare l’uomo, che abbia già respirato la Serie A e che non sia ingombrante per lo stesso Yildiz. La controindicazione è soltanto una: il fatto che gli ultimi due mesi al Nizza siano stati particolarmente complicati. Tra la battaglia legale col club francese alla totale assenza dal campo. Boga è un giocatore da riatletizzare: è già stato affidato alle sapienti mani di Francesco Sinatti, chiamato a rifornirlo di benzina per il rush finale (l’ultima partita da titolare l’ha disputata in Europa League, il 6 novembre contro il Friburgo). Le prime sensazioni fornite sul campo, però, sono buone. Migliori del previsto. Sarà importante che l’ivoriano riesca ad avere in fretta un quarto d’ora esplosivo nelle gambe: per i prossimi due mesi il suo destino sarà questo. E verosimilmente - al netto di un diritto di riscatto da 4.8 milioni di euro che la Juve ha la facoltà di esercitare a giugno - lo sviluppo del suo percorso in bianconero sarà questo.

Boga alla Juve: un ruolo chiaro e una carriera al bivio

Dovrà farsi trovare pronto nelle circostanze in cui Yildiz tirerà il fiato: un compito che stimola tantissimo Boga, la cui carriera incontra un bivio fatale. A 29 anni non ha più tempo da perdere. O diventa campione adesso, oppure faticherà a prendere altri treni importanti. Jeremie ha tantissimi legami con l’Italia. Persino tornando indietro ai tempi del Chelsea: fu Antonio Conte a dargli fiducia per la prima volta ad alti livelli. Boga, nel 2019, ha ripercorso così quel periodo: "Davanti a me avevo Hazard, Pedro e Willian. Non è che fossero più forti di me, erano davanti nelle gerarchie". Il tempo, al contrario, ha parzialmente ridimensionato il suo valore.

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