Yildiz c’è, Boga per spaccare, sorpresa Holm: Juve-Lazio si giocherà così

I dubbi di Spalletti contro la squadra di Sarri si concentrano in difesa. Conceicao acciaccato, ma non preoccupa

Il giorno dopo è stato anche riviverlo nella testa, nei video, nelle pieghe di una partita che è andata esattamente come temeva Spalletti: per quanto l’approccio sia stato buono, la Juventus è caduta nelle scelte. E le scelte sono sempre decisive. Altrimenti non avrebbero quel carico emotivo da gestire. Altrimenti sarebbero scene come altre di film già visti. Invece no: è il vero step che devono compiere i bianconeri per cambiare la propria stagione e in generale la traiettoria in cui si sono infilati da qualche anno. Serve tempo. E occorrono giocatori. Del resto, una punta in più avrebbe fatto comodo. Però, anche solo poter sfruttare meglio il proprio arsenale, avrebbe certamente fatto la differenza. Spalletti si trova bene solo con i suoi fedelissimi, ma non è una scelta: è la risposta che gli sta dando il campo. Quando ha cambiato, da Montecarlo a Bergamo, ha trovato più punti deboli che di forza. Qualcuno sta provando a ricostruirlo, qualcun altro adesso è pronto a spolverarlo. Tipo Boga. Ecco, i segnali che ha dato il francese sono stati così positivi da lasciare una scia di buon umore, a prescindere dalla stanchezza.

Boga variabile in più

Jérémie non ha solo dato prova di star bene fisicamente: si è calato perfettamente nel contesto, nelle richieste del tecnico, operando tanto in fase offensiva quanto in quella difensiva. Insomma: è pronto a fare la sua parte. E anche se non sarà dal primo minuto, l’idea che possa entrare e spaccare la partita è una variabile in più, una carta che Lucio sa di potersi giocare nelle notti in cui creare superiorità numerica e aggredire gli spazi potrà fare tutta la differenza del mondo. Certo, Yildiz non si metterà in un angolo, nemmeno adesso che qualche acciacco l’ha colpito e la precauzione è massima (come si è visto in Coppa Italia): nel 4-2-3-1 che Spalletti prevede contro la Lazio, largo a sinistra ci sarà il numero dieci, nei giorni in cui il rinnovo sarà finalmente ratificato. Una carica in più, per lui. E una responsabilità più larga, però non più pressante: il contratto sarà semplicemente il manifesto di quel che vive già. Ossia buona parte di Juventus sulle spalle.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

I dubbi di formazione

Per il resto, oltre al rientro di Di Gregorio tra i pali, rimangono da capire le condizioni di Bremer - la stanchezza si è fatta sentire, il riposo manca da un po’ - e quelle di Gatti, parso ancora in fase di rodaggio. Holm potrebbe essere una soluzione per preservare Kalulu verso Inter e Galatasaray, e anche Cambiaso sarà valutato. In fondo, è la difesa il reparto più in difficoltà e in deficit di soluzioni: dai tre clean sheet di fila, ai quattro gol in due partite, quasi tutti su distrazioni evitabili. Eccolo qui, l’altro nodo: è trasformare la Juve in Juve. Cioè: in Juve vera. Una squadra in grado di giocare con il filo della tensione, senza doversi accendere quando richiesto, senza trovarsi spenta quando invece ha la percezione di poter lasciare andare. Anche perché, quando il contesto non gira, sono in pochissimi a trovare forza e soluzioni nella solitudine. Uno di questi è Conceiçao, reduce pure lui da qualche acciacco, ma che ha messo nel mirino ugualmente la sfida contro la Lazio. Vuole esserci e ci sarà. Probabilmente pure da titolare. Ha una traversa da vendicare e il gol da ritrovare: gli manca dalla sfida alla Roma, era dicembre ed era ancora il 2025. Tocca rimediare pure per rispondere all’obiettivo più grande che si è dato: migliorare i suoi numeri, diventare un giocatore semplicemente più determinante.

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Il giorno dopo è stato anche riviverlo nella testa, nei video, nelle pieghe di una partita che è andata esattamente come temeva Spalletti: per quanto l’approccio sia stato buono, la Juventus è caduta nelle scelte. E le scelte sono sempre decisive. Altrimenti non avrebbero quel carico emotivo da gestire. Altrimenti sarebbero scene come altre di film già visti. Invece no: è il vero step che devono compiere i bianconeri per cambiare la propria stagione e in generale la traiettoria in cui si sono infilati da qualche anno. Serve tempo. E occorrono giocatori. Del resto, una punta in più avrebbe fatto comodo. Però, anche solo poter sfruttare meglio il proprio arsenale, avrebbe certamente fatto la differenza. Spalletti si trova bene solo con i suoi fedelissimi, ma non è una scelta: è la risposta che gli sta dando il campo. Quando ha cambiato, da Montecarlo a Bergamo, ha trovato più punti deboli che di forza. Qualcuno sta provando a ricostruirlo, qualcun altro adesso è pronto a spolverarlo. Tipo Boga. Ecco, i segnali che ha dato il francese sono stati così positivi da lasciare una scia di buon umore, a prescindere dalla stanchezza.

Boga variabile in più

Jérémie non ha solo dato prova di star bene fisicamente: si è calato perfettamente nel contesto, nelle richieste del tecnico, operando tanto in fase offensiva quanto in quella difensiva. Insomma: è pronto a fare la sua parte. E anche se non sarà dal primo minuto, l’idea che possa entrare e spaccare la partita è una variabile in più, una carta che Lucio sa di potersi giocare nelle notti in cui creare superiorità numerica e aggredire gli spazi potrà fare tutta la differenza del mondo. Certo, Yildiz non si metterà in un angolo, nemmeno adesso che qualche acciacco l’ha colpito e la precauzione è massima (come si è visto in Coppa Italia): nel 4-2-3-1 che Spalletti prevede contro la Lazio, largo a sinistra ci sarà il numero dieci, nei giorni in cui il rinnovo sarà finalmente ratificato. Una carica in più, per lui. E una responsabilità più larga, però non più pressante: il contratto sarà semplicemente il manifesto di quel che vive già. Ossia buona parte di Juventus sulle spalle.

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