Pagina 2 | Il merito di Spalletti, la verità sulla lotta scudetto e il 9 migliore: la leggenda Juve non ha dubbi

C’è stato un grande attaccante italiano capace di vincere lo Scudetto sia con la maglia della Juventus sia quella della Lazio: Fabrizio Ravanelli. Chi meglio di “Penna Bianca” per giocare in anteprima la sfida di domani sera allo Stadium: «Mi aspetto una bellissima partita; perché la Juve adesso gioca un gran calcio, ma pure le squadre di Sarri affrontano le sfide sempre a viso aperto. Pertanto sarà un match divertente e caratterizzato da diversi gol, ma con la Juve favorita». I bianconeri appaiono in grande crescita da quando è arrivato Luciano Spalletti al timone della Juve. È merito suo la rinascita dei bianconeri? «Assolutamente si. Parlerei di effetto Spalletti molto positivo sulla squadra e su tutto l’ambiente. Nonostante qualche sconfitta come quelle contro il Cagliari in campionato e l’Atalanta in Coppa Italia, la Juve ora sta facendo molto bene. Il merito va dato a Luciano, che ha messo i giocatori al posto giusto ottenendo il massimo profitto. Inoltre Spalletti ha ridato senso di appartenenza alla squadra e imposto rapidamente le sue idee tecnico-tattiche con una feroce riaggressione della palla in fase di non possesso. Adesso la Juve gioca veramente bene ed è merito dell’allenatore». 

Il sogno Scudetto

Una parte dei tifosi bianconeri sogna la remuntada Scudetto: missione possibile? «La ritengo difficile, bisogna essere onesti. L’Inter è lontana, anche se nel calcio sperare non costa nulla. Certamente se la Juve non avesse perso quei 5 punti con Cagliari e Lecce in due gare dominate, oggi la storia sarebbe molto diversa. Avessero fatto bottino pieno, i bianconeri si sarebbero giocati il primo posto». Con lei non possiamo non parlare di attaccanti: nelle ultime settimane sembra essersi risvegliato David. Può essere il bomber che manca alla Juve? «David al Lille era un top. Dopo un avvio di stagione complicato, adesso lo vedo più tranquillo a livello interiore. Si vede che ora gioca sereno e che la fiducia incassata da Spalletti lo sta aiutando. Il canadese può essere l’uomo in più nella seconda parte di stagione e aiutare la Juve a centrare gli obiettivi». 

 

 

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Vlahovic, David e i consigli per gli acquisti

Reputa possibile una Juve a due punte con Vlahovic al fianco di David, quando il serbo rientrerà dall’infortunio? «Direi proprio di no. Ritengo impossibile che che Vlahovic e David possano coesistere, visto che entrambi sono due centravanti: finirebbero per pestarsi i piedi…»Forse per questo Spalletti ha invocato a lungo l’acquisto di una prima punta forte nel gioco aereo e strutturata fisicamente… «Condivido il pensiero di Luciano, che è uno dei migliori allenatori in circolazione. A questa Juve sarebbe servito certamente un pennellone là davanti. Manca una punta con quel tipo di caratteristiche nella rosa bianconera». Su chi punterebbe in estate per far decollare l’attacco juventino? «Andrei all’assalto di un top come Osimhen. La Juve deve provarci per il nigeriano; perché sarebbe perfetto per il gioco di Spalletti, che tra l’altro lo conosce bene e saprebbe valorizzarlo al massimo. Osimhen sarebbe un grande acquisto: è forte di testa, veloce, fa reparto da solo e attacca la profondità. In più in fase di non possesso fa anche pressing sui difensori avversari: attaccanti così ce ne sono davvero pochi in giro». 

"Meglio nessuno che uno come En-Nesyri"

Tra quelli trattati invece a gennaio chi avrebbe visto bene alla Juve? «Kolo Muani sicuramente poteva dare una mano: è un ottimo giocatore, inoltre già conosceva compagni e ambiente. Il francese sarebbe stato utile; mentre En-Nesyri non centrava granché coi bianconeri. Non è da Juve e non avrebbe spostato gli equilibri. Piuttosto che uno come En-Nesyri è stato meglio non prendere nessuno». In chiusura diamo uno sguardo pure alla Lazio, dove infuriano le polemiche e regna la contestazione verso la società. Come possono uscire dalla crisi i biancocelesti? «Spiace vedere la Lazio in questa situazione non semplice. La sensazione è che il giocattolo si sia rotto. Va chiarita al più presto la frattura creatasi tra società e tifosi per ricompattare l’ambiente in fretta. Solo così si può provare ad andare avanti e soprattutto cercare di ripartire. Altrimenti diventa complicato fare bene e ot tenere risultati». 

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Vlahovic, David e i consigli per gli acquisti

Reputa possibile una Juve a due punte con Vlahovic al fianco di David, quando il serbo rientrerà dall’infortunio? «Direi proprio di no. Ritengo impossibile che che Vlahovic e David possano coesistere, visto che entrambi sono due centravanti: finirebbero per pestarsi i piedi…»Forse per questo Spalletti ha invocato a lungo l’acquisto di una prima punta forte nel gioco aereo e strutturata fisicamente… «Condivido il pensiero di Luciano, che è uno dei migliori allenatori in circolazione. A questa Juve sarebbe servito certamente un pennellone là davanti. Manca una punta con quel tipo di caratteristiche nella rosa bianconera». Su chi punterebbe in estate per far decollare l’attacco juventino? «Andrei all’assalto di un top come Osimhen. La Juve deve provarci per il nigeriano; perché sarebbe perfetto per il gioco di Spalletti, che tra l’altro lo conosce bene e saprebbe valorizzarlo al massimo. Osimhen sarebbe un grande acquisto: è forte di testa, veloce, fa reparto da solo e attacca la profondità. In più in fase di non possesso fa anche pressing sui difensori avversari: attaccanti così ce ne sono davvero pochi in giro». 

"Meglio nessuno che uno come En-Nesyri"

Tra quelli trattati invece a gennaio chi avrebbe visto bene alla Juve? «Kolo Muani sicuramente poteva dare una mano: è un ottimo giocatore, inoltre già conosceva compagni e ambiente. Il francese sarebbe stato utile; mentre En-Nesyri non centrava granché coi bianconeri. Non è da Juve e non avrebbe spostato gli equilibri. Piuttosto che uno come En-Nesyri è stato meglio non prendere nessuno». In chiusura diamo uno sguardo pure alla Lazio, dove infuriano le polemiche e regna la contestazione verso la società. Come possono uscire dalla crisi i biancocelesti? «Spiace vedere la Lazio in questa situazione non semplice. La sensazione è che il giocattolo si sia rotto. Va chiarita al più presto la frattura creatasi tra società e tifosi per ricompattare l’ambiente in fretta. Solo così si può provare ad andare avanti e soprattutto cercare di ripartire. Altrimenti diventa complicato fare bene e ot tenere risultati». 

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