Il Var? Può essere ferro o essere piuma...

L'editoriale del direttore Guido Vaciago

Scusate se insisto, ma come diavolo si usa il Var in Italia? Dino Tommasi, dirigente Aia, intervenuto a Open Var su Dazn, ci ha spiegato che il rigore Gila-Cabal si doveva dare, ammettendo l’errore e spiegando con una lunga perifrasi in arbitrese che, tuttavia, era una situazione molto difficile da giudicare. Ma come «difficile»? Cioè, il Var è quello strumento che ha pizzicato il tocco di mano di Bremer a Bergamo, senza che nessuno se ne fosse lamentato (lo stesso Palladino ha, infatti, chiesto a Spalletti cosa stessero controllando). E quello stesso strumento non consente di giudicare agilmente il fallo di Gila su Cabal? Ovvero di non capire, andando avanti e indietro con le immagini, guardando bene l’azione, che c’era - per citare Tommasi - «la giocabilità» data dal possibile triangolo con McKennie? Qualcosa non quadra. Il Var, per dire, è quello strumento che due anni fa (ottobre 2023) annullò un gol a Kean in Juve-Verona per una smanacciata su Faraoni, avvenuta a metà campo, all’inizio dell’azione, un’eternità prima in termini calcistici.

Var, resta il problema del criterio

Cioè il Var, il Var all’italiana, può essere una specie di microscopio atomico e pescare - se vuole - un capello fuori posto nell’acconciatura di un attaccante, ma si fa sfuggire un fallo che tutti, veramente tutti (dai moviolisti agli ex arbitri), hanno giudicato chiaramente da rigore? Attenzione, l’errore umano è sempre concesso. Sempre. E giustificato. Quindi, sì, è possibile che uno si perda il fallo di Gila, nonostante millemila inquadrature dalle quali scrutare l’azione. E non va condannato per questo. Si sbaglia, lo facciamo tutti, lo può fare anche il varista di turno. Punto e capo. Resta, però, il problema del criterio: perché qualche volta il Var è una specie di poliziotto androide dei film distopici che scansione ogni azione con i raggi infrarossi e qualche volta sembra un nonno che osserva i nipoti giocare, perdonando loro tutto? Se si abitua il pubblico e i tifosi che il Var sanziona ogni cosa, deve farlo sempre. Se si decide che il Var interviene solo per correggere gli errori macroscopici e il resto se lo vede l’arbitro in campo (e sarebbe meglio che fosse così), deve essere così sempre. Fare un po’ e un po’ è in assoluto il peggiore errore che si può commettere e devasta la credibilità degli arbitri e del sistema. 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus