A tutto Gleison Bremer. Il difensore brasiliano si è raccontato in una lunga intervista ai microfoni di Dazn. In primo piano c'è, ovviamente, la sfida della sua Juve contro l'Inter, in programma domani a San Siro. Ma non solo la sfida con i nerazzurri: il rapporto con Luciano Spalletti il "filosofo", gli obiettivi prefissati in bianconero ma con uno sguardo anche al Mondiale imminente, con il Brasile guidato da Carlo Ancelotti.
Bremer verso Inter-Juve
Così Bremer in vista del Derby d'Italia: "Sappiamo della forza dell'Inter, è una squadra che negli ultimi anni ha giocato due finali di Champions. E' una squadra esperta, che gioca da tanto insieme, ma noi siamo la Juventus: abbiamo iniziato un percorso con Spalletti, stiamo facendo bene. Le ultime partite potevamo vincere, ma quella con l'Inter la vogliamo vincere, anche se giocheremo a casa loro a San Siro. Le partite lì sono sempre difficili, sono forti come detto, e i tifosi gli danno una mano, ma è una partita da giocare, calda, bella: andiamo a giocarcela. Le differenze tra marcare Thuram e Lautaro? Due giocatori forti di livello internazionale: uno gioca nella Francia, l'altro nell'Argentina. Sappiamo della loro forza: sono giocatori veloci, fisicamente forti, anche dentro l'area. Consigili da Khephren su Marcus? Ancora no (ride, ndr), ma sicuramente me ne darà qualcuno".
Spalletti unico e... "filosofo"
Sia lui che McKennie hanno definito Spalletti un allenatore 'unico': "Se dopo quella intervista mi ha detto qualcosa? No, non ha detto nulla, però l'ho visto dopo l'intervista che ha detto che non gli piace si parli di lui. Ma sappiamo tutti delle sue qualità: siamo all'inizio, manca ancora tanto da fare, restiamo coi piedi per terra e continuiamo a lavorare. Cos'ha di diverso nella preparazione delle partite? E' un allenatore esperto, ha vissuto tante situazioni. Lui è un po' come un filosofo: parla delle cose non solo rispetto al gioco, ma anche a livello mentale. Come ho detto è come un filosofo alla fine".
Ma Bremer si rivede nel modo di intendere la vita di Spalletti? "Sì: quando non giochi come è capitato a me con l'infortunio, inizi a guardare le cose sotto un altro aspetto. Cè un'altra visione, e quello ti aiuta: anche quando non torni non sei come prima, ci vuole tempo e a volte devi cercare di 'tagliare la strada'. Non hai la stessa esplosività all'inizio, devi provare a sistemarti. Il momento difficile? Tutti i grandi giocatori e le grandi squadre attraversano fasi complicate, quindi quello ti dà ancora più forza per tornare ai tuoi livelli e ti fa tornare la voglia di vincere".