TORINO - Prima del Bologna, poi alla vigilia della sfida contro la Roma. Passando per la telefonata a Spalletti dopo la vittoria contro il Sassuolo. La gioia durante Juventus-Napoli, una tappa persino a Montecarlo per la Champions League contro il Monaco. E di nuovo alla Continassa in occasione del rinnovo di Kenan Yildiz. John Elkann, di questi tempi, ripete. Gesti e rituali. Anche prima della sfida contro l’Inter è rimasto vicinissimo alla squadra: una visita che ha fatto piacere a tutti, soprattutto ai giocatori. Non erano mai state così abitudinarie le visite del proprietario, nemmeno quando la Juve arricchiva la bacheca con un trofeo dopo l’altro. Già, perché va ricordato un dettaglio: la proprietà è sempre la stessa ed è sempre stata la stessa. Col sole e con la bufera, con il cielo terso e pure in tempesta. Al di là della vicinanza alla squadra prima del Derby d’Italia, però, la tappa alla Continassa di ieri aveva uno scopo diverso. Per la prima volta Elkann e Spalletti hanno veramente parlato di futuro.
Incontro sul futuro
La presenza di John, così reiterata e costante, ha un significato ben preciso. Mai, insieme, avevano trovato un momento per scrutare l’orizzonte. È stata una chiacchierata informale, lontana dai dettagli che poi l’allenatore dovrà definire con la società per il rinnovo. Ma non è stata una visita di cortesia, bensì un summit. Il primo vero incontro per gettare le basi della Juve che verrà. I nuovi aggiornamenti, anche per via di un calendario estremamente affollato, avverranno dopo i playoff di Champions League. Da qui al 25 febbraio Inter, Como e le due sfide col Galatasaray saranno cruciali e Lucio vuole spendere ogni energia sul campo. Le posizioni, espresse su massimi sistemi, sono chiare: la Juve è molto soddisfatta del lavoro di Spalletti e Spalletti è disponibile ad ascoltare i programmi per la prossima stagione. Sembra un sodalizio annunciato, perché volontà e disponibilità accomunano il club e il tecnico. E non è poco. Ma il progetto dovrà irrobustirsi su una pianificazione scrupolosa, su prospettive definite e su garanzie legate alla rosa che passano inevitabilmente da rinnovi molto pesanti, entrambi ancora in stand-by. Quello di Weston McKennie, per esempio. E pure quello di Dusan Vlahovic, per il quale è tornata a circolare aria frizzantina, senza però alcuna novità sostanziale.
