Il disastro di Inter-Juventus porta Gianluca Rocchi a commentare una giornata di campionato già di domenica mattina. Non proprio usuale, considerando che il designatore di recente ha centellinato anche le apparizioni di Open Var, l’appuntamento settimanale di Dazn dove l’Aia non potrà che ammettere l’errore di Federico La Penna. Rocchi l’ha già fatto ieri: "Siamo molto dispiaciuti. Per la decisione di La Penna, che è chiaramente errata, e per il fatto di non aver potuto usare il Var per sanarla". Sono due facce di una medaglia che ne ha almeno tre: a Rocchi ha dato molto fastidio l’errore del direttore di gara, e non vede l’ora che l’Ifab - avverrà a fine febbraio - risolva l’incongruenza di non poter impiegare la tecnologia, a meno di infrangere il protocollo, per una situazione così rilevante.
Simulazioni e tensioni: le parole di Rocchi su Bastoni
Al contempo, Rocchi era molto infastidito dal comportamento di Alessandro Bastoni: "La Penna è mortificato e gli siamo vicini, ma non è l’unico ad aver sbagliato: c’è stata una simulazione chiara, l’ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti i modi di fregarci". A farlo arrabbiare, in realtà, è stata soprattutto l’esultanza dell’interista, ritenuta una sorta di punto di non ritorno. Contro le simulazioni, il designatore si è speso più volte nel corso di una stagione che ne è fortemente condizionata, un po’ come avveniva l’anno scorso con alcune uscite fuori dalle righe degli allenatori, o due anni fa con le proteste troppo veementi dei giocatori in campo: stagione che vai, problema che trovi. Quanto a La Penna, peraltro non nuovo a polemiche (compresa squalifica da 11 mesi per alcune irregolarità relative ai rimborsi spese della stagione 2021-2022), sarà fermato, e nemmeno per poco. Centra l’errore giudicato evitabile, ma pure la necessità di tutelare uno tra i migliori dell’attuale rosa arbitrale. E qui sta un altro tema: Rocchi non ha mai nascosto di avere una squadra giovane, acerba, nel migliore dei casi bisognosa di crescere. Se poi però i giocatori fanno di tutto per complicare la vita ai direttori di gara, ecco il cortocircuito che trasforma tutto in caos.