Marotta oltre ogni logica su Inter-Juve: “Bastoni va giustificato, Chiellini inesperto. E Cuadrado?”

"Chi non ha mai fatto errori?", la conferenza stampa del presidente nerazzurro

Dopo quanto successo nel corso di Inter-Juve e tutte le polemiche che ne sono seguite (il furto perfetto), il presidente dell'Inter Beppe Marotta ha deciso di intervenire in conferenza stampa a margine dell'Assemblea di Lega Serie A. "La nostra posizione è semplicissima - ha esordito il presidente nerazzurro -, abbiamo notato che c'è stata una presa di posizione mediatica smisurata rispetto a quanto accaduto. Lo stesso giocatore è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quanto successo. Parliamo di un giocatore di 26 anni, con più di 300 presenze in Serie A, mai protagonista di eventi clamorosi. È un patrimonio della Nazionale e qualcuno mette in dubbio la sua convocazione, è un danno ingiusto".

"Ha sbagliato, lo riconosco. Ma chi non ha mai fatto errori?"

Marotta ha poi continuato: "Ci troviamo di fronte a un errore di un giovane, ma chi non è ne ha mai fatti? Se parliamo di simulazioni, se ne parla da cinquant'anni: è un fatto ordinario, non straordinario, sicuramente deprecabile e legato a fattori concomitanti come il braccio di Kalulu e il fischio immediato. Ha sbagliato, lo riconosco, ma l'anno scorso abbiamo perso lo scudetto per un punto e c'è stato un errore riconosciuto in Inter-Roma, ci siamo attenuti. Quest'anno l'Inter è intervenuta in una sola occasione, dopo Napoli-Inter, in cui fu assegnato un calcio di rigore poi dichiarato non giusto. Dobbiamo fare delle riflessioni, dagli arbitri alle società, ai giocatori, fino alla Federazione".

"Gesto non consono ai principi di lealtà, ma va giustificato"

"Voi giornalisti traete le vostre conclusioni dagli atti che vedete e valutate - ha aggiunto -, dalle dichiarazioni che i protagonisti fanno. Non dico cosa dovete fare, ma quello che avviene in Italia avviene anche all'estero, dobbiamo riflettere: magari inasprendo le pene, ma per tutti, nei confronti dei tesserati. E parlo di pene pecuniarie, spesso si va oltre le righe anche nel comportamento verbale. È il mio pensiero, e sono qui a dire che Bastoni ha fatto un gesto non consono ai principi di lealtà, ma va giustificato. La repressione non fa parte del mio bagaglio, si può prevenire. Ma è compito anche dell'associazione calciatori, spesso noto ignoranza del regolamento".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

"Chiellini? Dirigente giovane e inesperto"

Sul comportamento di Chiellini ha aggiunto: "Se l'ho salutato? Beh, salutare è il minimo. È stato un mio giocatore, è un dirigente giovane e inesperto, non sta a me commentare quello che è successo e fare un'analisi".

La risposta di Marotta a Saviano

Lo scritture Roberto Saviano ha detto che finchè ci sarà Marotta, i campionato sembreranno falsati. A proposito il presidente dell'Inter ha chiarito: "C'è dispiacere, umano. Non so neanche chi sia Saviano, né che ruolo abbia. Non voglio dargli importanza, ha fatto dichiarazioni che saranno all'attenzione dei nostri avvocati".

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Il precedente: la simulazione di Cuadrado in Juve-Inter

Marotta ha poi sottolineato come ci sia più attenzione attorno all'Inter perchè è la squadra più vincente negli ultimi anni: "Se parliamo di simulazioni, voglio ricordare Juventus-Inter del 2021, un rigore a favore della Juventus su palese simulazione di Cuadrado. Successivamente sia l'arbitro che gli organi tecnici acclararono che si trattò di palese simulazione e con quella vittoria la Juventus ottenne una qualificazione alla Champions League che vale 60-70 milioni".

Cuadrado, tutto tranne che simulazione...

In realtà, la ricostruzione proposta da Marotta sull’episodio del 2021 è abbastanza fuorviante. Le immagini riprese dall’angolazione corretta mostrano come non ci sia stata alcuna “palese simulazione” di Cuadrado: il contatto con Perisic è reale, con il croato che mette la gamba e colpisce l’ex esterno bianconero. Una dinamica che, vista frontalmente, può sembrare accentuata nella caduta, ma che dall’angolazione corretta certifica l’esistenza del fallo. La narrazione secondo cui quel rigore sarebbe nato da una simulazione non trova dunque riscontro nei frame più chiari dell’azione, che smentiscono la lettura proposta dal presidente dell’Inter.

 

 

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Dopo quanto successo nel corso di Inter-Juve e tutte le polemiche che ne sono seguite (il furto perfetto), il presidente dell'Inter Beppe Marotta ha deciso di intervenire in conferenza stampa a margine dell'Assemblea di Lega Serie A. "La nostra posizione è semplicissima - ha esordito il presidente nerazzurro -, abbiamo notato che c'è stata una presa di posizione mediatica smisurata rispetto a quanto accaduto. Lo stesso giocatore è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quanto successo. Parliamo di un giocatore di 26 anni, con più di 300 presenze in Serie A, mai protagonista di eventi clamorosi. È un patrimonio della Nazionale e qualcuno mette in dubbio la sua convocazione, è un danno ingiusto".

"Ha sbagliato, lo riconosco. Ma chi non ha mai fatto errori?"

Marotta ha poi continuato: "Ci troviamo di fronte a un errore di un giovane, ma chi non è ne ha mai fatti? Se parliamo di simulazioni, se ne parla da cinquant'anni: è un fatto ordinario, non straordinario, sicuramente deprecabile e legato a fattori concomitanti come il braccio di Kalulu e il fischio immediato. Ha sbagliato, lo riconosco, ma l'anno scorso abbiamo perso lo scudetto per un punto e c'è stato un errore riconosciuto in Inter-Roma, ci siamo attenuti. Quest'anno l'Inter è intervenuta in una sola occasione, dopo Napoli-Inter, in cui fu assegnato un calcio di rigore poi dichiarato non giusto. Dobbiamo fare delle riflessioni, dagli arbitri alle società, ai giocatori, fino alla Federazione".

"Gesto non consono ai principi di lealtà, ma va giustificato"

"Voi giornalisti traete le vostre conclusioni dagli atti che vedete e valutate - ha aggiunto -, dalle dichiarazioni che i protagonisti fanno. Non dico cosa dovete fare, ma quello che avviene in Italia avviene anche all'estero, dobbiamo riflettere: magari inasprendo le pene, ma per tutti, nei confronti dei tesserati. E parlo di pene pecuniarie, spesso si va oltre le righe anche nel comportamento verbale. È il mio pensiero, e sono qui a dire che Bastoni ha fatto un gesto non consono ai principi di lealtà, ma va giustificato. La repressione non fa parte del mio bagaglio, si può prevenire. Ma è compito anche dell'associazione calciatori, spesso noto ignoranza del regolamento".

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