INVIATO A ISTANBUL - Che mazzata per la Juve: l’Ali Sami Yen diventa un inferno per i ragazzi di Spalletti, un tonfo che rischia di segnare una stagione intera. E il match di ritorno sarà una cima da scalare a mani nude: tre gol di scarto da recuperare tra una settimana, per portare quantomeno il Galatasaray ai supplementari. Ma ciò che maggiormente preoccupa è che i turchi dimostrano di essere superiori in tutto, al di là del 5-2 che chiude i conti. E forse spegne anche i sogni europei dei bianconeri: servirà un miracolo sportivo allo Stadium, ma soprattutto una squadra che sappia andare ben oltre i propri, evidenti limiti. La grinta non basta. E nemmeno la personalità per uscire indenni da uno stadio così: eppure la rete di Gabriel Sara dell’1-0, per come maturata, avrebbe potuto stendere anche una squadra più strutturata. E invece i bianconeri impiegano un minuto scarso, il tempo di impostare un’azione - e che azione - per silenziare la bolgia dello stadio, fino a quel momento rumoroso da stordire.
Illusione bianconera: dal doppio Koop all'infortunio di Bremer
Beata illusione, ma in quel momento i bianconeri ancora non lo sanno. Servirà forza mentale per reagire a ostacoli e imprevisti, come l’infortunio di Bremer - si toccava la zona dell’adduttore destro e, considerati i trascorsi, un po’ di preoccupazione c’è - che sposta in negativo gli equilibri dietro, anche pensando alle prossime partite, ritorno compreso. Mentre la sorpresa, almeno fino allo sbandamento generale del secondo tempo, è Koopmeiners: fino a ieri all’asciutto di gol e di certezze, ne fa due tutti insieme, uno da centravanti improvvisato che si fionda sulla respinta corta del portiere e l’altro da incursore con la dinamite nel sinistro, come ai bei tempi della Dea. Poesia per gli occhi dei tifosi, ma pure per Spalletti che aveva chiesto proprio questo: coraggio e carattere, lì dove si misura la maturità di una squadra. Ma solo per un tempo: al di là di come andrà a finire per il passaggio del turno, c’è l’amara consapevolezza, per una Juve alla quarta partita di fila senza vittorie, di aver archiviato lo shock di San Siro nel peggior modo possibile.
