Juve, che mazzata: Yildiz grande assente, Spalletti senza un Osimhen e allo Stadium servirà un miracolo

Bremer si fa male dopo mezz’ora, la difesa naufraga. Il Galatasaray sembra un treno inarrestabile: 3 gol in soli 30’. Il ko di San Siro ha presentato il conto. Al ritorno sarà necessaria una vera impresa

INVIATO A ISTANBUL - Che mazzata per la Juve: l’Ali Sami Yen diventa un inferno per i ragazzi di Spalletti, un tonfo che rischia di segnare una stagione intera. E il match di ritorno sarà una cima da scalare a mani nude: tre gol di scarto da recuperare tra una settimana, per portare quantomeno il Galatasaray ai supplementari. Ma ciò che maggiormente preoccupa è che i turchi dimostrano di essere superiori in tutto, al di là del 5-2 che chiude i conti. E forse spegne anche i sogni europei dei bianconeri: servirà un miracolo sportivo allo Stadium, ma soprattutto una squadra che sappia andare ben oltre i propri, evidenti limiti. La grinta non basta. E nemmeno la personalità per uscire indenni da uno stadio così: eppure la rete di Gabriel Sara dell’1-0, per come maturata, avrebbe potuto stendere anche una squadra più strutturata. E invece i bianconeri impiegano un minuto scarso, il tempo di impostare un’azione - e che azione - per silenziare la bolgia dello stadio, fino a quel momento rumoroso da stordire.

Illusione bianconera: dal doppio Koop all'infortunio di Bremer

Beata illusione, ma in quel momento i bianconeri ancora non lo sanno. Servirà forza mentale per reagire a ostacoli e imprevisti, come l’infortunio di Bremer - si toccava la zona dell’adduttore destro e, considerati i trascorsi, un po’ di preoccupazione c’è - che sposta in negativo gli equilibri dietro, anche pensando alle prossime partite, ritorno compreso. Mentre la sorpresa, almeno fino allo sbandamento generale del secondo tempo, è Koopmeiners: fino a ieri all’asciutto di gol e di certezze, ne fa due tutti insieme, uno da centravanti improvvisato che si fionda sulla respinta corta del portiere e l’altro da incursore con la dinamite nel sinistro, come ai bei tempi della Dea. Poesia per gli occhi dei tifosi, ma pure per Spalletti che aveva chiesto proprio questo: coraggio e carattere, lì dove si misura la maturità di una squadra. Ma solo per un tempo: al di là di come andrà a finire per il passaggio del turno, c’è l’amara consapevolezza, per una Juve alla quarta partita di fila senza vittorie, di aver archiviato lo shock di San Siro nel peggior modo possibile.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, Yildiz assente e le mosse di Spalletti

Non c’è, per Spalletti, un Osimhen per riempire come si deve l’area, allora ci pensano a turno Kalulu e McKennie: il primo innesca di testa la rete del pari-lampo, il secondo chiude la triangolazione con Koop da autentico rifinitore per il 2-1 di rimonta. Ci sarebbe da strabuzzare gli occhi, ma la notte di Istanbul è lunga e la Juve se ne accorge subito. Yildiz è il grande assente: sistematicamente raddoppiato – spesso con le cattive – non incide e ha pure responsabilità sull’1-0 del Gala, quando Osi gli sradica il pallone dai piedi e dà il via all’azione del gol. Cambiaso disputa una prova di alto livello, non senza prendersi rischi: ammonito, salterà il ritorno. E allora Spalletti, comprensibilmente, lo sostituisce con Cabal nell’intervallo: lo fa per evitare il rischio espulsione, invece poi è proprio il colombiano a finire anzitempo sotto la doccia, rimediando due galli nello spazio di otto minuti. E tra una settimana, al ritorno, Spalletti si ritroverà senza terzini.

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Gala, trenta minuti di bolgia

Nel frattempo a riaccendersi è la tifoseria Cimbom perché il Gala si trasforma in un treno inarrestabile e segna tre gol in 30 minuti: scatenato Noa Lang, autore di una doppietta. Spalletti cerca in qualche modo di evitare un’imbarcata, ma in dieci diventa un’impresa quasi impossibile: infatti il tassametro corre, così come decollano i decibel dell’Ali Sami Yen, e nell’assedio finale arriva anche il quinto, firmato Boey, che rende maledettamente complicato alimentare la speranza di centrare l’obiettivo ottavi di Champions.

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INVIATO A ISTANBUL - Che mazzata per la Juve: l’Ali Sami Yen diventa un inferno per i ragazzi di Spalletti, un tonfo che rischia di segnare una stagione intera. E il match di ritorno sarà una cima da scalare a mani nude: tre gol di scarto da recuperare tra una settimana, per portare quantomeno il Galatasaray ai supplementari. Ma ciò che maggiormente preoccupa è che i turchi dimostrano di essere superiori in tutto, al di là del 5-2 che chiude i conti. E forse spegne anche i sogni europei dei bianconeri: servirà un miracolo sportivo allo Stadium, ma soprattutto una squadra che sappia andare ben oltre i propri, evidenti limiti. La grinta non basta. E nemmeno la personalità per uscire indenni da uno stadio così: eppure la rete di Gabriel Sara dell’1-0, per come maturata, avrebbe potuto stendere anche una squadra più strutturata. E invece i bianconeri impiegano un minuto scarso, il tempo di impostare un’azione - e che azione - per silenziare la bolgia dello stadio, fino a quel momento rumoroso da stordire.

Illusione bianconera: dal doppio Koop all'infortunio di Bremer

Beata illusione, ma in quel momento i bianconeri ancora non lo sanno. Servirà forza mentale per reagire a ostacoli e imprevisti, come l’infortunio di Bremer - si toccava la zona dell’adduttore destro e, considerati i trascorsi, un po’ di preoccupazione c’è - che sposta in negativo gli equilibri dietro, anche pensando alle prossime partite, ritorno compreso. Mentre la sorpresa, almeno fino allo sbandamento generale del secondo tempo, è Koopmeiners: fino a ieri all’asciutto di gol e di certezze, ne fa due tutti insieme, uno da centravanti improvvisato che si fionda sulla respinta corta del portiere e l’altro da incursore con la dinamite nel sinistro, come ai bei tempi della Dea. Poesia per gli occhi dei tifosi, ma pure per Spalletti che aveva chiesto proprio questo: coraggio e carattere, lì dove si misura la maturità di una squadra. Ma solo per un tempo: al di là di come andrà a finire per il passaggio del turno, c’è l’amara consapevolezza, per una Juve alla quarta partita di fila senza vittorie, di aver archiviato lo shock di San Siro nel peggior modo possibile.

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