Da quella riluttanza Juve alla sola richiesta di Spalletti: l'indispensabile e una speranza

Il tecnico disposto ad ascoltare il club: ok il primo approccio con Elkann alla vigilia del match contro l'Inter, ma i prossimi passi sono affidati a Comolli

La Juve, in blocco, da qualche settimana continua a ripetere sempre la stessa cosa. Il riassunto dei pensieri societari si ritrova è stato scandito, parola per parola, da Giorgio Chiellini prima di Juve-Lazio: «Siamo felicissimi di Spalletti e di quello che sta facendo e credo che anche nelle sue parole si veda la gioia nell’allenare la Juventus. Ogni cosa a suo tempo, non c’è nessuna fretta. Luciano è arrivato con grande voglia di allenare la Juve, ha firmato un contratto senza nessuna garanzia perché voleva mettersi in gioco e sta facendo benissimo. Fa parte del presente e del futuro di questa squadra». Non è un caso che la società, per esempio, abbia voluto Spalletti presente nelle foto di rito per il rinnovo di contratto di Kenan Yildiz. Insomma, Lucio ha fatto parte della sceneggiatura di un momento storico dell’era Comolli, di sicuro l’istante più importante dall’insediamento dell’ex Tolosa.

Allegri, Motta, Tudor: nessun filo conduttore

Le sconfitte contro Inter e Galatasaray non hanno in alcun modo ridimensionato piani e prospettive: proseguire con Spalletti resta il primo obiettivo da perseguire per la Juventus, che lavora per raggiungere una quadra entro la sosta per le nazionali. Nessun ripensamento, dunque, dopo il 5-2 subito a Istanbul. Il secondo tempo contro i turchi resta una macchia in un percorso di grande crescita: i quasi quattro mesi bianconeri del tecnico, del resto, non possono che essere giudicati positivamente. In più, il club ha una certa riluttanza dinnanzi all’idea di dover affrontare un’altra rivoluzione: in meno di due anni - tra Allegri, Motta e Tudor - è mancato un filo conduttore. C’è l’auspicio, dunque, che Spalletti possa aprire un ciclo.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Spalletti, la richiesta

Ma il tecnico non darà per scontato nulla: è felice alla Juve, ha trovato un ambiente ideale per esprimersi, è rimasto favorevolmente colpito dal livello di professionalità che si respira all’interno del club e per i suoi primi mesi alla Continassa non ha preteso nulla. Niente di niente. Voleva solo essere messo nelle condizioni di lavorare bene con gli uomini attualmente a disposizione. Per immaginare un futuro competitivo, però, Lucio chiede un mercato di alto livello. Non faraonico a livello di investimenti, ma con innesti mirati e condivisi. Al tecnico serve, sostanzialmente, almeno un big per reparto tra difesa, centrocampo e attacco. Ritiene indispensabile il rinnovo di contratto di Weston McKennie, giocatore per caratteristiche più unico che raro, e spera ancora che ci possano essere dei margini per prolungare l’intesa con Dusan Vlahovic. Difficile sì, impossibile no, non ancora almeno.

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La Juve e il mercato

Spalletti sa di non poter immaginare un mercato faraonico, ma vorrebbe che la Juve cogliesse tutte le opportunità possibili per migliorare ogni reparto. Per insistere sul 4-2-3-1 o sul 4-3-3 ambisce ad avere le coppie per ogni singolo ruolo: un lavoro che la società ha già iniziato ad abbozzare a gennaio con i prestiti a cuor leggero di Holm e Boga. Non possono essere considerati dei piatti principali, ma degli antipasti, in linea con l’idea che ha Spalletti. Uno che ha già vinto e che sa come si vince. Un allenatore che col gioco è riuscito a far capire quanto possa essere ancora moderno. Ma l’attenzione alla materia prima sarà inevitabilmente argomento di dibattito nella trattativa per il rinnovo di contratto. Può soprassedere sull’ingaggio, non sulla garanzia di competitività per la corsa scudetto del prossimo anno.

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La Juve, in blocco, da qualche settimana continua a ripetere sempre la stessa cosa. Il riassunto dei pensieri societari si ritrova è stato scandito, parola per parola, da Giorgio Chiellini prima di Juve-Lazio: «Siamo felicissimi di Spalletti e di quello che sta facendo e credo che anche nelle sue parole si veda la gioia nell’allenare la Juventus. Ogni cosa a suo tempo, non c’è nessuna fretta. Luciano è arrivato con grande voglia di allenare la Juve, ha firmato un contratto senza nessuna garanzia perché voleva mettersi in gioco e sta facendo benissimo. Fa parte del presente e del futuro di questa squadra». Non è un caso che la società, per esempio, abbia voluto Spalletti presente nelle foto di rito per il rinnovo di contratto di Kenan Yildiz. Insomma, Lucio ha fatto parte della sceneggiatura di un momento storico dell’era Comolli, di sicuro l’istante più importante dall’insediamento dell’ex Tolosa.

Allegri, Motta, Tudor: nessun filo conduttore

Le sconfitte contro Inter e Galatasaray non hanno in alcun modo ridimensionato piani e prospettive: proseguire con Spalletti resta il primo obiettivo da perseguire per la Juventus, che lavora per raggiungere una quadra entro la sosta per le nazionali. Nessun ripensamento, dunque, dopo il 5-2 subito a Istanbul. Il secondo tempo contro i turchi resta una macchia in un percorso di grande crescita: i quasi quattro mesi bianconeri del tecnico, del resto, non possono che essere giudicati positivamente. In più, il club ha una certa riluttanza dinnanzi all’idea di dover affrontare un’altra rivoluzione: in meno di due anni - tra Allegri, Motta e Tudor - è mancato un filo conduttore. C’è l’auspicio, dunque, che Spalletti possa aprire un ciclo.

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