Pagina 3 | Bonucci: “Con Conte a occhi chiusi, da Allegri scelte che sembravano assurde e poi…”

Bonucci sta girando l'Italia per visionare partite su partite in modo da poter fornire tutte le analisi necessarie al Ct Gattuso in vista dei playoff per i Mondiali. C'è da stare vicino agli azzurri convocabili e magari qualche possibile sorpresa, tenere in considerazione le condizioni di ognuno e tenere alta la concentrazione perché tra un mese si saprà quale futuro toccherà alla Nazionale. L'ex difensore bianconero è andato a seguire qualche giorno fa Genoa-Napoli: "È importante vedere gare dal vivo perché riesci a capire le sfumature dei giocatori e del movimento... Dalla tv certi dettaglio possono sfuggire" sottolinea a Cronache di Spogliatoio

Bonucci: "Gattuso chiama spesso i calciatori"

Bonucci spiega quanto cerca dai calciatori mentre va a osservare le gare: "Noi cerchiamo l'atteggiamento del giocatore in ogni momento della partita, il linguaggio del corpo, le preventive per i difensori e altre situazioni che non riesci a capire dalla Tv. Hai quei tre o quattro giocatori da seguire, poi è chiaro che guardi la gara nel suo insieme perché nella valutazione finale c'è anche quello". Sullo scambio coi club: "È quasi settimanale. Sia le società che la Nazionale sono forniti di grandi professionisti. I preparatori atletici si sentono tutti i giorni. Gattuso in primis chiama spesso i giocatori finite le partite. Lo stesso succede dal punto di vista nutrizionale. Il nostro lavoro è fatto tutti i giorni, ti confronti sulle partite giocate, su quelle che si andranno a vedere e c'è uno scambio sulle idee che si porteranno nel ritiro successivo. Abbiamo una chat in cui tutti i membri dello staff si occupano delle visionature e mandano le distinte del match che stanno guardando".

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I messaggi a Ekhator e Vergara

L'importanza delle cene: "Tanto. Le abbiamo fatte e c'è grande entusiasmo. Gattuso è un trascinatore, un leader, una grande persona. Questo tipo di trattamento lo ha voluto al 100% lui, sente che questa è la squadra che si deve tenere per far sì che tutti si sentano partecipi. Ci permette di stare vicini ai ragazzi, di far capire loro che siamo presenti. Rino in primis poi anche noi in seconda battuta, ci consente di essere un gruppo anche non vedendosi spesso. Siamo partiti dai ragazzi che giocano in Premier: Donnarumma, Tonali, Calafiori, Leoni, Udogie, Vicario... in totale erano 9-10 calciatori. Nelle prossime settimane lo faremo con gli azzurrabili in Serie A". Sulla visita in Asia per Retegui e Verratti: "Sono andati Riccio, Gattuso e Buffon per parlare con Mateo e Marco perché dai giocatori che possono rientrare nelle convocazioni ci teneva a farsi sentire e vedere lui in persona. È tornato molto entusiasta e contento Rino, ha visto due-tre gare". Poi Bonucci dà un paio di consigli a Ekhator e Vergara nel video pubblicato proprio da Cronache di Spogliatoio: "Mi raccomando, ti seguiamo, sempre con il massimo impegno" dice all'attaccante del Genoa. Al trequartista azzurro: "Complimenti. C'è da pedalare, ma sono segnali. Hai una bella energia, se la porti nel verso giusto ti dà tanto. Con la testa sempre, tanto se sbagli c'è chi ti dà qualche mazzata" riferito a Conte.

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Bonucci e l'ispirazione dagli allenatori passati

Bonucci parla poi degli allenatori avuti: "Ho avuto la fortuna di essere stato allenato da allenatori importanti e ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa. Nelle intuizioni credo che Allegri sia stato il più grande. Nelle caratteristiche del giocatore e nel metterlo nelle condizioni migliori ha fatto delle scelte che sembravano assurde e poi hanno portato a dei risultati. Nella tattica quello che mi ha dato di più è stato Conte. Quando è arrivato con noi è partito da un 4-2-4, è passato al 4-3-3, al 3-5-2 e sapevamo a occhi chiusi sempre cosa dovevamo fare. Questo ti permette di acquisire conoscenza, di aumentare il tuo bagaglio, mi sono segnato tante cose su un quaderno perché di mio sono sempre stato un curioso. Insieme a Rino al Milan venivamo da un periodo veramente difficile e in quel momento lui mi disse: 'Leo siamo in un momento complicato, vanno fatte le cose semplici'. Poi Ventura a Bari con la palla sulle punte a incrociare… Sono stato fortunato e oggi sogno di fare l'allenatore, ma loro mi hanno lasciato qualcosa dentro che mi ha acceso la lampadina".

Il lavoro di Bonucci con l'Italia

L'ex difensore della Juve continua: "Parlo di tutto. In questo ruolo svari da cose di campo all'essere umano. Allegri in questo è un fenomeno, non parla mai in negativo, non si lamenta mai. Il lavoro sporco lo facciamo noi, poi con il ct ci riuniamo e vediamo i dati per capire la condizione psico-fisica di ogni calciatore. Una volta a settimana facciamo il punto della situazione. Il mister è molto contento del lavoro di tutti e la cosa più gratificante è che ti fa sentire importante. È la risposta più bella, ti spinge a dare sempre di più. Uno dei miei ruoli è quello di preparare i calci piazzati offensivi e difensivi. Non c'è solo l'Arsenal (ride, ndr)… Ci sono anche altre squadre forti. L'importante è essere credibile con i giocatori, se non gli trasmetti fiducia i giocatori non lo fanno".

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L'importanza di aver giocato a calcio

A chiudere Bonucci parla dell'importanza di aver vissuto tutto questo anche da calciatore: "Sì, poi il ct è molto incisivo. Vuole massima concentrazione e che venga seguito al 100% quello che diciamo. Devo dire che la cosa molto bella è stato scegliere di andare a giocare a Bergamo perché è stata la prima nostra e c'era un'atmosfera, un'adrenalina, una passione incredibile. Come se fossimo 23mila in campo. Mi ricordo difficilmente un'atmosfera del genere per la Nazionale, se non all'Europeo. La nostra speranza è andare lì con gli italiani che spingono per noi. Dobbiamo dare il 110%, poi sarebbe bello non vivere la pressione di dover arrivare per forza al risultato, ma l'entusiasmo di volerci arrivare. In quel caso ti dà qualcosa in più, la stanchezza fai fatica a sentirla".

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Bonucci e l'ispirazione dagli allenatori passati

Bonucci parla poi degli allenatori avuti: "Ho avuto la fortuna di essere stato allenato da allenatori importanti e ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa. Nelle intuizioni credo che Allegri sia stato il più grande. Nelle caratteristiche del giocatore e nel metterlo nelle condizioni migliori ha fatto delle scelte che sembravano assurde e poi hanno portato a dei risultati. Nella tattica quello che mi ha dato di più è stato Conte. Quando è arrivato con noi è partito da un 4-2-4, è passato al 4-3-3, al 3-5-2 e sapevamo a occhi chiusi sempre cosa dovevamo fare. Questo ti permette di acquisire conoscenza, di aumentare il tuo bagaglio, mi sono segnato tante cose su un quaderno perché di mio sono sempre stato un curioso. Insieme a Rino al Milan venivamo da un periodo veramente difficile e in quel momento lui mi disse: 'Leo siamo in un momento complicato, vanno fatte le cose semplici'. Poi Ventura a Bari con la palla sulle punte a incrociare… Sono stato fortunato e oggi sogno di fare l'allenatore, ma loro mi hanno lasciato qualcosa dentro che mi ha acceso la lampadina".

Il lavoro di Bonucci con l'Italia

L'ex difensore della Juve continua: "Parlo di tutto. In questo ruolo svari da cose di campo all'essere umano. Allegri in questo è un fenomeno, non parla mai in negativo, non si lamenta mai. Il lavoro sporco lo facciamo noi, poi con il ct ci riuniamo e vediamo i dati per capire la condizione psico-fisica di ogni calciatore. Una volta a settimana facciamo il punto della situazione. Il mister è molto contento del lavoro di tutti e la cosa più gratificante è che ti fa sentire importante. È la risposta più bella, ti spinge a dare sempre di più. Uno dei miei ruoli è quello di preparare i calci piazzati offensivi e difensivi. Non c'è solo l'Arsenal (ride, ndr)… Ci sono anche altre squadre forti. L'importante è essere credibile con i giocatori, se non gli trasmetti fiducia i giocatori non lo fanno".

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