Pagina 3 | Openda bocciato, via gli ultimi dubbi. David-Juve: il test della verità

Luciano Spalletti non usa mezzi termini, come è solito fare, e parla di dolore. Un dolore che si trascina da San Siro e che si acuisce in Turchia, di quelli inaspettati e che non vedi arrivare, per questo maggiormente amplificati. Ma il dolore, per quanto forte, è un sentimento liquido che prende la forma del contenitore che gli dai, della reazione che gli contrapponi. Nella testa del tecnico di Certaldo è un elastico: tiri fino al limite, finché non c’è più margine per allungarsi, poi lo lasci come una fionda. Una rincorsa, quella che la Juventus ha preso dopo i “tre passi indietro” e una fiondata che i bianconeri si aspettano di dare oggi pomeriggio contro il Como. Un gesto meccanico – così è e non può essere altrimenti -, e in questo anche la retorica fa la sua parte. Perché non è un fondo toccato – sebbene sia il momento più difficile dall’arrivo di Spalletti -, e non è di una faticosissima risalita che c’è bisogno. E mentre si carica l’elastico, si pensa a cosa mettere nella tasca della fionda, come riempirla per affrontare al meglio la squadra di Fabregas.

Verso la sfida contro il Como

Sempre in conferenza, l’allenatore bianconero ha fugato ogni dubbio e respinto ogni critica sul portiere: Di Gregorio è ancora il titolare, lo sarà anche oggi. Di fronte a lui il primo grande cambiamento, reso necessario dalle contingenze. Gravina ha respinto la richiesta di grazia per Kalulu che, dunque, resta squalificato e crea un buco sulla destra. A livello difensivo sarà colmato da una linea a tre con Gatti sul centrodestra, Kelly in mezzo e Koopmeiners sulla sinistra. Anche per l’olandese è una questione di necessità. A Istanbul ha fatto un esercizio di memoria, ricordando e ricordandosi di cosa è capace dal centrocampo in poi. Oggi, però, è la scelta quasi obbligata per sistemare una difesa orfana sia di Kalulu che di Bremer. Tappabuchi non è esattamente l’etichetta più nobile per un calciatore, molto più elegante definirlo jolly o giocatore moderno, duttile.

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Diga Locatelli-Thuram

Come lo si voglia chiamare non cambia la sostanza: a colmare il vuoto sulla destra sarà McKennie. Partirà da lì per ammortizzare le avanzate del Como sul loro binario mancino, in fase offensiva resta la solita libertà di agire, consolidata dalla capacità innata di leggere i momenti della partita e gli spazi da attaccare. Molto meno da inventare, invece, in mezzo al campo dove si va avanti con le certezze. La coppia formata da Locatelli e Thuram è parte della forza che tira l’elastico, entrambi sono in cerca di riscatto dopo la partita contro il Galatasaray, di una prestazione che racconti che quello di Istanbul è uno sfortunato passaggio a vuoto. Sulla sinistra Cambiaso cercherà di surfare sull’onda che da San Siro sembra essersi rialzata. Se la Juve è in risacca, l’esterno è in controtendenza rispetto ai risultati della squadra e, soprattutto, rispetto alla sua prima parte di stagione. La risposta definitiva arriva però dalla continuità, altrimenti è il solito giro su e giù per le montagne russe. 

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Nodo attacco

A proposito di risposte, Spalletti e lo staff tecnico aspettano quella che arriverà stamattina dalle condizioni di Jonathan David. Per il canadese – che come annunciato sarà convocato -, è previsto un provino che ne misuri lo stato di forma, il grado del fastidio all’inguine e, in definitiva, il minutaggio a disposizione. Se il semaforo dovesse accendersi di luce verde per un’eventuale titolarità, allora sarebbe lui a guidare l’attacco, davanti ad una coppia di trequartisti composta da Yildiz e Conceicao. In caso contrario, il 10 diventerebbe, solo a livello di ruolo, il 9 – o falso nove -, e dietro di lui troverebbe spazio Miretti, insieme a Conceicao. Ultimi incastri da trovare e dubbi da sciogliere prima della partita contro il Como. Di dubbi, invece, ce ne sono pochi su Openda. Parte ancora dietro nelle gerarchie, anche quando davanti a lui sembrerebbe crearsi lo spazio per un’accelerata che scombini i piani.

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Nodo attacco

A proposito di risposte, Spalletti e lo staff tecnico aspettano quella che arriverà stamattina dalle condizioni di Jonathan David. Per il canadese – che come annunciato sarà convocato -, è previsto un provino che ne misuri lo stato di forma, il grado del fastidio all’inguine e, in definitiva, il minutaggio a disposizione. Se il semaforo dovesse accendersi di luce verde per un’eventuale titolarità, allora sarebbe lui a guidare l’attacco, davanti ad una coppia di trequartisti composta da Yildiz e Conceicao. In caso contrario, il 10 diventerebbe, solo a livello di ruolo, il 9 – o falso nove -, e dietro di lui troverebbe spazio Miretti, insieme a Conceicao. Ultimi incastri da trovare e dubbi da sciogliere prima della partita contro il Como. Di dubbi, invece, ce ne sono pochi su Openda. Parte ancora dietro nelle gerarchie, anche quando davanti a lui sembrerebbe crearsi lo spazio per un’accelerata che scombini i piani.

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