Di Gregorio, la frase di Spalletti che prende le distanze e lo retrocede in panchina

L'allenatore della Juve spiega la scelta di mettere Perin titolare nel ritorno contro il Galatasaray. E non solo...

Spalletti ha sciolto i dubbi della vigilia e ha scelto di mandare in campo Perin al posto di Di Gregorio. Il portiere titolare è stato così messo in panchina alla luce delle recenti prestazioni che lo hanno visto protagonista in negativo con alcuni errori importanti e decisivi come il gol subito con l'Inter, nell'andata col Galatasaray e poi col Como. Errori che hanno fatto propendere per un cambio.  L'allenatore bianconero ne ha parlato anche nel pre partita del ritorno contro i turchi. "Da quando sono arrivato è chiaro che dobbiamo un po' governarla questa passione ed entusiasmo attraverso nostri comportamenti però prima di iniziare cii hanno sempre dato la possibilità di sentirsi un po' protetto e avvolti da questo entusiasmo e voglia d fare bene - esordisce il tecnico parlando dello stadio - Terzino sinistro? Lo fa McKennie perché lui si sa adattare. Abbiamo bisogno di un terzino che spinge e sa difendere. Chiaro è che si può essere in difficoltà lo stesso perché loro sono una squadra forte sugli esterni, però poi la partita la dovremo fare noi e a non lasciarci trascinare dalla difficoltà del risultato. Cosa si fa? Si comincia con forza e ferocia, poi si guarda si prende delle conoscenze, ci si adatta e piano piano si riesce a decidere cosa si vuol fare perché di spazio, in uno stadio così, in novanta minuti per ribaltare il risultati ce n'è".

La scelta su Di Gregorio

Poi, su Di Gregorio, Spalletti ha risposto: "Si fanno delle valutazioni anche approfondite perché sono delle cose importanti, serie. Si fa partecipare anche il ragazzo, si vede come reagisce e ora è giusto far così. E in questo momento magari è anche giusto farlo per un paio di partite o tre per dargli la possibilità di ritrovare quelle che sono le sue capacità perché poi è sempre lì la soluzione, guardare dentro noi stessi e far vedere quello che sai fare e ti ha portato qui. È un calcio dove ci sono pressioni continue, partite fondamentali che ti mettono a dura prova da un punto di vista caratteriale e di personalità. Tutti passiamo momenti più difficili, anzi sono quelli che ti fanno diventare la persona che ha conosciuto tutto di sé stesso e quindi ha reagito anche quello è il reale valore con quelle relazioni e conoscenze che hai fatto nelle difficoltà".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Chiellini: "Ci vuole equilibrio"

Giorgio Chiellini ha parlato a Prime: "È una partita dove ci vuole equilibrio. Atmosfera elettrica allo stadio, basta poco per far tirare fuori qualcosa in più dai tifosi. Poi sta alle prestazioni, ma questo pubblico è qua con noi per una partita difficile, proibitiva, quasi impossibile. Sarebbe un’impresa, ma queste gare basta con un’inerzia, una scintilla: sta a noi star dentro la partita per trovarla. Servirà essere aggressivi? Ci vorrà energia, quel pizzico di volontà e di voler vincere quel contrasto in più, per farlo sentire alla gente. Sta ai giocatori in campo tirare fuori quel qualcosa e coinvolgerci l’un l’altro per fare qualcosa di incredibile. Il risultato è bugiardo perché non penso ci siano tre gol di differenza tra le due squadre, ma l’hanno meritato in campo. C’è curiosità di vedere se riusciamo a segnare e tenere la partita sul giusto mood per provare a vincerla fino alla fine".

Lo switch mentale e l'obiettivo

E ha continuato: "Chiaro che per ribaltare una partita del genere ci vuole una prestazione sopra la media da parte dei giocatori. A parlare è facile, poi in campo è sempre la parte più difficile. Lo switch mentale ce l’hanno in testa, poi per fortuna o purtroppo il bello del calcio è che non riesci tante volte a fermare il flow e l’onda della partita: non ci sono i time-out, succede tutto in un attimo. Quando entri in certi momenti è difficile rirovare equilibrio, ma questa è una cosa che stasera possiamo sfruttare a nostro favore se la indirizziamo da quella parte li. Mi aspetto che vogliamo vincere, mi aspetto qualcosa di speciale: i giocatori ce l’hanno. Dialogo sul non avere frenesia nella partita? L’obiettivo è fare un gol: può essere anche a mezz’ora dalla fine, in 30’ nel calcio succedono tante cose. Ma l’equilibrio è la cosa più difficile da trovare in una gara dopo nella tua testa devi rimontare dal 5-2 ma devi pensare a vincere 1-0. L’allenatore l’ha detto in tutti i modi, i ragazzi lo sanno. E poi tanto passerà dai duelli per conquistare cm dopo cm quel qualcosa che ti può portare a ribaltare la partita. Secondo me finita la partita la rabbia della sconfitta andava trasformata in questa settimana in eccitazione, in qualcosa di storico: una rimonta da un 5-2 è una cosa che si ricorderanno anche fra decenni, come si parla del Madrid e della tripletta di Ronaldo. Spero che anche loro riescono a portarsi dentro questa gioia di qualcosa di straordinario mettendo da parte la delusione dell’andata".

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Spalletti ha sciolto i dubbi della vigilia e ha scelto di mandare in campo Perin al posto di Di Gregorio. Il portiere titolare è stato così messo in panchina alla luce delle recenti prestazioni che lo hanno visto protagonista in negativo con alcuni errori importanti e decisivi come il gol subito con l'Inter, nell'andata col Galatasaray e poi col Como. Errori che hanno fatto propendere per un cambio.  L'allenatore bianconero ne ha parlato anche nel pre partita del ritorno contro i turchi. "Da quando sono arrivato è chiaro che dobbiamo un po' governarla questa passione ed entusiasmo attraverso nostri comportamenti però prima di iniziare cii hanno sempre dato la possibilità di sentirsi un po' protetto e avvolti da questo entusiasmo e voglia d fare bene - esordisce il tecnico parlando dello stadio - Terzino sinistro? Lo fa McKennie perché lui si sa adattare. Abbiamo bisogno di un terzino che spinge e sa difendere. Chiaro è che si può essere in difficoltà lo stesso perché loro sono una squadra forte sugli esterni, però poi la partita la dovremo fare noi e a non lasciarci trascinare dalla difficoltà del risultato. Cosa si fa? Si comincia con forza e ferocia, poi si guarda si prende delle conoscenze, ci si adatta e piano piano si riesce a decidere cosa si vuol fare perché di spazio, in uno stadio così, in novanta minuti per ribaltare il risultati ce n'è".

La scelta su Di Gregorio

Poi, su Di Gregorio, Spalletti ha risposto: "Si fanno delle valutazioni anche approfondite perché sono delle cose importanti, serie. Si fa partecipare anche il ragazzo, si vede come reagisce e ora è giusto far così. E in questo momento magari è anche giusto farlo per un paio di partite o tre per dargli la possibilità di ritrovare quelle che sono le sue capacità perché poi è sempre lì la soluzione, guardare dentro noi stessi e far vedere quello che sai fare e ti ha portato qui. È un calcio dove ci sono pressioni continue, partite fondamentali che ti mettono a dura prova da un punto di vista caratteriale e di personalità. Tutti passiamo momenti più difficili, anzi sono quelli che ti fanno diventare la persona che ha conosciuto tutto di sé stesso e quindi ha reagito anche quello è il reale valore con quelle relazioni e conoscenze che hai fatto nelle difficoltà".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus
1
Di Gregorio, la frase di Spalletti che prende le distanze e lo retrocede in panchina
2
Chiellini: "Ci vuole equilibrio"