Del Piero: “Juve spettacolare, stadio stupendo. Purtroppo è ancora un anno di ricostruzione, vedremo..."

La leggenda bianconera analizza la partita di Champions e l'uscita ai playoff contro il Galatasaray: "Tantissimo orgoglio"

"Qui vige il motto fino alla fine". Se lo dice Del Piero è perché questo motto è qualcosa di intrinseco alla Juventus. Un Dna che, spesso e volentieri viene fuori ed è capace di far da qualcosa in più in campo. Contro il Galatasaray non è bastato perché ai supplementari il sogno dell'impresa si è infrato al gol di Osimhen e poi quello di Yilmaz ma resta quanto fatto dalla squadra di Spalletti dopo il 5-2 dell'andata. Proprio l'ex numero 10 e capitano bianconero spiega e analizza la prova della Vecchia Signora in una notte di Champions amara ma in grado di dare risposte all'ultimo periodo. 

Del Piero: "Partita spettacolare sotto tutti i punti di vista"

Del Piero a Sky analizza la prova della Juve in Champions: "Ce n'è stato tantissimo di orgoglio, perché è arrivata a un interno sinistro di distanza da un'impresa epica. Per il resto ha fatto una partita spettacolare sotto ogni punto di vista. È uno spirito quello che si è visto che dovrebbe essere, se è possibile, perché quanto possibile per numero di partite e impegni, ma è quello che bisogna dimostrare in campo ogni partita. Lo spirito che è mancato, anche un po' all'Inter, se posso essere sincero, e che alla Juve manca troppo spesso ed è per questo che spiego un po' il termine lunatico usato da mister Capello. Anche in 10 contro 11 si è visto che se rischiano di più creano sicuramente tanto e possono performare anche di più. Però il problema di fondo, è che possono soffrire in alcune circostanze, soprattutto dietro. Purtroppo è ancora un anno di ricostruzione vedremo da dove ripartirà la Juve perché domenica c'è la Roma e non può permettersi di perdere altro terreno".

Gli applausi dello Stadium

E continua: "Applausi dello Stadium? Lo stadio era stupendo, la cornice di pubblico eccezionale e i giocatori bravi che hanno esaltato questo però devo dire che c'è molta unione su questo. C'è tanto dispiacere perché un tifoso sa che questa squadra non avrebbe vinto la Champions ma che stasera avrebbe meritato di più. Devi rendere fiera la tua gente, i tuoi compagni di squadra e deve essere uno dei motivi per cui giochi a calcio, oltre a divertiti, guadagnare. Il senso di appartenenza per qualcosa o qualcuno è impagabile ed è suggellato dall'applauso anche dopo la sconfitta perché hanno visto la squadra dare tutto in dieci contro undici. Ci sono stati anche stimoli diversi rispetto alla stanchezza mentale, fisica... la voglia di fare l'impresa e più forti degli altri o degli eventi più sfortunati e avversi a te".

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Il motto Juve 

Del Piero parla anche nel pre partita: "Qui vige il motto fino alla fine per cui fino a che non c'è il triplice fischio tutto può accadere. Questo è uno stadio che ha regalato delle rimonte anche con Juve un po' diversa e in una salute diversa rispetto a quelle del passato. È ovvio che c'è da dare una risposta a livello emotivo, caratteriale, di impatto e di orgoglio. Questo vogliono dare i giocatori ma anche i tifosi stessi. Le ultime cinque partite sono arrivate quattro sconfitte e un pareggio, di conseguenza è un mese di febbraio anomalo, soprattutto per questi colori. Quando tu ti cali in questo ambiente devi tirare fuori qualcosa in più rispetto ai soli compiti tattici, devi tirare fuori il carattere e il cuore allora poi possono accadere cose magnifiche. Loro devono concentrarsi su questo, i gol e la partita saranno una conseguenza perché la Juve ha bisogno di ritrovare se stessa, io l'ho vista un po' spenta ed è questo che mi spaventa di più".

Uno sguardo al passato

A chiudere un pensiero alla Juve del 1996 capace di ribaltare un risultato proprio con un gol di Del Piero: "Sono immagini che fanno bene a tutto. Si deve partire da qui, ritrovare una sorta di amore passionale per il gioco e anche di pensare ai tifosi però è compito dei giocatori renderli fieri. Questo è importante e bisogna dare di più. Queste partite non puoi prepararle come le altre perché non basta la voglia o il dettaglio, ma c'è da tirare fuori qualcosa di più. Ogni giocatore sa che può dare qualcosa di più in un aspetto specifico e allora si può provare a fare qualcosa di grande"

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"Qui vige il motto fino alla fine". Se lo dice Del Piero è perché questo motto è qualcosa di intrinseco alla Juventus. Un Dna che, spesso e volentieri viene fuori ed è capace di far da qualcosa in più in campo. Contro il Galatasaray non è bastato perché ai supplementari il sogno dell'impresa si è infrato al gol di Osimhen e poi quello di Yilmaz ma resta quanto fatto dalla squadra di Spalletti dopo il 5-2 dell'andata. Proprio l'ex numero 10 e capitano bianconero spiega e analizza la prova della Vecchia Signora in una notte di Champions amara ma in grado di dare risposte all'ultimo periodo. 

Del Piero: "Partita spettacolare sotto tutti i punti di vista"

Del Piero a Sky analizza la prova della Juve in Champions: "Ce n'è stato tantissimo di orgoglio, perché è arrivata a un interno sinistro di distanza da un'impresa epica. Per il resto ha fatto una partita spettacolare sotto ogni punto di vista. È uno spirito quello che si è visto che dovrebbe essere, se è possibile, perché quanto possibile per numero di partite e impegni, ma è quello che bisogna dimostrare in campo ogni partita. Lo spirito che è mancato, anche un po' all'Inter, se posso essere sincero, e che alla Juve manca troppo spesso ed è per questo che spiego un po' il termine lunatico usato da mister Capello. Anche in 10 contro 11 si è visto che se rischiano di più creano sicuramente tanto e possono performare anche di più. Però il problema di fondo, è che possono soffrire in alcune circostanze, soprattutto dietro. Purtroppo è ancora un anno di ricostruzione vedremo da dove ripartirà la Juve perché domenica c'è la Roma e non può permettersi di perdere altro terreno".

Gli applausi dello Stadium

E continua: "Applausi dello Stadium? Lo stadio era stupendo, la cornice di pubblico eccezionale e i giocatori bravi che hanno esaltato questo però devo dire che c'è molta unione su questo. C'è tanto dispiacere perché un tifoso sa che questa squadra non avrebbe vinto la Champions ma che stasera avrebbe meritato di più. Devi rendere fiera la tua gente, i tuoi compagni di squadra e deve essere uno dei motivi per cui giochi a calcio, oltre a divertiti, guadagnare. Il senso di appartenenza per qualcosa o qualcuno è impagabile ed è suggellato dall'applauso anche dopo la sconfitta perché hanno visto la squadra dare tutto in dieci contro undici. Ci sono stati anche stimoli diversi rispetto alla stanchezza mentale, fisica... la voglia di fare l'impresa e più forti degli altri o degli eventi più sfortunati e avversi a te".

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