Zhegrova-Boga, la doppia mossa di Spalletti con il Galatasaray è geniale: così la Juve si allunga la vita

Il kosovaro si divora il 4-0, ma resta la grandissima prestazione. Il portiere del club turco ferma l’ex Lilla nel finale mentre l’ivoriano a sinistra consente ai bianconeri di sperare fino all’ultimo

TORINO - Edon Zhegrova e Jérémie Boga rientrano di diritto nella storia del 25 febbraio più pazzo della storia della Juve. Ci rientrano a sorpresa. Grazie all’intuizione geniale di Luciano Spalletti, che toglie contemporaneamente Chico Conceiçao e Jonathan David sull’1-0. Loro, sì, non sono riusciti a lasciare il segno in alcun modo: il portoghese fa quasi sempre tutto bene, ma quando c’è da finalizzare sparisce. Evapora sistematicamente. Per il canadese, invece, meglio stendere un velo pietoso: nel primo tempo inciampa su se stesso quando c’è da far male in area, nella ripresa la partita diventa più grande di lui. A Spalletti gli si accende una lampadina, grazie a due insospettabili. Partendo da Zhegrova: a destra diventa un martello. Sul 2-0 di Gatti sono riassunte tutte le sue preziose caratteristiche: la capacità di saltare l’uomo, l’abilità di innescare i compagni quando va sul fondo. Il Galatasaray, stanco e impaurito, non trova le misure per renderlo meno pericoloso. E lui ne approfitta, dando finalmente un senso ad un investimento estivo finora incomprensibile. Ai supplementari si divora il gol del 4-0: una macchia suo malgrado indelebile, che si aggiunge alla parata di Cakir sul 3-1.

Zhegrova, che errore. Ma grande prestazione

Nel buio della grande delusione, però, resta la prestazione: dirompente, maestosta, proprio ciò di cui aveva bisogno per riprendersi la Juve. Per conquistare un ambiente che fino a questo momento ha soltanto assaggiato le sue enormi qualità: i segni che gli ha lasciato la passata stagione dal punto di vista fisico ha indubbiamente condizionato il suo approccio col mondo bianconero, ma il kosovaro da adesso spera in tutti i modi di convincere Spalletti a considerarlo centrale nelle gerarchie della corsia destra. Contro il Galatasaray è arrivato il primo, grande, segnale. Ben più evidente rispetto all’ottima prova di Pisa, quando nella ripresa diede la scossa alla squadra per espugnare l’Arena Garibaldi. Anche la mossa di Boga si è rivelata azzeccata. Quanti movimenti indovinati, nella posizione che solitamente occupa Kenan Yildiz.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Boga alla Juve per rinascere

Libera spazi, si presenta sempre nelle azioni più pericolose e i turchi se lo ritrovano dappertutto. Sin dai primissimi giorni alla Continassa l’ex Nizza si è fatto apprezzare da Spalletti, che ci ha messo poco a gettarlo nella mischia: prima in Coppa Italia contro l’Atalanta, poi in campionato contro la Lazio. Persino a San Siro contro l’Inter ha collezionato minuti preziosi, sintomatico di quanto Lucio sia rimasto favorevolmente colpito dallo spirito dell’ivoriano. Arrivato all’ultimo giorno di mercato: ha aspettato Ottolini fino a gong. E ha avuto ragione: alla Juve può rinascere. Il Galatasaray si ricorderà di Boga, un incubo sin dal momento in cui ha messo piede in campo.

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TORINO - Edon Zhegrova e Jérémie Boga rientrano di diritto nella storia del 25 febbraio più pazzo della storia della Juve. Ci rientrano a sorpresa. Grazie all’intuizione geniale di Luciano Spalletti, che toglie contemporaneamente Chico Conceiçao e Jonathan David sull’1-0. Loro, sì, non sono riusciti a lasciare il segno in alcun modo: il portoghese fa quasi sempre tutto bene, ma quando c’è da finalizzare sparisce. Evapora sistematicamente. Per il canadese, invece, meglio stendere un velo pietoso: nel primo tempo inciampa su se stesso quando c’è da far male in area, nella ripresa la partita diventa più grande di lui. A Spalletti gli si accende una lampadina, grazie a due insospettabili. Partendo da Zhegrova: a destra diventa un martello. Sul 2-0 di Gatti sono riassunte tutte le sue preziose caratteristiche: la capacità di saltare l’uomo, l’abilità di innescare i compagni quando va sul fondo. Il Galatasaray, stanco e impaurito, non trova le misure per renderlo meno pericoloso. E lui ne approfitta, dando finalmente un senso ad un investimento estivo finora incomprensibile. Ai supplementari si divora il gol del 4-0: una macchia suo malgrado indelebile, che si aggiunge alla parata di Cakir sul 3-1.

Zhegrova, che errore. Ma grande prestazione

Nel buio della grande delusione, però, resta la prestazione: dirompente, maestosta, proprio ciò di cui aveva bisogno per riprendersi la Juve. Per conquistare un ambiente che fino a questo momento ha soltanto assaggiato le sue enormi qualità: i segni che gli ha lasciato la passata stagione dal punto di vista fisico ha indubbiamente condizionato il suo approccio col mondo bianconero, ma il kosovaro da adesso spera in tutti i modi di convincere Spalletti a considerarlo centrale nelle gerarchie della corsia destra. Contro il Galatasaray è arrivato il primo, grande, segnale. Ben più evidente rispetto all’ottima prova di Pisa, quando nella ripresa diede la scossa alla squadra per espugnare l’Arena Garibaldi. Anche la mossa di Boga si è rivelata azzeccata. Quanti movimenti indovinati, nella posizione che solitamente occupa Kenan Yildiz.

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