Pagina 3 | La Juve rivoluziona l'attacco: la decisione su David e Openda, il nome perfetto e la mossa Vlahovic

Ora o mai più. Cioè: o si fa adesso, in questa finestra di intenti che si è venuta a creare, oppure sarà troppo tardi per venirsi incontro. Tra la Juventus e Vlahovic può partire un’altra luna di miele perché entrambe le parti hanno fatto qualcosa di importante: si sono dimostrate a vicenda di tenerci, e di farlo in maniera particolare. E allora, se i bianconeri hanno messo sul piatto l’intenzione di fargli una proposta simil Yildiz - ma non proprio a quelle cifre, semmai leggermente inferiori -, da parte dell’attaccante c’è stata una mossa addirittura più decisa. Cioè: non soltanto l’apertura ad abbassare le richieste (importanti, almeno fino a qualche settimana fa), ma anche a cambiare il gioco degli interlocutori. Al tavolo della trattativa siederà così il padre, con cui la dirigenza Juve ha già avuto un contatto la scorsa settimana, e un altro intermediario di fiducia, come fosse una sorta di garante dell’operazione. Di sicuro, sarà la garanzia della continuità della negoziazione, che può trovare un’accelerata decisiva proprio in questi giorni. Gli stessi in cui Dusan ritroverà il campo: ieri ha proseguito il lavoro a distanza, ma domani - oggi riposo - continuerà a caricare, fino al ritorno in gruppo. Difficilmente ci sarà per la sfida di sabato con il Pisa, più probabilmente sarà a disposizione per la prossima settimana in casa dell’Udinese.

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Juve, uno sguardo al mercato 

Spalletti, insomma, può addirittura sorridere senza dover ricorrere per forza alla medicina di queste ultime giornate, tanto la rimonta con il Gala quanto il gol di Gatti che tiene in vita i suoi e in corsa per il quarto posto. Dipendesse dal tecnico, il nove serbo sarebbe uno dei punti principali e cruciali della ripartenza. Ma è ben consapevole di cos’abbia ereditato. Ed è pure conscio di quanto quest’equilibrio che si è venuto a creare, per qualcuno anche una tregua in funzione del rientro nelle rotazioni, possa sfilacciarsi da un momento all’altro. Fino a crollare. Così come per la ripresa dei lavori, sarà determinante non impantanarsi nelle pieghe della trattativa, non fossilizzarsi sulla distanza ma provare a puntare tutto su quanto oggi possa considerarsi in comune. Primo: la Juventus non ha alcuna intenzione di andare alla ricerca di due attaccanti nel prossimo mercato. Troppe variabili ancora in corso. Enormi punti interrogativi ai quali è difficile dare risposta. Pertanto, Vlahovic non solo tornerebbe utile, ma si farebbe uno dei più importanti passaggi di testimone del prima e del dopo. Secondo: non è che la stessa punta abbia poi così tante alternative. E il tempo scorre. E la preoccupazione pure. E le ambizioni, se prima potevano essere enormi, oggi devono fare i conti con la realtà dei fatti. Qual è? Eh, che opzioni più concrete, o comunque più lusinghiere della Juventus, per il nove al momento non si sono palesate.  

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Kolo Muani in cima alla lista 

Non solo: DV9 si sposerebbe alla perfezione nel progetto futuro immaginato dalla dirigenza juventina, ossia quella di avere due punte di peso, importanti, a loro modo interscambiabili e fondamentali. Kolo Muani rimane il nome perfetto, sia per una questione di costi (meno di 50 milioni, con il Psg è tutto ricucito), e poi con Vlahovic ha già giocato, persino creato un rapporto di reciproco supporto. Non si dovrebbe ripartire dall’ignoto, ciò che oggi fa più spavento, ancor di più dopo le pescate estive: David si è dimostrato un calciatore di sistema e la Juve, pure quando ha provato a crearglielo, si aspettava maggiore produzione; Openda invece è parso sin dall’inizio drammaticamente decontestualizzato. L’intenzione bianconera è di non ripartire da nessuno dei due, pur dovendo ammettere la sconfitta, pur dovendo trovare soluzione alternativa. O forse un paio. Quello dipenderà da Dusan, dalle intenzioni, dagli sviluppi. Per una volta, però, non ci sono dubbi sulle volontà: il nove vuole continuare a Torino, e a Torino vogliono continuare con lui. Il vento è definitivamente cambiato: capiremo in che direzione porterà.

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Non solo: DV9 si sposerebbe alla perfezione nel progetto futuro immaginato dalla dirigenza juventina, ossia quella di avere due punte di peso, importanti, a loro modo interscambiabili e fondamentali. Kolo Muani rimane il nome perfetto, sia per una questione di costi (meno di 50 milioni, con il Psg è tutto ricucito), e poi con Vlahovic ha già giocato, persino creato un rapporto di reciproco supporto. Non si dovrebbe ripartire dall’ignoto, ciò che oggi fa più spavento, ancor di più dopo le pescate estive: David si è dimostrato un calciatore di sistema e la Juve, pure quando ha provato a crearglielo, si aspettava maggiore produzione; Openda invece è parso sin dall’inizio drammaticamente decontestualizzato. L’intenzione bianconera è di non ripartire da nessuno dei due, pur dovendo ammettere la sconfitta, pur dovendo trovare soluzione alternativa. O forse un paio. Quello dipenderà da Dusan, dalle intenzioni, dagli sviluppi. Per una volta, però, non ci sono dubbi sulle volontà: il nove vuole continuare a Torino, e a Torino vogliono continuare con lui. Il vento è definitivamente cambiato: capiremo in che direzione porterà.

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